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Emiliano e il Pd meno autorefe Renzi ale

di Antonio V. Gelormini

Michele Emiliano al Cineteatro Comunale di Troia, nel suo pellegrinaggio elettorale tra i Monti Dauni, ha tenuto forse il discorso più politico fra quelli che sta pronunciando nel suo tour pugliese, verso le Primarie del centrosinistra, per la candidatura alla presidenza della Regione Puglia nel 2015.

Probabilmente complice l'atmosfera di un parterre a forte presenza di Sindaci e Amministratori, confluiti dai Comuni del Subappennino, o il sapere di essere in una cittadina dal passato glorioso e da una storia recente decisamente più "ingloriosa". O ancora, perché voleva - forse - che proprio da questo angolo di Puglia si levasse meglio il suo messaggio programmatico verso una platea poco frequentata in precedenza, ma anche verso larghe frange del suo stesso partito.

Varrà la pena, allora, tornarci sopra e analizzare a fondo quanto detto, palesemente ed anche tra le righe, dall'ex Sindaco di Bari dal palcoscenico del cosiddetto "Pidocchietto", alla presenza del Segretario Provinciale del Pd, Raffaele Piemontese, e dell'ex Sindaco di Foggia, Gianni Mongelli.

Emiliano Troia1
 

Il discorso mette in luce, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, la ragione per la quale il segretario del PD pugliese - all’indomani delle ultime elezioni europee - sceglie di far sentire "forte" la sua presenza in Capitanata, accettando l'invito a farlo da Assessore di San Severo; ma è anche occasione per dare la stura al nocciolo del suo programma politico, lo stesso sintetizzato nello slogan di tutta la sua campagna elettorale: "Il sindaco di Puglia".

Un discorso portato avanti con incisiva efficacia, articolato guardando e rivolgendosi direttamente agli Amministratori delle prime e seconde file, con i passaggi più "controversi" sottolineati dall'applauso di un uditorio attento e sorpreso dalla franchezza e dalla chiarezza dell'enunciato.

“Bando ad ogni autoreferenzialità", e quel ‘Renzi’ contenuto nella scelta accurata del termine la dice lunga sul braccio di ferro - non solo subliminale - in atto con larghe fasce del PD, che proprio in Capitanata ha inanellato, in preoccupante controtendenza, una serie di sconfitte e di errori politici.

Perse Foggia e Orta Nova, scivolati a Lucera, messa una 'pezza a colore' - per il rotto della cuffia - a San Severo, e questo solo per rimanere nei comuni più significativi di Capitanata. Per cui, l'arrivo del Segretario Regionale del Partito Democratico nella giunta Miglio è stata, in primis, la risposta alle 'cariatidi di apparato' che ancora condizionano le scelte e le strategie di un partito, che “non può continuare a trincerarsi in arrocchi presuntuosi, privi di prospettive di lungo periodo”.

“Fine di ogni isolamento”, perché l'abbaglio delle Europee non porti il partito a sbandare nell'autosufficienza e perché “gli equilibri del dopoguerra e degli anni della 'guerra fredda' non sono gli stessi dell'odierna  e moderna quotidianità. Anche se figure immense come Aldo Moro o Enrico Berlinguer restano fari preziosi sulla rotta politica delle nuove generazioni”. Anche per questo “Leopolda e piazza San Giovanni vanno mantenute insieme”.

Emiliano Troia3
 

“Si parla tanto di 'partito aperto' e di contaminazioni virtuose”, aveva precisato in precedenza, “ma appena qualche antenna prova ad orientarsi su intercettazioni di consensi vaganti, scattano gli anticorpi 'a prescindere'. Così non va bene”. In molte aree pugliesi il peso del solo Pd, bisogna guardare in faccia la realtà, non va oltre il 15-20% e quello in abbinamento di Sel è a una cifra percentuale. “Cosa si fa, in questi casi, si resta sul trespolo?"

“Coinvolgimento delle realtà locali e dei loro sindaci perché l'esperienza dei Palazzi di Città conferma che si amministra stando tra la gente e non secondo l'esposto dei funzionari regionali, dalle stanze presidenziali di Lungomare Nazario Sauro”.

Un modo di intendere la futura funzione di governatore, in linea con la riforma istituzionale che prevede la nascita del Senato delle Autonomie al posto dell'attuale Senato. Per cui, Sindaco di Puglia sta ad indicare una forma di Presidenza "diffusa" della Regione, che non sarà più accentrata nel capoluogo, ma prevederà uffici, presenza e interazione con i sei territori provinciali.

All'ex sindaco di Bari piace l'avanzata da "Quarto stato" stile Pelizza da Volpedo, una marcia rivelatasi vincente, a suo tempo, nel capoluogo levantino per ben due volte. Quello il cliché da seguire. Magari declinato in forme più moderne e più consone a un tessuto sociale a dinamicità differenziata, ma certamente più abituato ai ritmi della fibra ottica. E mentre lo sottolinea, su Twitter e Facebook sono già online le immagini della platea del “Pidocchietto” riprese dal palco.

Non un accenno agli altri concorrenti alle Primarie. Solo qualche affondo verso il presidente della Regione, per evidenziare la sua richiesta di cambiamento “evolutivo”. Alla fine, però, restano inevase le domande e l’appello introduttivi del Sindaco di Troia, Leonardo Cavalieri, e quelle del presidente del Comitato locale pro Emiliano, Maria De Santis, sulla minacciata cancellazione del Distretto Socio Sanitario di Troia-Accadia e sulla drammatica, concreta e devastante discarica di rifiuti tossici a Giardinetto, che insieme a lavoro, tasse e sicurezza costituiscono l'assillo quotidiano di ogni cittadino della Daunia.

Dalle file più retrostanti sono in diversi a rilevarlo. L’intercalare barese e la simpatia dell’ospite hanno conquistato il beneficio dell’attesa. La politica, quella vera, ai discorsi deve far seguire i fatti!

(gelormini@affaritaliani.it)

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