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“L’approvazione odierna in Senato della mozione bipartisan che, in prospettiva della approvazione della Macroregione adriatico-ionica, impegna il Governo sul fronte della promozione in sede europea del prolungamento del corridoio baltico-adriatico da Lecce ad Ancona da una parte e, dall’altra, sul fronte della modernizzazione della rete ferroviaria della dorsale adriatica, con particolare riferimento alla direttrice Milano-Lecce - storicamente e assolutamente carente di una adeguata infrastrutturazione che supporti la linea ad alta velocità - è un atto importante e un segnale forte per il Sud. E’ il frutto di un dibattito proficuo, nonché di un gesto di responsabilità a sostegno di un momento importante per la costruzione di un'Italia unita che si presenti più forte nello scenario europeo.

Siamo in piena fase di confronto a livello europeo che, nell'ambito della più ampia Strategia Europa 2020, è tutto proteso a disegnare il futuro della politica di coesione ed il suo ruolo essenziale nel contribuire ad una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, promuovendo al tempo stesso uno sviluppo armonioso della Unione e delle sue regioni grazie ad una riduzione delle disparità territoriali.

L'Italia deve e può dare un contributo rilevante nell'orientare in maniera sostanziale tale confronto, perché crei le condizioni per rendere più efficace la politica di coesione e per promuovere gli interventi necessari, sul piano dei contenuti e delle regole. C’è una cassaforte aperta, dove sono cospicue risorse, che ammontano a oltre 50 miliardi di euro di cui 29 solo per le infrastrutture: dipende da noi saper cogliere questa opportunità. Non bisogna dunque perdersi, nella convinzione che si tratti di mero rivendicazionismo. Trovare una soluzione al gap infrastrutturale che interessa una parte del Paese significa individuare gli interventi, restituendo alla politica di coesione territoriale l'obiettivo che le è proprio, e cioè la promozione dello sviluppo e dunque l'impatto che questi interventi devono poter avere sulla crescita ed il miglioramento della qualità della vita dei territori interessati.

L'obiettivo, infatti, non è il risarcimento di ciò che al Sud è stato levato e che probabilmente neanche le celebrazioni del 150° anniversario dell'unità hanno riconsegnato a una dimensione autentica di verità, ma quello, peraltro anche evocato dall'articolo 16 della Costituzione, del diritto alla mobilità che deve avere livelli di uniformità sull'intero territorio nazionale. Credo che in questa direzione debba adattarsi una nuova logica che inverta la tendenza di Trenitalia a sostenere di più e meglio le politiche di mobilità all'interno del territorio nazionale con riferimento specifico al Mezzogiorno d'Italia. Trenitalia deve agevolare e non ostacolare il diritto del Sud a riprendere in mano il filo del proprio destino, reinserendosi nelle rotte dello sviluppo e godendo di pari opportunità rispetto al resto del Paese. I cittadini e le imprese meridionali  non sono cittadini e imprese di serie B. Come può il Sud entrare nel circuito virtuoso della competitività se non si dota di tutti gli strumenti necessari a consentire a questa area di diventare zona di attrazione per investimenti e per lo sviluppo? Si pensi al turismo in primis. Lo Stato ha il dovere di porre in essere tutte le condizioni e credo che questa sia un'opportunità. Il potenziamento della rete ferroviaria e l'adeguamento tecnologico sono elementi irrinunciabili per sostenere quel processo di crescita e sviluppo che tutti. Questa mozione rivelerà tutta la sua fondamentale importanza quanto più il Governo saprà, con il supporto del Parlamento, sostenerla nell'ambito della programmazione delle risorse dell'unità europea per il periodo 2014‑2020”.

E’ quanto espresso in aula in sede di dichiarazione di voto a nome del gruppo PdL dal sen. Luigi d’Ambrosio Lettieri, firmatario della mozione insieme al proponente del Pd, sen. Tomaselli e ad altri colleghi di maggioranza.

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