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Emiliano, sorpasso rosa in Europa. Pd: 'No alle donne specchietto per le allodole'

Bari – Alla fine il sorpasso non è stato quello di Elena Gentile, che anche dovrebbe essere della partita, ma è arrivato direttamente dal Nazareno: Matteo Renzi spiazza e lancia cinque donne capolista per le prossime Europee. Si tratta di Alessia Mosca, Alessandra Moretti, Simona Bonafé, Caterina Chinnici e la campana Pina Picierno, quest’ultima per la circoscrizione Sud. Con buona pace di Michele Emiliano già calato nei panni di numero uno in pectore, mentre dalla Puglia la segreteria fa quadrato e bacchetta: “Non possiamo tacere su scelte che a nostro avviso mortificano il ruolo delle donne in politica”.

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"Ho subito fatto presente a Matteo Renzi che non c'era più bisogno di candidare anche me alle elezioni europee. Ma il segretario ha comunque ritenuto necessario candidarmi, pur non avendo io espresso alcuna mia personale aspirazione al ruolo", getta acqua sul fuoco il Gladiatore, il quale si era preparato la strada per Bruxelles, blindandola sull’ asse con il lucano Pittella e vincendo qualche ritrosia partenopea. Oltre all'ipotetico ticket con l’assessore alla Sanità o la vice Antonica. Eppure, se l’inquilino di Palazzo Chigi definisce "eccessivo il tono di alcuni sulla parità di genere in legge elettorale” e promette in Direzione che le magnifiche cinque non saranno “bandierine”, sono in molti a storcere il naso e parlare di strumentalizzazione. In primis dalla Puglia: “La presenza delle donne va realmente promossa, non esibita come specchietto per le allodole e le candidature devono essere espressione delle scelte e del radicamento territoriali”, tuonano compatti dal quartier generale di Via Re David. “Pur nella coerenza del nostro impegno elettorale, diciamo no ai criteri adottati per la composizione delle liste”. 

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Archiviata la guida della pattuglia meridionale in Ue, così come la precedente e "quasi scontata" possibilità di far parte della squadra del premier , l’uscente Sindaco di Bari resta l’uomo forte il dopo Vendola, che aprirebbe volentieri già dal prossimo autunno con le primarie di coalizione. La linea del Pd del Tacco è quella dura e punta tutte le fiches sulla successione: “A Emiliano chiediamo di ritirare la sua disponibilità a candidarsi in Europa", scandiscono i big, nonostante qualcuno - come il dalemiano Bordo - non condivida il potenziale dietrofront.

Il numero uno dem dribbla ancora e conferma di accogliere il documento come invito a tornare sulla decisione ma anche di restare in campo su entrambi i fronti. "Comprendo la vostra amarezza ma non ha fondamento: il segretario ci ha chiesto questo impegno supplementare, senza porre alcuna condizione sui nostri futuri progetti politici, anzi sollecitandomi a seguire con la massima attenzione la preparazione delle prossime elezioni regionali senza escludere alcuna ipotesi", rassicura i suoi. Il Governatore e il papabile ex assessore Dario Stefàno sono avvisati.

(a.bucci1@libero.it)

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