Elezioni, Antonio Decaro: 'Voglio essere il Presidente dei pugliesi' - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 12:34

Elezioni, Antonio Decaro: 'Voglio essere il Presidente dei pugliesi'

Il candidato presidente della coalizione progressista per la presidenza della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha chiuso la campagna elettorale al Palamartino a Bari.

Il candidato presidente della coalizione progressista per la presidenza della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha chiuso la campagna elettorale al Palamartino a Bari.


 

L'INTERVENTO

"Buonasera a tutte voi, a tutti voi.

Buonasera, buonasera a Tutta la Puglia!

In queste settimane non ci siamo fermati un attimo. Abbiamo attraversato tutta la Puglia, dal Gargano al Capo di Leuca. Abbiamo incontrato imprese, lavoratori, studenti, associazioni, comitati. 

È vero, sono stanco. Ma ve lo giuro: non vedo l’ora di essere il vostro presidente. Non “il presidente della Puglia”: il vostro presidente, il presidente dei pugliesi.

In questi mesi mi avete preso per mano, mi avete portato nelle vostre case, nelle vostre piazze, nelle vostre strade. Mi avete fatto vedere la Puglia che voi vivete ogni giorno: quella che amate, quella per cui lottate, quella che volete diventi migliore per i vostri figli.

Mi avete regalato un bene prezioso: le vostre radici.

E io prendo un impegno: mi prenderò cura di quel dono. Delle vostre piazze, del vostro mare, delle vostre aziende, delle vostre idee, dei vostri sogni. Perché io a questa terra volevo bene. Ma ora è diverso. Voi mi avete fatto innamorare di questa terra, mi avete fatto innamorare di questa Puglia.

Qualcuno mi dice: “Ma chi te lo ha fatto fare? Potevi restare a Bruxelles”.

Io rispondo: “Ma tu la conosci la Puglia?”.

È la Puglia dell'alba che ti sorprende a Otranto e del tramonto che ti incanta a Peschici. È la Magna Grecia tarantina e la Cerignola di Giuseppe di Vittorio. È la Puglia dell’accoglienza, quella del Santo con la pelle scura e del prete di Molfetta. È la Puglia degli imprenditori di Casarano che non si arrendono. È la Puglia di Porto Selvaggio e di Renata Fonte, assassinata per averne difeso la bellezza. È la Puglia dei treni ad idrogeno e dell’aerospazio, la Puglia dei pomodori del Gargano e delle terre delle mafie che oggi diventano orti biologici.

È la Puglia del genio di Federico II e quella di tanti piccoli, grandi geni che ancora partono verso Nord per cercare il loro futuro.

La Puglia, tutta la Puglia, è questo e tanto altro ancora.


 

È vero, Io oggi sono stanco. Ma sono felice. Perché questa è la mia casa e qui con voi mi sento in famiglia.

E come ho detto prima, non vedo l’ora di essere il vostro presidente… ma non corriamo… Per adesso sono ancora un candidato. E allora, come ogni buon candidato in campagna elettorale, ho preparato una bella lista di promesse da farvi.

Sono quattro.

Prima promessa: non vi prometterò nulla che non sia realizzabile.

In questi giorni ho sentito promettere di tutto. Letizia Moratti assessore alla sanità! E poi 200.000 nuovi posti di lavoro.

Lo sapete quanti sono in Puglia i disoccupati? Sono 160.000. Quindi non solo ci promettono la piena occupazione ma vi danno in omaggio 40.000 posti di lavoro in più!

Amici del centrodestra, ve lo dico con affetto: questa è una campagna elettorale, non è il Black Friday!

I numeri sono una cosa seria. Io sono un ingegnere, mi hanno sempre insegnato ad averne rispetto dei numeri.

Quindi la prima promessa che faccio è serietà e realismo. È meno affascinante, lo so, ma più onesto. Perché in questi anni sono stato sempre tra la gente, e quando guardi negli occhi una madre che spera che il figlio non parta, o un operaio che teme di perdere il lavoro, non ce l’hai il coraggio di illuderli, non ce la fai a tradire le loro speranze con gli annunci da televendita.

Seconda promessa: non avrò mai nemici. Solo avversari.

Luigi è una persona perbene, ha fatto una campagna corretta e anche se mi dicono che l’ultimo giorno di campagna elettorale non si dovrebbe fare, lo voglio ringraziare qui, pubblicamente per il rispetto e il garbo di queste settimane.

Poi però ci sono gli altri. Quelli che quando c’è un guaio giudiziario che riguarda gli avversari si gettano sopra come iene. Quando invece riguarda loro o loro compagni di partito, stranamente si trasformano in agnellini. E riscoprono il garantismo.

