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phoca thumb l foto movimento schittulli5   Copia (2)Bari – La nomination di Francesco Schittulli come candidato del centrodestra al dopo Emiliano è tutt’altro che scontata: “Se la coalizione non dovesse convergere unanimemente su di lui, primarie entro settembre per individuare un nome condiviso”, avevano confermato dai piani alti del Pdl prima della pausa ferragostana. Raffaele Fitto, dal canto suo, vorrebbe chiudere presto i giochi affidando i galloni all’oncologo, che li accetterebbe di buon grado e secondo alcuni starebbe già da tempo preparando il terreno per la campagna elettorale, ma le resistenze più o meno sotto traccia nel Tacco dello Stivale fanno salire vertiginosamente nelle ultime ore l’ipotesi di consultazioni popolari. A pochi giorni dalla riapertura dei tavoli per le alleanze.
 
 
“Le primarie sono uno strumento, non un vincolo e la coalizione decide caso per caso se ricorrervi o meno”, frena da Affari il vice coordinatore regionale degli azzurri, Antonio Distaso, “poi è anche vero che dove le abbiamo fatte in passato, da Lecce a Trani o Terlizzi, abbiamo vinto”. E se non si sa ancora quale sia la deadline oltre la quale considerare chiuso il mandato esplorativo dell’inquilino di Via Spalato, rumours dall’interno danno la rosa dei papabili alla competizione pronta a stringersi attorno a poche opzioni: Ninni Cea, capo delle opposizioni a Palazzo di Città dalle chances risicate, il Fratello d’Italia Filippo Melchiorre ed il neo senatore Massimo Cassano, dalla cospicua dote di preferenze, fittiano ed over 40, che potrebbe contendere al presidente Lilt la testa di serie forte dell’apprendistato a Palazzo Madama e del passato da numero due di Rocco Palese in Via Capruzzi. Oltre allo stesso Schittulli, s’intende, mentre è improbabile che alla contesa partecipi Mario Ferorelli, già dettosi disponibile ad un ticket con il chirurgo gravinese in caso di nomina. Assai più difficile è che il professore decida di sfilarsi appoggiando un altro dei pretendenti al titolo  ai gazebo e punti alle regionali, passando dalle Europee.
 
 
È importante decidere il prima possibile, costruire un’ampia coalizione e sostenere realmente un candidato che ci aiuti a riconquistare Bari”, spiega Distaso, riservando a Michele Emiliano una punta velenosa: “Basta con persone che interpretano la carica pubblica in funzione del sé”. E l’amo ai centristi di Casini è ormai lanciato, tanto più che l’abbandono dello scudocrociato da parte dell’unico consigliere rimasto in aula Dalfino, Peppino Margiotta, fa scattare ufficialmente il countdown per l’uscita dalla Giunta di Filippo Barattolo ed il rimpasto nella squadra del Gladiatore, con lo slot fondamentale del Bilancio da riempire. “Penso che l’Udc abbia maturato la consapevolezza che il suo ruolo è nel centrodestra”, manda a dire il vice di Amoruso. Ulteriori evoluzioni non tarderanno ad arrivare.
 
(a.bucci1@libero.it)
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