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Cavalleria Rusticana in piazza Noicattaro (Ba) come Vizzini (Ct)

di Antonio V. Gelormini

Noicattaro (Ba) come Vizzini (Ct), l'area della Vecchia Stazione della cittadina pugliese per ricreare le atmosfere del centro siciliano dove Giovanni Verga, che vi soggiornava in estate, immaginò il dipanarsi della vicenda di una delle sue più celebri Novelle: "Cavalleria rusticana".

La quinta edizione dell'evento lirico organizzato dall'associazione Noicattaro nerazzurra, con il sostegno della Provincia di Bari, volerà sulle note della Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Una serata all'insegna della musica colta ad alto tasso emozionale, che si fonde con la magica musicalità e teatralità dell'opera in un atto unico di uno dei più noti compositori italiani. 

Giovedì 10 e sabato 12 luglio, alle 21.00, nell'Area Vecchia Stazione Ferroviaria di Noicattaro (infotel: 347.15.20.254, www.noicattarolirica.it, biglietti in vendita nella sede dell'associazione, in via Pietro Nenni 10 a Noicattaro, dalle 17 alle 20), andrà in scena una nuova produzione del capolavoro verista di Verga, musicato da Mascagni, per la messa in scena in forma di opera.

L'allestimento, con la regia di Stefano Merlo, ricostruisce la Noicattaro di fine '800 (l'opera debuttò il 17 maggio 1890 al Teatro Costanzi di Roma), in parallelo con i temi e le sensazioni messe in luce da Mascagni riguardo al luogo in cui si svolgono le vicende di Santuzza e Turiddu: la Sicilia, la sua anima, la terra, la sua storia antica e la sua antica gente così legata al concetto dell’onore.

Rinaldi maestro
 

«Una della novità di questa edizione – spiega Giovanni Pagliarulo, presidente dell’associazione organizzatrice – è stata la volontà di riprodurre il centro storico della nostra città per illuminare l’anima rurale e contadina di fine Ottocento: tutto in linea, in realtà, con il progetto di dare risalto alle radici cittadine, di avvalerci solo dei talenti di casa nostra come dimostra la puntuale presenza di artisti noiani nel cast, fin dal debutto di questa iniziativa. Dare valore al borgo antico troppo poco curato e lasciato a se stesso da tempo è stata la line ispiratrice per far riscoprire le nostre radici e la bellezza di avere una storia alle spalle».

Sul podio Giovanni Rinaldi dirigerà l'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari. Nel cast, ad interpretare Santuzza e Turiddu ci saranno due cantanti noiani in grande ascesa, Adriana Damato e Lorenzo Decaro; Tina D'Alessandro sarà Mamma Lucia, mentre Pierluigi Dilengite e Anna Yeftiehova interpreteranno i personaggi di Alfio e Lola.

Cavalleria Rusticana   prove 3
 

Cavalleria rusticana – Sinossi

La scena si svolge in un paese siciliano (ispirato a Vizzini) durante il giorno di Pasqua. Ancora a sipario calato, si sente Turiddu, il tenore, cantare una serenata a Lola, sua promessa sposa, che durante il servizio militare di Turiddu ha però sposato Alfio. La scena si riempie di paesani e paesane in festa, giunge anche Santa, detta Santuzza, attuale fidanzata di Turiddu, che decide di non entrare in chiesa sentendosi in grave peccato. Si rivolge allora a mamma Lucia, madre di Turiddu, chiedendole notizie del figlio.

Lucia dice a Santuzza che Turiddu è andato a Francofonte a comprare il vino, ma Santuzza risponde che Turiddu è stato visto in paese nel bel mezzo della notte. Lucia replica stizzita e le chiede di entrare in casa: ha infatti paura che qualcuno possa sentire la loro conversazione, ma Santuzza rifiuta l'invito perché si sente disonorata. Intanto, Alfio giunge a far visita a Lucia e le domanda del vino: Lucia riferisce che Turiddu è andato a Francofonte per comprarne, ma Alfio replica di averlo visto al mattino vicino casa sua.

Cavalleria Rusticana
 

Compare Alfio se ne va e a questo punto Santuzza svela a Lucia la relazione tra Turiddu e Lola, pur essendo quest'ultima sposata: Lucia, attonita, invoca la Madonna e si allontana. Giunge Turiddu che discute animatamente con Santuzza; quindi, interviene anche Lola, diretta alla chiesa, e le due donne si scambiano battute ironiche.

Dopo che Lola è entrata in chiesa, la discussione tra Turiddu e Santuzza degenera in lite violenta fino a che, gettata a terra da Turiddu, al colmo dello sdegno, Santuzza gli augura la malapasqua. Quindi Turiddu entra in chiesa. Santuzza, rialzatasi, vede arrivare Alfio e gli denuncia la tresca amorosa della moglie. Dopo la messa, Turiddu offre vino a tutti i paesani per stare più tempo con Lola. Giunge Alfio, Turiddu gli offre del vino, ma questi rifiuta. Così, Turiddu getta via il vino e, con la scusa di un abbraccio pacificatore, morde l'orecchio ad Alfio sfidandolo a duello. Turiddu corre a salutare la madre e, ubriaco, le dice addio affidandole Santuzza.

Subito dopo si sente un vociare di donne e popolani. Un urlo sovrasta gli altri: "Hanno ammazzato compare Turiddu!".

(gelormini@affaritaliani.it)

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