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PugliaItalia
Estate più fresca con la 'mbrucacchia

di Pino De Luca

Avevo un amico di Ugento che faceva il pesto di portulaca, eccezionale. Poi partì e scomparve e con lui il pesto di portulaca.

La ‘mbrucacchia, erpa porcellana, purchiacca o con i suoi mille e sinonimi è un’erba grassa infestante che, raccolta in luoghi lontani dalla civiltà, consente di gustare delle insalate meravigliose (con cipolla, pupuneddhra e olive nere) nei mesi della canicola. E, data la sua diffusione, anche di conservarla per i mesi freddi. (lo sapevi Ippazio Turco?)

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Ma null’altro sapevo della ‘mbrucacchia. Poi la serendipità. Noi che raccontiamo gli alimenti dobbiamo sempre essere attenti. In essi spesso abbiamo presenze insospettabili e di tipo farmacologicamente attivo, pensiamo alla Tiramina ad esempio, assai comune ed anche piacevole ma di effetti devastanti su soggetti ipertesi o che soffrono di cefalea, oppure agli stimolatori di serotonina, indubbiamente invitanti al relax e alla pace. Ma se abbiamo un soggetto ipoteso e in carenza glucidica lo collassiamo.

Ecco, studiando in giro queste storie scopri che la porcacchia è neuralmente attiva, e la versione Sativa della Portulaca Oleracea è abitualmente utilizzata dalla medicina Araba come calmante del dolore e dell’ansia.

Studi scientifici pubblicati su Ethnofarmacologia nel luglio 2001 hanno dato dimostrazione “occidentale” degli effetti dell’acido etanolico contenuto nella portulaca.

portulaca porcacchia
 

Una cura antistress a base di portulaca non me la sarei mai immaginata. Raccoglietela dunque, la mattina presto, la vatela ed utilizzatela per le insalate ma se volete potete conservarl. Le foglie lavate rapidamente e asciugate vanno poste in un vasetto. In un pentolino si fanno bollire parti uguali di acqua e aceto bianco di vino, aglio, e sale. Quando tutto bolle si versa il liquido bollente nel vasetto, si aggiungono semi di senape e di cumino si chiude ermeticamente e si lascia freddare lentamente in una coperta. Quando il barattolo è freddo si pone in frigo e lo si tiene almeno dieci giorni prima di consumare.

Eccellente nei panini con la “fettina” di cavallo!!!

 

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