Mimmo Di Paola, candidato sindaco di Impegno Civile e di una parte del centrodestra, incontra nello storico Palazzo Mincuzzi, nel cuore di Bari, i commercianti dell’associazione Borgo Murattiano, per ascoltare le istanze della categoria più penalizzata dalla crisi e per parlare del progetto BARI INTERNAZIONALE.
Dinanzi ad una città rappresentata dai commercianti come una ” bella addormentata sul mare, dove la gente non viene più, la provincia non scende più, che ha perso il suo ruolo di città mercantile, senza arredi né decori urbani, senza verde, sporca e insicura”, Di Paola ha parlato di Bari come di una città dalle potenzialità enormi.
“La componente più importante per risollevare il settore commerciale – ha detto – è quella del marketing territoriale. Il mio sogno è quello della creazione di una Fondazione pubblico-privata, dove far convergere le risorse e confezionare il prodotto Bari competitivo da vendere in Italia e all’estero”.

“L’obiettivo – ha aggiunto – è quello di aumentare la massa di gente che viene a Bari, alla quale far trovare dove dormire, cosa visitare, dove andare, come divertirsi. Mostre, eventi musicali, teatri aperti 365 giorni all’anno, (non cantieri per 365 giorni all’anno), devono essere dei pezzi del pacchetto in cui confezionerò Bari, che deve tornare ad essere una città viva, dove i 6 mln. di passeggeri, che con tanta fatica ho contribuito a portare, devono avere interesse a restare, devono programmare Bari come meta in cui trascorrere del tempo, spendere dei soldi, visitare spazi”.

Di-Paola ha poi parlato di valorizzazione del contenuto con pulizia, manutenzione del verde urbano, arredo, ma anche e soprattutto di valorizzazione delle risorse come il mare “dove ogni intervento – ha sottolineato l’ex numero uno di Aeroporti di Puglia – deve iniziare dalla conoscenza della sua utilità e di quanto porterà in termini di sviluppo, ricchezza e crescita alla città”.
Alla proposta dei commercianti, che chiedono un tavolo permanente di discussione, Di Paola ha rilanciato: ” Io non amo i tavoli, ma le organizzazioni che lavorano, quindi ribadisco la necessità di creare un organismo gestito da chi sa come vendere la città fuori dalle sue mura. A febbraio 2015 voglio le strade di Bari invase dai forestieri”.
(gelormini@affaritaliani.it)
