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Disagio sociale, proposta shock Claudio, sfrattato: 'Vendo un rene'

E' accompagnato da alcuni dei protagonisti di vicende quotidiane di disperazione e, insieme a loro, si presenta alla stampa ai piedi della "colonna infame", nella piazza tra le più identitarie di Bari Vecchia e al centro di una pletora di ristoranti e locali che attirano, nelle serate baresi, gran parte della cosiddetta movida cittadina.

“La politica deve mettersi subito al lavoro e dare risposte ai problemi reali dei baresi meno fortunati. Siamo in un momento di massima allerta sociale, il lavoro non c’è e le persone in difficoltà sono in continuo aumento. Per questo ho deciso che devolverò ogni mese la mia indennità da sindaco ad una famiglia segnalata dagli assistenti sociali, in un quartiere ogni volta diverso”. Lo ha detto Giacomo Olivieri, candidato sindaco di Bari e presidente di Realtà Italia, presentando le sue idee contro la povertà in piazza Mercantile. “Io non vivo di politica – ha proseguito - e fare il sindaco è solo un modo per mettermi al servizio della mia comunità e così sarà anche per i componenti della mia Giunta, che saranno invitati a rinunciare a parte del loro compenso. Inoltre durante il primo consiglio comunale proporrò a tutti i consiglieri - compresi quelli circoscrizionali - di ridurre il loro gettone di presenza. Sono gesti concreti, che spero possano essere d’esempio anche per tutti quelli che occupano ruoli manageriali nelle aziende municipalizzate”.

Al suo fianco, tra gli altri, Claudio e la moglie: quartiere Libertà, tre figli (di cui uno disabile parziale), lavori a singhiozzo, "polivalente per necessità", da qualche settimana sfrattati e in pellegrinaggio abitativo tra parenti, amici e conoscenti. Situazione, come tante altre, difficile da sotenere e che porta alla minaccia di 'gesti estremi'.

Cladio, nei giorni scorsi, è arrivato a paventare la possibilità di 'mettere in vendita un proprio rene', se il disagio familiare dovesse perdurare e le condizioni di precarietà mettere a rischio la sopravvivenza dell'intera famiglia. Ma anche Marcato, disoccupato "cronico", che continua ad essere combattuto tra la voglia di "dare un taglio" e la disperata 'creatività' per affrontare con gli stracci di una dignità lacerata, lo sforzo quotidiano del 'tirare a campare'.

Olivieri, ancora, per contrastare la povertà propone l’apertura di un ‘supermercato sociale’. “Le aziende   - ha spiegato - donano prodotti che i cittadini acquistano con dei punti virtuali, caricati su una tessera. In cambio della spesa, i clienti devono mettere a disposizione ore lavoro per svolgere attività socialmente utili. Questo meccanismo ricorda sia quello del ‘banco alimentare’ sia quello della ‘banca del tempo’. È un’idea solidale per salvaguardare la dignità di tutti coloro che vivono momenti di disagio e non riescono a soddisfare i bisogni primari delle loro famiglie”.

Olivieri colonna
 

E per i senza tetto Olivieri ha ricordato il suo progetto sulle caserme aperte : “Siamo in un momento di crisi tale in cui occorre offrire soluzioni rapide e concrete a chi non ha un tetto o un pasto caldo. Per questo ho pensato di aprire questi luoghi alla solidarietà. A Bari, infatti, sono numerosi gli immobili di proprietà degli enti locali e del Ministero della Difesa che potrebbero essere recuperati e messi a disposizione dei più bisognosi. L’amministrazione comunale deve farsi promotrice di iniziative da realizzare in quelle strutture più facilmente recuperabili per ricavarne subito mense, alloggi e centri di accoglienza in favore di chi vive in gravi difficoltà. Penso all’ex ospedale Bonomo, al cui interno vi sono già una cucina in grado di sfornare molti pasti caldi al giorno e posti letto utilizzabili”.

“La politica  - ha concluso Olivieri - deve ritornare a dialogare con chi ha più bisogno. Basta con la diffidenza, oggi i politici si trincerano nei palazzi del potere e invece la porta del sindaco deve essere sempre aperta, senza indugi per accogliere le richieste di chi è in difficoltà. Ci sono a Bari molte famiglie che rischiano di perdere i loro figli perché non in grado di provvedere al loro sostentamento. Occorre supportare madri e padri sia con contributi economici e sia  aiutandoli a trovare una occupazione”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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