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Centro diviso, Pisicchio fuori da CD: ‘Storia chiusa alle Europee’
Il presidente del gruppo Misto Pino Pisicchio ha un reddito dichiarato nel 2013 di 124mila euro

Bari –  “Ecco, la musica è finita, gli amici se ne vanno”, cantava Mina. Ed anche tra i tabacciani potrebbero intonare lo stesso ritornello, non solo in Puglia. Nell’estate della scissione di Sel e dei travagli destrorsi, neppure i centristi potevano farsi mancare una spaccatura: “Pino Pisicchio è fuori da Centro Democratico”, chiarisce una nota del partito di Bruno Tabacci, dopo il commissariamento della segreteria regionale – in mano al fratello del primo, Alfonso - ed in piena formazione della Giunta Decaro

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Sulle ragioni del divorzio si mescolano retroscena e polemiche ma di certo c’è che si tratta di fratture tutt’altro che recenti. A far deflagrare i malumori ci hanno pensato le percentuali da Televideo raggranellate alle Europee da “Scelta Europea”, creatura a tre punte messa in campo dallo stato maggiore CD: “Ci pareva che l'esperienza del Centro Democratico nel suo insieme si fosse già smarrita con quell'incauta lista - da me non condivisa - che ha testimoniato, col suo 0,7%, una perdita di orientamento, di ruolo e, soprattutto, di popolo da rappresentare”, conferma il Presidente del gruppo Misto di Montecitorio, che non esita a parlare di “deserto politico con numeri da prefisso telefonico” e “condanna all’insignificanza perpetua”. In quell’occasione avrebbe preferito un’interlocuzione più forte con il Partito Democratico anziché “compagni di strada privi di consenso” e le malelingue raccontano che il dissenso sulla linea politica sia stato tale da indurre i due ex DC pugliesi a non supportare Tabacci nella contesa.

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Gli interessati smentiscono il boicottaggio ma attaccano “il burocratismo autoritario di microstrutture sempre più governate da un’idea cesaristica” e retrodatano fino alle Politiche del 2013 la possibile archiviazione del partito. Escludendo che l’elezione alla Camera di Pisicchio senior e la presidenza del Misto potessero essere figlie dell’appartenenza allo stesso: “Vagamente umoristico tentare di farlo credere”, taglia corto Tabacci. Defenestrandolo dalla vicepresidenza e affidando la guida nel Tacco ad Angelo Sanza, a sua volta reduce dalla diaspora Udc di un anno fa. Niente Popolari e montiani, dunque, ma occhi puntati sui democratici per il tandem barese, secondo i bookmakers in traiettoria di avvicinamento. Nell’immediato, intanto, resta da sciogliere il nodo delle trattative sull’esecutivo del capoluogo, del quale Alfonso è vicesindaco uscente e al quale ha portato in dote una cospicua dose di preferenze. La via d’uscita, per i beninformati, sarebbe un ruolo nella nuova città metropolitana. E l’estate è appena cominciata…

(a.bucci1@libero.it)

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