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Emiliano – Stefano al vetriolo: “Accordi con FI? Tu in Giunta per Casini”

Bari – Cinguettii al veleno per Michele Emiliano e Dario Stefàno: non bastano le rassicurazioni dell’ex primo cittadino barese a placare le polemiche sulle prossime elezioni provinciali e gli scambi al vetriolo continuano in rete: “Quando per tentare di fare politica si devono immaginare complotti calunniando qualcuno, si è già alla frutta. La doppia morale è sempre stata il peggiore difetto della sinistra”, sfodera il segretario dei democratici, prima di sferrare il colpo all’indirizzo dell’avversario.

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Ad increspare le acque, nonostante la promessa del Gladiatore di portare in direzione regionale la proposta di sole candidature di presidenti in quota centrosinistra, le stilettate del salentino Stefàno, tornato a chiedere la piena sconfessione dei presunti patti con gli azzurri, a Taranto come a Brindisi: “Giochi di Palazzo che strizzano l'occhio evidentemente anche alle competizioni elettorali future – ha stroncato l’ex assessore all’Agricoltura -  È la prova che le larghe intese non sono più considerate da pezzi della classe dirigente del centrosinistra come una soluzione emergenziale, ma il viatico per progetti di ben altra durata e di profilo diverso”, attacca, con chiaro riferimento alle manovre centriste che rischiano di spaccare il fronte alfaniano, destinato a passare attraverso il restyling della costituente popolare. Emiliano non ci sta: “Insisti in modo scorretto a parlare di accordi con FI. Abbiamo accordi solo con voi di Sel, sperando che li rispettiate. E non si smentisce una cosa che non esiste, di cui parli tu con malizia, visto che siamo nella stessa coalizione”.

Quindi, tenta l’affondo, tirando il ballo la nomina nell’esecutivo regionale: “Sei entrato nella Giunta regionale su indicazione di Casini per ammorbidire i Consiglieri Regionali Udc verso Vendola? Ma da noi mai avuto polemiche”, vibra la staffilata, rincarando quando è Stefàno a rispedire al mittente l’accusa, ipotizzando che, se indicazioni ci siano state dallo scudocrociato, siano avvenute a al Comune di Bari con l’ex  primo cittadino ancora in carica. “Vuoi negare la tua vicinanza politica Casini quando Vendola ti chiamò in Giunta? Hai dimenticato? La verità emerge sempre”, incalza il neo assessore a San Severo, invitando il collega a rasserenarsi e ribadendo la propria lealtà.

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Inviti alla serenità o meno, l’aria è tornata rovente, tanto più dopo che anche Guglielmo Minervini ne ha approfittato per prendere posizione contro eventuali accordi bipartisan, bollati come “strategia del sotto banco” e “prova generale” di schemi possibili. Se le bandiere delle Province sono praticamente ammainate, quelle delle primarie hanno appena ripreso a sventolare.

(a.bucci1@libero.it)

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