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Pd Blasi berlinguerBari –  “Sguardi di sfida vietati dal Sindaco per le strade di Bari ma varrà anche davanti ai circoli del Pd?”. Scherza Dario Ginefra ma, con la macchina del Congresso a pieno regime e ad una settimana dalla sospensione delle adesioni, imposta dalla commissione di garanzia, il barometro all’interno del partito continua a segnare tempesta. “Dibattiti tenuti di fronte a pochi iscritti, seguiti da votazioni a cui partecipano file di decine e decine di tesserandi in gran parte sconosciuti alla militanza o all’attivismo. Tutto sotto la regia di locali mercenari della politica”, racconta amaro il segretario regionale, Sergio Blasi, nella lunga lettera inviata al presidente della commissione nazionale, Luigi Berlinguer per provare ad uscire dall’impasse.
 
 
"Si è ancora in tempo a recuperare la dignità smarrita, per questo mi appello all'autorevole saggezza della tua persona affinché si fermi lo scempio e si ripristini la politica”, manda a dire il numero uno dei democratici a stretto giro dalla pioggia di ricorsi incrociati delle mozioni, convinto che “una riflessione non condotta sotto lo scacco delle contrapposizioni tra gruppi dirigenti nazionali”, avrebbe portato alla “chiusura del tesseramento in tempo utile per uno svolgimento ordinato e trasparente dei congressi di circolo”. E se a Lecce è stato necessario addirittura l’arrivo del renziano Roberto Morassut dalla Capitale e della responsabile regionale Loredana Legrottaglie per spegnere i fuochi, alla vigilia di un voto che oggi assegnerà 19 delegati, l’ex Sindaco di Melpignano è perentorio. “Chi punta a ottenere, servendosi di queste pratiche deleterie, un risultato numerico ma senza qualità si macchia di un peccato infamante: costringere alla fuga dal nostro partito le migliori energie dei territori in cui facciamo politica”. “È un errore drammatico che pagheremo tutti nelle urne", ammonisce, dopo le ultime conferenze stampa al veleno nella città del Barocco.
 
 
Intanto, a passare all’incasso sono i renziani, di vecchio o nuovo conio che, nella contesa del voto, hanno già portato a casa un tris di segreterie provinciali e si apprestano a batter cassa anche nel tarantino, dove superfavorito è il pelilliano Walter Musillo. A Foggia il dopo Campo è di Raffaele Piemontese, al quale sono serviti 102 delegati e l'aiuto dei cuperliani per battere il competitor Michelangelo Lombardi, sostenuto dai civatiani di Elena Gentile. Prossimo obiettivo? Le amministrative della prossima primavera, con il presidente del Consiglio comunale in prima linea per la successione a Gianni Mongelli. A Brindisi giochi chiusi, aspettando l’ufficialità dopo il week end, e la doppietta ha visto, non solo, la conferma di Antonio Elefante sulla tolda di comando cittadina ma anche l’elezione di Maurizio Bruno alla guida della federazione, vincendo sul cuperliano Tagliente, appoggiato da big del calibro del Sindaco Consales o come il senatore Tomaselli. Nella Bat, invece, hanno preferito eleggere con mozione unitaria il barlettano ex Ds Agostino Cafagna, blindato dalla coppia Boccia – Caracciolo, avversari ai tempi del siluramento di Maffei ed inizialmente a favore di una riconferma dell’uscente Andrea Patruno, che anche ha tentato una corsa in solitaria prima di demordere in extremis.  E all’appello manca ancora il gran finale del capoluogo.
 
(a.bucci1@libero.it)
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