A chi dice che i politici sono tutti uguali io rispondo no. Noi non siamo come loro. Noi siamo garantisti sempre, non a giorni alterni. Perché le regole della convivenza civile noi non ce le facciamo insegnare da un coordinatore di Forza Italia. 


 

Le regole della convivenza civile ce le hanno insegnate i nostri maestri a scuola e i nostri genitori a casa, facendoci leggere e amare la Costituzione italiana fin da ragazzini!

Noi abbiamo imparato che la Costituzione Italiana non si piega agli interessi di una campagna elettorale. Ecco perché in questa campagna elettorale non mi avete sentito dire nemmeno una parola sugli “impresentabili”. Ed ecco perché non ne dirò nemmeno stasera.

Un anno e mezzo fa questi avversari hanno provato a infangare me e questa città.

Mi davano del mafioso, a reti unificate. Riempivano la città di manifesti con la scritta MAFIA.

Ecco, a loro una cosa voglio dirla: invece di perdere tempo a insultare una comunità intera, avreste dovuto pensare a costruire una nuova classe dirigente, quella che gli elettori del centrodestra pugliese meriterebbero.

Invece di portare qui ministri, sottosegretari, presidenti di regione a fare passerelle e parlar male della Puglia, avreste dovuto parlare di idee, proposte, di cose concrete.

E invece no. Non l’avete fatto.

E quindi, domenica e lunedì noi vinceremo di nuovo le elezioni e voi le perderete di nuovo!

E dal 25 novembre, quando le passerelle saranno finite, spero che quegli stessi ministri torneranno in Puglia per lavorare insieme.

Io li accoglierò a braccia aperte. Perché, per me, lo spirito di collaborazione tra le istituzioni è più forte delle divisioni tra i partiti. Mi sono comportato sempre così, da sindaco e da presidente Anci.

Ecco la mia seconda promessa. Non li tratterò mai da nemici. Né i ministri del Governo, né l’opposizione in Consiglio regionale.

Perché dal giorno dopo le elezioni, in quel Consiglio, servirà una maggioranza responsabile ma servirà, anche, un’opposizione vigile.

Io non credo al pensiero unico.

Il confronto con chi non la pensa come noi serve è l’unico modo per far crescere una comunità. E io dialogherò con tutti. Anche con chi in questi mesi è stato capace soltanto di dire che la Puglia fa schifo.

Terza promessa: proverò a evadere il più possibile.

Non dalle tasse, tranquilli…

Dal Palazzo. Sì, evadere, perché il palazzo del potere rischia di diventare una prigione.

E noi politici, rinchiusi in quel palazzo, cominciamo a pensare che la politica è solo quello che succede in quei corridoi, in quelle stanze, in quelle aule.

Invece, la Puglia non è nei corridoi di palazzo. La Puglia è nelle strade, nelle piazze, nelle corsie degli ospedali, sui treni dei pendolari, come quello che Amilcare prende ogni giorno da Presicce per venire a studiare a Bari.

La Puglia si governa facendosi carico del problema di Amilcare e faticando giorno e notte per dare una risposta a lui e alle migliaia di Amilcare che vivono nella nostra regione. A loro non posso promettere che risolverò tutto nei prossimi cinque anni, ma posso promettere che ogni giorno dei prossimi cinque anni ci metterò tutta la forza e tutta la determinazione di cui sono capace. 

Quarta e ultima promessa

Mi hanno accusato di essere “baricentrico”. E lo capisco. Basta sentire la mia cadenza…

Ma ho fatto il sindaco di Bari per dieci anni, non posso scusarmi per aver aver percorso la mia città in lungo e in largo, sotto il sole e sotto la pioggia. Conosco a memoria i marciapiedi, i semafori, i tombini, le chiese, i panifici, gli ipogei, i metri quadri dei suoi parcheggi e i metri cubi di Co2 che abbiamo eliminato. 

Non posso scusarmi se conosco per nome i baresi, che mi hanno insegnato ad essere il loro sindaco.

Non posso scusarmi per aver amato Bari, e per amarla ancora.

Io continuerò a portare Bari qui, nel mio cuore. Ma nel frattempo, grazie a voi, il mio cuore è diventato più grande. 

Tutta la Puglia non è solo uno slogan. Tutta la Puglia io adesso ce l’ho qui con me, nel mio cuore. Tutta la Puglia e tutti i pugliesi.

E forse un giorno mi accuseranno di essere “pugliacentrico”.

E non mi scuserò neanche allora.

Non scusatevi mai dell’amore che provate per la vostra terra. Siate orgogliosi di essere pugliesi, siate sempre orgogliosi delle vostre radici, siate sempre orgogliosi delle battaglie che farete, dei diritti che difenderete. 

Siate sempre orgogliosi di essere nati nella terra più bella del mondo!

