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Di Paola: ‘No alla carriera politica’ Scivolata sui biglietti Amtab

Bari – Rassicura sull’unità della coalizione e sulla costruzione per meriti dell’eventuale GiuntaMimmo Di Paola – ma a una settimana dal voto basta una svista sul costo dei biglietti del bus a fare increspare l’aria. Una giornalista gli chiede quanti soldi ci vogliano per comprarne uno e l’ingegnere dribbla la domanda, dicendo di preferire la bicicletta. “Sembra incredibile ma non lo sa. Del resto c'è da capirlo: uno che ha speso 150.000 euro di soldi pubblici in auto a noleggio con conducente, sicuramente l'autobus non l'ha mai preso”, coglie al volo Antonio Decaro, rincarando all’attacco del competitor che “ha dimostrato tutta la sua lontananza dalla gente”.

Sui trasporti si riapre il corpo a corpo tra le due teste di serie: “Se quello pubblico barese fosse un servizio rispettoso della decenza prima ancora che dell'efficienza, sarei felice di usare gli autobus cittadini come sono solito fare in altre città. E comunque, a proposito del costo del biglietto, gira voce che sia un servizio pressoché gratuito visto che il biglietto non lo fate pagare quasi a nessuno”, replica al fuoco il leader di Impegno Civile, dopo aver stilettato - dal ring di Epolis - sulle piste ciclabili “nelle quali conto in tutto cinque ciclisti”. Mentre i democratici si giocano il giro di big per il gran finale, con Bersani lunedì, Renzi martedì e poi Pippo Civati, Di Paola promette una Giunta che “lavori come una squadra e non come una serie di ducati o repubbliche autonome”, scelta principalmente tra gli eletti ma senza far dettare la linea ai partiti. “Sulla Cultura non vi aspettate grandi nomi, immagino un ruolo vicino alla sovrintendenza”, premette, garantendo di non avere nessuna intenzione di prendere tessere di partito “al contrario di Emiliano, ormai candidato anche alle planetarie”.

Evita le polemiche sul cambio in corsa di comunicazione “fatto perché non mi piacciono le cose sempre uguali”, così come le remore sull’età (“Il giovanilismo non serve a far camminare il mondo”) ma prova a stanare gli avversari sulla Cittadella della Giustizia: “Decaro sposta l'attenzione dal tema vero. Io voglio sapere da lui, nel caso fosse possibile farla, la vuole la cittadella o non la vuole? Non governa la questione, perché non mi dice con quali soldi adeguerà la caserma ad uffici giudiziari?”, gioca di rimessa. Decaro ribatte, imputandogli la mancanza di riferimenti a tempi di realizzazione dei progetti, costi e fonti di finanziamento. E nel backstage si parla già di possibili apparentamenti in vista del secondo turno di ballottaggi. Se dovesse essere necessario, s’intende.

(a.bucci1@libero.it)

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