
Mafia, Sacra Corona Unita ed elementi che, per stessa ammissione degli inquirenti, porterebbero alla mente tristi ed inquietanti analogie rispetto all’operazione Calipso, condotta dal Ros dei carabinieri, nel settembre 2010. Ed ancora una volta, la regia del re del contrabbando, Albino Prudentino, nel tessere la fitta trama scoperta dai Militari del Nucleo di Polizia Tributaria Guardia di Finanza di Brindisi: reati di trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita con l’aggravante “di aver agito anche al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa denominata S.C.U.” – come precisa il Colonnello Vincenzo Mangia, Comandante Provinciale di Brindisi -, bancarotta fraudolenta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
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Scommesse online e videopoker, con il preciso intento di reinvestire i proventi illeciti nell’economia legale. Diciannove i soggetti, di cui 9 in carcere e 10 ai domiciliari, sottoposti a custodia cautelare e provvedimenti di sequestro di beni emessi, rispettivamente, dal G.I.P. del Tribunale di Lecce e dal Tribunale di Brindisi, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Lecce.
Il boss Albino Prudentino, già in carcere per fatti di mafia e traffico di sostanze stupefacenti, si avvaleva di prestanome, scovati tra professionisti e società compiacenti: come ad esempio, stando alle indagini delle Fiamme Gialle avviate nel novembre 2010, della “Fast Service Line” di Ostuni, “Scommettendo” di Ceglie Messapica e “Royal 88” di Martina Franca.
Tra i nomi noti degli arrestati, anche quello del Gian Paolo Zeni, presidente dell’Ordine dei commercialisti brindisini per diverso tempo e protagonista anche delle recenti elezioni amministrative. Eseguiti, inoltre, un sequestro preventivo, sempre ai sensi della normativa antimafia, di beni del valore complessivo di 3,6 milioni di euro, fra cui una villa di pregio, terreni edificabili ed autovetture ed un sequestro per equivalente, in ragione dei reati fiscali, pari a 190 mila euro. Effettuato, infine, un sequestro anticipato, di circa 15 milioni di euro, riguardante quote e compendio aziendale di due imprese operanti nella raccolta autorizzata di scommesse, giochi online e distribuzione di videopoker presso esercizi pubblici.