Ogni giorno incontro qualcuno mi dice: “Antò, abbiamo già vinto”.

Non è così.

A parte che ogni volta che me lo dite sono costretto a gesti scaramantici, e spesso non ci sono oggetti di ferro nelle vicinanze e quindi… vabbè, non entriamo nei particolari…

Ma, battute a parte, questa cosa è seria.

Pensare di aver già vinto è il modo migliore per perdere.

Le elezioni non si vincono con i sondaggi. Si vincono con le persone.

Strada per strada, casa per casa.


 

Abbiamo ancora tre giorni per convincere quante più persone, amici, parenti, colleghi, ad andare a votare.

Fate una telefonata, scrivete un whatsapp, prendetevi un caffè, scegliete voi il modo migliore ma provate a convincere soprattutto chi non ci crede più. 

Provate a spiegare che non è vero che votare non serve a niente, che non è vero che siamo tutti uguali. Provate a spiegare che il nostro progetto è credibile, perché non è nato a Roma, dove in questi giorni stanno lavorando per l’autonomia differenziata, il vecchio sogno della Lega Nord, quello di spaccare l’Italia e di dare la mazzata definitiva al Sud e alla nostra Puglia.

Il nostro progetto è nato qui, come noi, tra le nostre strade, nelle nostre campagne, nei nostri borghi. È nato ascoltando migliaia e migliaia di pugliesi e lavorando con loro.

A quelli che non vogliono votare dite che lavoreremo ogni giorno per una Puglia migliore.

Ma dite loro la verità.

Dite loro che non sarà facile. Ma che ce la metterò tutta.

Perché io ci metterò tutto me stesso. Tutta la mia testardaggine. 

E chi mi conosce lo sa quanto posso essere testardo…

E poi, dite loro una cosa importante.

L’avete visto lo spot? Se non andranno a votare, lunedì pomeriggio si ritroveranno con addosso una giacca, magari gialla, che gli altri avranno scelto per posto loro. 

Poi potranno lamentarsi, scrivere sui social, arrabbiarsi, ma non avranno scelto. E scegliere di non scegliere non è mai una soluzione. Non partecipare non è mai una soluzione.

Arrabbiatevi, indignatevi, lottate… ma scegliete.


 

Non siate indifferenti. C’è il vostro futuro in ballo, quello dei vostri figli, dei luoghi e delle persone che amate. Scegliete di scegliere voi.

Uscite di casa domenica e lunedi e andate in quel seggio elettorale. Quel seggio è lì perché qualcuno ha lottato perché fosse lì. Votare è un diritto che ci siamo conquistati. Qualcuno ha dato la vita per farci votare,

Quel sacrificio dobbiamo onorarlo perché quel sacrificio si chiama democrazia.

Ed è una cosa bellissima.

Molti in questi giorni mi hanno detto: “Sorridi di più”.

Hanno ragione, avete ragione. 

Ma voi mi conoscete, questa è la mia faccia, non so indossare maschere. Mi avete visto tremare, mi avete visto piangere. Qualcuno per questo mi critica e mi prende in giro. Ma io non me ne vergogno. 

Sono un uomo, una persona in carne ed ossa. E porto con me delle ferite, che mi fanno male, ogni giorno.

Qualcuno pensa che chi governa dovrebbe essere freddo, dovrebbe farsi scivolare tutto addosso. Dovrebbe essere un macho. Essere un duro, un robot, un lottatore di sumo, direbbe Lucio Corsi.

Io non sono così. Io non sarò mai così.

Se volete un supereroe con la corazza indistruttibile, rivolgetevi altrove, ai generali, ai capitani...

Io sono un essere umano.

E non me ne vergogno. E rivendico le mie fragilità. 

Fragile è anche la Puglia di cui ci vogliamo occupare. Ma in quelle fragilità sta la sua forza.

La forza di rialzare la testa e guardare avanti.

È vero, forse non ho sorriso molto in questa campagna elettorale perché so quello che ci aspetta. E a volte la paura ha preso il sopravvento.

Ma poi sulla mia strada, sulle nostre strade ho incontrato voi, i vostri sorrisi, i vostri abbracci e la paura e svanita. Ho incontrato voi che non mi avete mai lasciato solo.


 

E allora vi faccio l’ultima promessa: con il vostro affetto e il vostro sostegno sorriderò di più.

Come sorrido stasera.

Perché da oggi sorrideremo insieme, insieme a tutta la Puglia.

Grazie con tutto il cuore. Per l’affetto, per il sostegno.

Per quello che mi avete dimostrato in questi mesi.

Per quello che farete nei prossimi tre giorni.

Per quello che faremo insieme nei prossimi cinque anni.

Grazie Puglia, grazie a tutta la Puglia!