A- A+
PugliaItalia
Eleonora Magnifico

Bari – Per comprendere a fondo Eleonora Magnifico bisogna ascoltarla, andare a vedere i suoi spettacoli, lasciarsi rapire dal suo personalissimo modo di interpretare la Musica. Difficilmente non se ne resta rapiti. Definirla unicamente attrice o cantautrice non renderebbe giustizia alle mille sfaccettature messe ogni volta in risalto sul palcoscenico. In occasione dell’uscita del video del suo nuovo singolo, “Taccagna”, non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione d’intervistarla e capire qualcosa in più del suo mondo.

Eleonora, partiamo dagli inizi, com’è nato il tuo amore per il mondo dell’Arte, qual è il tuo primo ricordo legato alla Musica? Quali artisti ti hanno cresciuta?

“Credo di essere nata tra le note, la musica, le canzoni ed i dischi. Già, proprio così, perché i miei avevano un negozio di dischi ed io ho respirato quella polvere fin da quando ero in fasce, posso dire. Il mio primo ricordo legato alla musica è proprio quello. Un po’ più avanti, invece, quando a scuola, durante una manifestazione di fine anno tra recite e canti, l'insegnante si accorse della mia voce e di me che, invece, mi nascondevo timidamente. Mi portò sulla pedana facendomi diventare la voce protagonista tra lo stupore mio e di tutta la classe.

Respirando così tanta musica in famiglia non avevo che l'imbarazzo della scelta ma la mia predilezione era e lo è tutt'ora per le grandi interpreti, quelle che avevano il pathos per intenderci, e per le personalità importanti. Le voci uniche e differenti tra loro senza l'omologazione delle urlatrici gracchianti, che vanno per la maggiore oggi. Poi, c'è da aggiungere che quelle cantanti ancora tanto adorate cantavano con l'anima, dote che ahimè si è esaurita”.

Eleonora Magnifico 3

Un’artista queer  amatissima qui al Sud e molto nota anche al Nord, ma la strada – soprattutto agli inizi – dev’essere stata particolarmente in salita. Com’è iniziata la tua carriera, quali sono state le difficoltà che hai dovuto superare?

“La strada è ancora in salita per un’artista Queer come me. I pregiudizi davanti all'identità di genere non sono mai stati superati e, ti dirò, che in un ambiente falsamente aperto come quello dell'intrattenimento e della discografia, i veli per nascondere ciò che sei sono serviti a tanti e in tanti ne fanno ancora uso per non avere ostacoli. Io ho scelto una strada più difficile, ma sono proprio i pregiudizi e le perplessità che arrivano anche dai media e dai programmatori radiofonici che apprezzano quello che faccio, ma chiudono le porte a quello che rappresento, che mi fanno con tenacia proseguire per questa strada dove la libertà di mostrare le proprie differenze, soprattutto quelle sessuali, crea prurigine, destabilizza e peggio ancora discrimina per relegarti in una nicchia ben definita e chiusa”.

Non hai mai nascosto di non sopportare le etichette. Permettimi di chiederti, però, quali siano le differenze tra il tuo percorso artistico e quello di una drag queen. Tu in primis, in più occasioni, hai ribadito quanto si tratti di due strade diverse ma anche quanto ti piaccia fare dell’ironia sul mondo drag, partendo sempre da te stessa.

“Distinguiamo le due cose però! Certo non sopporto le etichette o meglio le definizioni ma mi sono sempre riferita alla sfera della sessualità. Nel senso che il racchiudere il mio percorso di vita prima di tutto nelle parole transgender, transessuale, omosessuale, etc è limitante per la mia evoluzione e per l'emancipazione delle comunità glbt nel poter venir fuori da certe ghettizzazioni, che la società ci ha imposto nei secoli. Credo che le definizioni non servano per chiamare l'amore col nome di chi ci attrae. Io sono una persona , io sono Eleonora, puoi vederci cosa vuoi ma è così necessario etichettarmi con una definizione seppur legittima? Ma gli eterosessuali lo fanno?

Sul piano artistico, invece, ho sempre preso le distanze dalle drag queen per far capire che il mio percorso è diverso in quanto io sono una cantante musicista, faccio teatro e l'intrattenitrice e soprattutto non ho mai usato il lip-sync nelle mie esibizioni, tranne agli inizi per gioco e per dissacrare un certo circuito che si autocelebra artista senza averne le doti. Ma questo non è solo un vizio delle drag, che sono divertenti e ora pure tanto richieste. Alcune brave certo, anche se non per sminuire la loro arte ma mettete una parrucca su di un qualsiasi ragazzetto fan di Madonna o di Lady Gaga o Katy Perry, che in discoteca ricrea alla perfezione i balletti e le mossette delle loro artiste preferite, e potrebbe diventare una ipotetica ed eccezionale drag queen! Altra caratteristica delle mie performance sono le irriverenti caratterizzazioni che tutt'ora ripropongo in teatro. Ma, soprattutto, il mio percorso di vita è differente perché io non scendo dai tacchi dopo le mie performance e sono Eleonora anche dopo un'esibizione, quando entro in un supermercato per comprare la Nutella”.

