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Europee, M5S in Puglia primo partito. Preoccupa il calo affluenza al 49,8%

La Lega raccoglie un mare di consensi anche in Puglia, ma il primo partito resta il M5S, che conferma la performance al Sud, mentre crolla sul dato nazionale.

Europee, M5S in Puglia primo partito. Preoccupa il calo affluenza al 49,8%

La Lega raccoglie un mare di consensi anche in Puglia, ma il primo partito resta il Movimento 5 Stelle, che conferma la performance al Sud, mentre crolla sul dato globale nazionale, e il PD resta distanziato di circa dieci punti, in una tornata elettorale europea in controtendenza rispetto agli indirizzi emersi negli altri Paesi dell’Unione.

Europee Puglia DiMaio3

Al di là delle percentuali e delle affermazioni dei vari candidati – più o meno conosciuti – il dato preoccupante è il pauroso tracollo dell’affluenza alle urne, che se nei centri dove si votava anche per le Amministrative ha fatto registrare indici più apprezzabili, accende più di un allarme nella media regionale del 49,8%. Fosse stato un referendum, la votazione non avrebbe prodotto effetti!

Europee Puglia Salvini

Il tutto nonostante la domenica fosse alquanto segnata dal cattivo tempo, il che non concede alibi da ‘scappata al mare’. Di Europa in Puglia, come in Italia, si è parlato poco e la campagna elettorale non ha coinvolto come avrebbe dovuto i cittadini.

Dunque, il M5S è primo con il 26,3% e 418mila voti. Dietro, a un punto percentuale, la Lega di Salvini con il 25,2 % e 402mila voti. Il Partito Democratico si ferma al 16,6% e 264mila voti (distanti dal dato nazionale, che vede il PD al 22%), ben al di sotto persino della media partito nella circoscrizione Sud. A seguire Forza Italia con l’11,1% e 175mila voti; Fratelli d’Italia con l’8,9% (sopra la media nazionale del partito); +Europa – Italia in Comune – Pde col 5% (non raggiunge la soglia del 4% a livelo nazionale). Dietro ci sono tutti gli altri, tra cui La Sinistra (2,2% e 33mila voti) e Europa Verde (2% e 30mila voti).

Europee Puglia1

Analizzando i dati nelle città e in provincia, i 5 Stelle in provincia di Bari raggiungono il 26,6% (140mila voti), la Lega il 22,3% (117mila voti) e il Pd 17% (89mila voti), poi Forza Italia 10,6%, Fratelli d’Italia 8,1% e +Europa – Italia in Comune – Pde 8%. Analoga situazione anche nelle province di Foggia, Bat e Taranto. Mentre nelle province di Brindisi e Lecce è la Lega ad avere la meglio.

Il Movimento 5 Stelle si difende a Melendugno (cuore della protesta contro il gasdotto Tap), dove è secondo al 22%, e a Taranto dove non subisce ripercussioni dalle promesse tradite su Ilva, confermandosi al primo posto con il 27,8% e 17mila voti. 

Europee a Troia
 

Dall’analisi dei risultati ad emergere, comunque, sono due “fragilità”. La prima: quella di un Paese fondatore dell’Unione Europea come l’Italia, destinata a contare sempre meno nel consesso europeo, perchè trascura l’Europa e i temi relativi, in netta controtendenza rispetto al trend generale. Il dato politico non lascia margine a discussioni: è inequivocabile, ma quello numerico dovrebbe preoccupare tutti. E non poco!

elezioni europee ape

I numeri sono inclementi: se si è rivelato fragile il 40% sbandierato da Renzi (ottenuto su circa il 59% di votanti), quale tenuta di lungo periodo potrà avere il 34% (sul 56% di votanti)? Ecco perché il vero allarme si conferma il vistoso calo di partecipazione registrato in Italia, mentre nell’Europa intera è cresciuta la partecipazione al voto, anche grazie alle iniziative volute dal presidente Antonio Tajani.

Ma c’è un altro aspetto, altrettanto inquietante, messo in evidenza dal vortice delle “percentuali ribaltate” non solo tra Lega e M5S. Quello dello spostamento delle ragioni della scelta elettorale. Lo si rileva in molti centri dove si è votato anche per le Comunali. Lì, nei risultati riscontrati per le elezioni europee, è riassunto talvolta tutto il paradosso dell’assurdo, che la politica italiana vive da qualche tempo: il M5S – forza di governo – risulta spesso il primo partito “in assoluto” nello spoglio europeo, eppure nella concomitante competizione amministrativa locale, sovente, non è riuscito a presentare una sua lista di candidati per il Palazzo di Città.

Europee Puglia dimaio

Nel tramonto delle ideologie e dei partiti, col trionfo delle individualità e dei personalismi – una deriva, in verità, avviata da Berlusconi, che per primo inserì il suo nome nel simbolo da votare – il globale non traina il locale: lo travolge e lo stravolge, mentre in loco è ancora radicata l’illusione che le mura cittadine – o quelle di casa propria – siano sempre presidio di difesa e garanzia di libertà!

(gelormini@affaritaliani.it)

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Pubblicato sul tema: Il mondo all’incontrario e le colpe degli indifferenti