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Fasano da ‘A MEla scelta’ Al finale con Eduardo

Fasano da ‘A MEla scelta’ Al finale con Eduardo

Uno spettacolo visionario col suo punto di forza nell’originalità. A cominciare dalla regia (curata a quattro mani da Giulia Gianassi e Valeria Carpini) fresca e leggera; per passare al testo innovativo e a tratti provocatorio; alla recitazione non canonica né classica, ma fatta di soprattutto di gesti e di mimica facciale. Col pregio di una scenografia pressoché spoglia, composta da una serie di cubi rossi (spostati in continuazione per comporre una capanna oppure un letto) e dominata dall’alto da un uovo primordiale gigantesco, che diventa l’occhio imperscrutabile di Dio o schermo di immagini suggestive, per approdare infine alle mele (vere, offerte poi a tutto il pubblico a fine serata), che diventano un essenziale filo rosso durante tutta la rappresentazione.

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“A MEla scelta”quarta opera in gara al Teatro Sociale per il Festival “Di scena a Fasano”, portata dalla Compagnia Gatte da Pelare di Barberino del Mugello, e trattaliberamente da “Il diario di Adamo ed Eva” di Mark Twain. È la storia di Adamo ed Eva che si incontrano nel Giardino dell’Eden rivelando immediatamente i loro difetti: indolente e scansafatiche lui, logorroica e cervellotica lei. E quando Eva ammaliata dal serpente e dalle sue promesse sta per “rovinare tutto”, offrendo al suo uomo la mela, ecco che la storia, almeno come la conosciamo noi, cambia.

 

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I due vengono così catapultati in quello che sarà il mondo nel caso scegliessero di mangiare il fantomatico frutto. Cominciano un viaggio alle prese con molteplici realtà, non sempre piacevoli: la frenesia delle grandi metropoli spersonalizzanti e alienanti, il lavoro stressante e opprimente, il rapporto di coppia complicato, il razzismo, la diversità sessuale, l’indifferenza, la guerra, la cattiveria, il mondo della scuola, il problema della maternità agognata ma non realizzata e quella non voluta (il momento più intenso emotivamente parlando di tutto il lavoro), ed ancora, la setedella conoscenza che porta necessariamente alla consapevolezza e al dolore.

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Poi come d’incanto, il nastro si riavvolge e i due protagonisti si ritrovano nuovamente nel loroGiardino. È il momento di scegliere: restare e vivere “una eternità vuota” oppure andare nel mondo, insieme, ed affrontare tutto quello che hanno visto con la sola forza dell’amore. Adamo ed Eva sono creature umane, in fondo, e la loro grandezza sta anche nel loro limite: sceglieranno l’amore.

 

Efficace tutto l’intero cast, formato da: Alla Munchenbach, Antonella Albanese, Cristina Sali, Gina Osti, Laura Frascati, Paola NardiDaniela Ripesi, la piccola Viola Carpini, Daniel Mugnai (autore dell’adattamento del testo) e Leonardo Mari. Perfetto il lavoro dei tecnici delle luci e del suono, Lorenzo Rossi e Andrea Antoni.

 

Gran finale della manifestazione, che ha fatto riscontrare un gran successo di pubblico e un benaugurante entusiasmo per il teatro di base, domenica 2 novembre con “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello nella versione partenopea di Eduardo De Filippo, con la Compagnia Luna Nova di Latinae la regia di Roberto Becchimanzi.