Le tue esibizioni hanno una componente teatrale imprescindibile, d’altro canto la tua collaborazione con il piccolo Teatro Purgatorio di Bari nello spettacolo "Varaity" è solo una delle tante testimonianze di questo tuo grande amore per il Teatro. Come nasce questa commistione tra i due mondi?

“La componente teatrale, che mi viene spesso riconosciuta, fa parte del mio essere… in realtà sono un po’ teatrale drammatica e comica alla stesso tempo in molte situazioni reali. Mettici anche l'amore per il teatro e il cinema ed il gioco è fatto. Per Varaity cercavano una figura che incarnasse la soubrette e la diva sui generis poiché lo spettacolo è un omaggio alla televisione che abbiamo amato e che non c'è più. Gli autori mi conoscevano, avendo visto le mie imitazioni che tengo a dire sono delle caratterizzazioni, e mi hanno voluta e confermata per la terza stagione. Mi fanno sorridere le signore che a fine spettacolo vengono in camerino chiedendo della signora delle imitazioni”.

Eleonor Magnifico 2

Tornando alla musica, è da pochissimi giorni uscito il video del tuo nuovo singolo “Taccagna”, prodotto dalla Film Found Family. Com’è nata l’idea del video?

“Taccagna aveva bisogno di un supporto video perché è meno immediata rispetto, ad esempio,  a “Sono venuta.  All'inizio ho notato quanto il mio pubblico fosse rimasto destabilizzato da un quasi cambio di rotta, ma Taccagna oltre ad essere struggente è altrettanto ironica. Ho giocato su un registro più intimista come scrittura, la canzone è più complessa nell'elaborazione musicale, però un testo nel quale si ammette tra le lacrime e la disperazione che si è fatti pure l'exstension per tenersi questo famigerato fa certamente riferimento ad una donna ironica. Proprio perché la canzone è struggente e triste che più triste non si può ho voluto focalizzare la trama su questa figura che per elaborare questo distacco si cucirà personalmente quell'abito che sarà l'emblema di un dolore quasi mistico. L'idea del video è stata scritta con il mio collaboratore di sempre Jimmi Tenshi De Bartolo, che cura e traduce graficamente tutte le mie idee e invettive. E con la regia di Mark Gernone, il quale nonostante mi conoscesse poco  alla fine è entrato nel mio mondo, facendo un ottimo lavoro credo”.

Una piccola curiosità, a proposito dei tuoi spettacoli (come anche dello stesso video di “Taccagna”): chi si occupa dei tuoi meravigliosi vestiti?

“I vestiti di solito li scelgo io rovistando anche nei mercatini vintage o, come da mia vecchia abitudine, nell'armadio di una madre ancora gelosa delle sue cose. Alcune volte però nascono collaborazioni con giovani creativi e stilisti con i quali mi trovo in sintonia. Le mie ultime uscite sono state curate dallo stylist Mauro vs Buongiorno. Per “Taccagna”, invece, i vestiti li ho valutati sotto l'attenta consulenza della costumista Jime Ghirlandi: la corona è una sua personale creazione, infatti”.

“Taccagna” sembra essere la naturale evoluzione di “Sono venuta”, quali sono le donne protagoniste delle tue storie? E’ un caso che gli uomini ritratti siano sempre un po’ degli “egoisti” ed “inconcludenti”?

“Gli uomini sono egoisti e se ne vantano pure, o meglio si autoassolvono, perché dicono sia l'indole a portarli a farlo. Secondo loro devi prenderli così come sono, passione ed egoismo “all inclusive”. Le donne possono sembrare delle povere disgraziate vittime di abbandoni meschini ma in realtà sono donne forti che vivono di passioni intense, dalle quali non riescono ancora ad evolversi e non è detto che sia un male. Sono donne che hanno bisogno di verità e che quando decidono di rimettere i piedi per terra si lasciano alle spalle tutto, per ripartire più agguerrite e, la prossima volta, anche un po’ più taccagne”.

