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FISC SIR

La rete e la carta. Due modalità di comunicazione il cui rapporto può apparire problematico e che in più di un caso vivono un conflitto. Ma nessuno può negare che il futuro della comunicazione passa attraverso un rapporto sempre più virtuoso tra la stampa e Internet. A dirlo sono le 186 testate cattoliche aderenti alla Fisc (Federazione italiana dei settimanali cattolici), riunite in convegno a Chioggia sul tema "Informazione in rete: carta stampata e web". Presenti in circa 170 diocesi, queste testate (1 agenzia, 6 on line, 1 quotidiano, 2 bisettimanali, 128 settimanali, 18 quindicinali e 25 mensili) raggiungono gran parte del territorio nazionale e pure gli italiani all'estero, con 5 giornali loro dedicati. "Giornali di carta e Rete sono destinati a viaggiare insieme, non per combattersi, ma per richiamarsi a vicenda", ha esordito il presidente nazionale della Fisc e direttore del "Corriere Cesenate", Francesco Zanotti, aprendo i lavori. Mentre monsignor Vincenzo Tosello, direttore di "Nuova Scintilla" (Chioggia), ha ripercorso i cent'anni della testata, il cui anniversario viene celebrato con questo appuntamento. Infatti, il logo prescelto unisce la prima testata ("La Scintilla") a una raffigurazione della versione attuale per tablet.

Tra difficoltà e mutamenti. Certo, per la carta stampata non mancano le difficoltà, specie in questo periodo, motivo per cui serve "un'attenta analisi dei fenomeni in atto nel campo della rete e della multimedialità e nel contempo una lungimirante lettura dei possibili sviluppi al fine di orientare le scelte nell'ambito della stampa diocesana", ha richiamato nella prolusione monsignor Claudio Giuliodori assistente ecclesiastico generale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali. Il primo dei problemi è di natura economica: cala la pubblicità e "le vendite risentono della minore disponibilità di risorse economiche". In secondo luogo, "la possibilità per ognuno di accedere all'informazione in tempo reale e gratuita su web, tv e radio". A tal riguardo, ha sottolineato, "è cambiato il nostro modo di ricercare e apprendere informazioni", "siamo bombardati e 'inseguiti' da un enorme flusso, potremmo dire un 'torrente impetuoso' d'informazioni, sempre a portata di mano attraverso un unico strumento: lo smartphone o il tablet", mentre "la corsa all'acquisto tecnologico, sebbene rallentata, è l'unica ancora in continua crescita".

Comunicazione

La "saggezza digitale". Conseguenza del "torrente" informativo del web è la mancanza di filtri e gerarchie tra le notizie. "Oggi domina il criterio della velocità", ha osservato Giuliodori, interrogandosi "se non si stia sacrificando la qualità comunicativa, e quindi relazionale, sull'altare della quantità e dell'efficienza". In altri termini non basta usare il digitale, ma bisogna conseguire una "saggezza digitale" - ovvero la "capacità di prendere decisioni più sagge in quanto potenziate dalla tecnologia", secondo la definizione di Marc Prensky - ed è questo il "nuovo passo evolutivo del genere umano", senza il quale "la società moderna corre il rischio di un'involuzione". Un passo al quale i cattolici sono chiamati elaborando "strategie di marketing non soltanto commerciale, ma che potremmo definire preminentemente ad alto impatto antropologico, finalizzato a rilanciare con forza questo prezioso servizio la cui peculiarità è rappresentata dalla capacità di cogliere e comunicare i valori fondamentali". "Chi, se non la stampa cattolica, potrà avere il compito difficile, ma assai urgente, di far comprendere l'importanza di un'etica della comunicazione?". Questa la domanda posta dal presule ai rappresentanti delle testate cattoliche, invitandoli "a non perdere, cammin facendo, l'essenziale della nostra vocazione e missione".

Sfida educativa. In gioco c'è "una sfida che è innanzitutto educativa", come ricordano gli Orientamenti pastorali dei vescovi italiani per il decennio. Di fronte a uno "sviluppo esponenziale dei mezzi di comunicazione", "dev'essere potenziato - ha sottolineato il vescovo - l'impegno a svolgere un ruolo incisivo a livello culturale e sociale". "Così - ha aggiunto - le nostre testate vivranno e si rafforzeranno se riusciranno a promuovere e a stimolare il dialogo nelle realtà locali, poiché la loro missione è soprattutto formativa e a servizio della comunità". "La stampa cattolica - secondo Giuliodori - deve mantenere e potenziare la capacità di essere una bussola nel mondo dell'informazione", "avere la forza e l'audacia di rivolgersi agli utenti dei nuovi media", offrendo "un'informazione in grado di accompagnare il lettore attraverso gli spazi di riflessione, di confronto e approfondimento", "generando una comunicazione efficace, capace anche di sedurre, ma soltanto per accompagnare lo sguardo, l'attenzione del lettore e il suo cuore verso un 'oltre'". Il presidente della Commissione Cei ha infine ricordato "l'eccellente esempio del quotidiano 'Avvenire' e di non pochi settimanali diocesani", evidenziando che, "di fronte al bombardamento d'informazioni e d'immagini, la nostra stampa può rappresentare il mediatore capace di valorizzare, raccogliere e, se necessario, filtrare le notizie smascherando quelle false e accompagnando nella lettura critica dei nuovi ambienti digitali, dalle potenzialità straordinarie, ma anche pieni d'insidie".

(da AgenSir - Ucsi)

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