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Don Ciotti, la marcia di Palagiano ‘Prendersi per mano e resistere’

di Antonio V. Gelormini

Il messaggio non gridato, ma decisamente condiviso e consapevole, parte già dalla definizione dell’itinerario cittadino che a Palagiano (Ta) vede sfilare il lungo corteo organizzato dall’Associazione Libera, per ricordare le vittime di mafia, a partire dalle ultime tre Cosimo, Carla e Domenico.

Un corteo guidato dallo stesso presidente dell’Associazione contro tutte le mafie, Don Luigi Ciotti, che si dipana da Via Bachelet (Istituto Comprensorio ‘Giovanni Rodari’) a piazza Falcone e Borsellino, dove si concluderà con gli interventi programmati.

Il rosario recitato sarà scandito con i grani dei numerosissimi nomi delle vittime della criminalità organizzata, saranno letti e riletti uno per uno “per ricordare - dice don Ciotti – che di fronte all’affronto della violenza esiste un modo diverso di essere cittadini”.


 

"Quei proiettili che hanno ucciso il piccolo Domenico e la sua mamma o li sentiamo come se avessero sparato anche a noi o sennò diventa tutta retorica", ha detto don Ciotti. "Abbiamo bisogno di cose concrete, di segni concreti, e il miglior segno è di impegnarci tutti per 365 giorni all'anno". Poi al termine della manifestazione ha aggiunto dal palco di piazza Falcone e Borsellino: "Parto dalle parole di Carmela, la madre di Carla: non voglio vendetta, ma rispetto e dignità, chiedo a tutti che ci sia rispetto e dignità".

Presente anche Guglielmo Minervini, Assessore della Regione Puglia, che ha sottolineato: "Segni dei tempi. In queste settimane si stanno moltiplicando gli attentati nei confronti di amministratori locali pugliesi. Atti vandalici, bombe carta, macchine incendiate, proiettili in busta, minacce verbali. Significa due cose. Primo che la criminalità organizzata sta rialzando la testa, vuole riprendersi il territorio, mettere le mani sulle istituzioni. Appalti, rifiuti e cemento, odore di affari insomma. Quelli di sempre. Secondo che ci sono amministratori locali che, in quella trincea, stanno resistendo, mantengono fermo il dovere di dire no. Le mafie locali stanno incontrando un argine al loro dominio nelle amministrazioni locali. Non riescono a entrare come vorrebbero nelle stanze del Comune".

Francesco donCiotti
 

E poi ha aggiunto con fermezza: "No. Non chiamiamoli eroi, per piacere. Farlo sarebbe già isolarli. Oggi a Palagiano, alla marcia per la legalità, stiamo insieme con don Luigi Ciotti, per dire che ciascuno noi è uno di loro. E che in quella trincea ci siamo tutti. C'è la Puglia. Se lo mettano in testa".

L’appello degli organizzatori della manifestazione di Palagiano è stato ampio e trasversale, e l’adesione massiccia ne è testimonianza di sensibilità e di persistente forza d’animo, con l’obiettivo - tra i tanti - di prevenire la violenza, superando l’indignazione virtuale e tornando a riempire le strade.

Una testimonianza, inoltre, che si rivelerà importante nel futuro dei due fratellini sopravvissuti di Domenico Petruzzelli, che col suo sacrificio ha abbracciato nella dignità delle vittime, anche Cosimo Orlando e Carla Fornari.

Sullo sfondo, per tutti, l’immagine di un Papa in ginocchio che chiede alla mafia di fermarsi, convertirsi ed evitare l'Inferno pern tutti.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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