Un aspetto che mi ha personalmente colpita appartiene alla tua infanzia, al tuo essere cresciuta dalle suore. Come ti ha influenzata questa educazione, adesso che rapporto hai con la Chiesa? Papa Francesco solo alcune settimane fa ha dichiarato: “Una volta una persona mi chiese se approvavo l'omosessualità. Io allora le risposi: "Secondo te Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l'esistenza con affetto o la respinge condannandola?". Nella vita Dio accompagna le persone, e noi dobbiamo accompagnarle a partire dalla loro condizione. Bisogna accompagnare con misericordia”.

“Ecco, le suore erano selettive ad esempio. Faccia buona primo banco, faccia cattiva ultimo banco. Questo lo capisci col senno di poi, però, perché io amavo le suore e loro amavano me (almeno ricordo questo di quel periodo). Io poi ero tra i buoni, anche se il diavoletto mi tentava spesso. Pensa che le suore sono state il mio primo riferimento di femminilità al di fuori della mia famiglia ed era naturale per me tornare a casa e vestirmi da suora. Che infanzia complicata, vero? Ho subito il fascino della chiesa fino all'adolescenza . Ero incantata dalle cerimonie e da tutto quello che vedevo, quasi come se l'altare fosse un set teatrale o cinematografico. Quando ho preso più coscienza di me e ho capito le mille chiusure della chiesa verso gay, toccando con mano il fatto di predicare bene e razzolare male, io che sono cresciuta dalle suore con un certo senso di rigore e moralità, mi sono ribellata.

Questo Papa scrivono che sia buono, meravigliandosi come se i papi precedenti siano stati dei gangster. Di questa bontà se ne sono accorti pure i gay, che simpatizzano di colpo con il Pontefice ma che probabilmente non capiscono quanto la misericordia non sia l'assoluzione per ciò che la Chiesa considererà per sempre uno dei grandi peccati dell’uomo. Non vedo aperture nelle sue parole. Voglio credere che esista un Dio capace di accompagnare le persone senza discriminarle e senza la supervisione della Chiesa, soprattutto,colpevole di accrescere in noi grandi sensi di colpa”.

Eleonora Magnifico 4

Non hai mai nascosto il tuo impegno nella lotta all'omofobia. Personalmente, nel corso anche dell’amministrazione Vendola, quali cambiamenti hai riscontrato e cosa rimproveri invece all’attuale classe politica?

“La mia lotta all'omofobia, l'ho sempre detto, è una lotta per il diritto all'amore, a poter chiamare l'amore col nome del nostro compagno o compagna senza timore paura e imbarazzo perché purtroppo la società, imponendoci  modelli e famiglie unicamente eterosessuali, ha fatto in modo che molti gay vivano ancora l'omosessualità come una cosa da nascondere e da non dire. Gli amori sono così sempre clandestini e privati di slanci naturali che andrebbero vissuti sotto la luce del Sole. La mia lotta all'omofobia, oltre le parole, consiste nel portare me stessa in giro tra sguardi sospettosi e non sempre indulgenti.

Quando Vendola è stato eletto eravamo tutti felici e commossi perché uno di noi era diventato il governatore. Non mi sono accorta di grossi cambiamenti, forse perché ero distratta o forse ha veramente deluso le aspettative di molti. Però dal Nord ci dicono di una Puglia all’avanguardia perché con un governatore gay. Anche Vendola mi pare sia sempre più vicino alla Chiesa, così come tutta la classe politica italiana a volte un po’ troppo genuflessa e invischiata nei suoi poteri.

Alla classe politica italiana tutta, e soprattutto a quella di sinistra, rimprovero la mancanza di coraggio e di serietà nel sostenere leggi e proposte che veramente tutelino e riconoscano pari diritti anche a chi ogni giorno fa delle proprie differenze motivo di orgoglio e con dignità lotta per non essere calpestato e ignorato da chi ancora ci crede diversi tout court”.

Quali sono i tuoi prossimi impegni, puoi regalarci un’anteprima?

“Intanto promuoverò Taccagna dove mi permetteranno di farlo. Dal 15 al 17 novembre sarò a Roma con Varaity e poi nei primi mesi del nuovo anno una nuova canzone, o forse più di una con delle collaborazioni importanti e anche un po’ insolite. Un cantautore ha scritto un pezzo per me ma per ora non posso dirvi di più. Stay tuned!”

Iscriviti alla newsletter
Tags:
magnificoeleonoraqueertaccagnaartista
i blog di affari
Italia 2^ in UE per abbandono universitario
Massimo De Donno
Super Green Pass, boom di disdette: la distruzione di economia e lavoro
L'OPINIONE di Diego Fusaro
ETICA E GIORNALISMO, AIUTI EUROPEI PER REGIONI E CULTURA
Boschiero Cinzia
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.