Crollo del Palazzo di Giustizia di Bolzano, cinque persone iscritte nel registro degli indagati
Sono cinque le persone che la Procura di Bolzano ha iscritto nel registro degli indagati dopo il crollo che ha colpito il Palazzo di Giustizia. Un dato che, da solo, dà la misura di quanto le indagini si stiano concentrando sui lavori che interessavano l’edificio prima del cedimento: tutte e cinque, fa sapere la Procura, hanno scelto la strada della collaborazione, consegnando spontaneamente la documentazione in loro possesso relativa ai lavori. Un dettaglio che aiuta a capire la direzione che sta prendendo l’inchiesta. Gli investigatori non stanno solo cercando di stabilire perché il palazzo abbia ceduto, ma stanno ricostruendo, carte alla mano, chi sapeva cosa e quando, ripercorrendo passo dopo passo l’iter dei lavori che precedevano il crollo.
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Sul fronte tecnico, la Procura ha affidato a un consulente un incarico duplice e delicato. Il primo compito è quello di mappare i rischi: capire se esistano ancora, tra le parti del palazzo rimaste in piedi, i presupposti per un nuovo cedimento, e indicare le misure da adottare con urgenza per scongiurarlo. Il secondo è più strettamente giudiziario: individuare quali aree dell’edificio debbano essere sottoposte a sequestro, in modo che, una volta completate la rimozione delle macerie e la messa in sicurezza delle parti pericolanti, si possa procedere con gli accertamenti peritali destinati a chiarire le cause del crollo.
Nel frattempo, la messa in sicurezza dell’edificio procede su un doppio binario. Da un lato, in accordo con i tecnici incaricati dalla Provincia, sono stati installati sensori nelle porzioni del palazzo rimaste strutturalmente integre: uno strumento di sorveglianza continua, pensato per intercettare in tempo reale eventuali nuovi cedimenti prima che si trasformino in un’emergenza. Dall’altro, è stato disposto il montaggio di un ponteggio con funzione di sostegno, destinato a stabilizzare la facciata centrale del Tribunale, rimasta pericolante dopo il crollo.
Resta invece ancora aperta la domanda più importante, quella da cui tutto è partito: cosa abbia realmente causato il cedimento. Gli accertamenti tecnici per rispondere a questo interrogativo sono tuttora in corso, e saranno il vero banco di prova per capire se dietro il crollo ci siano responsabilità precise o concause più complesse legate allo stato dell’edificio.

