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Il Consiglio Regionale della Puglia ha approvato a maggioranza, con due soli voti di astensione, la nuova legge che disciplina l’attività ricettiva dei Bed&Breakfast. Una legge che, nel corso del suo iter istituzionale, ha registrato una lunga e costante attenzione della Federalberghi.

“Abbiamo accompagnato tutte le fasi di questo disegno di legge con spirito collaborativo sin dalla sua prima bozza licenziata dall’Assessore Silvia Godelli – afferma Francesco Caizzi, vice presidente regionale della Federalberghi – Abbiamo convinto le diverse componenti politiche e lo stesso assessore a recepire i nostri emendamenti proprio perché da troppi anni questo segmento dell’accoglienza regionale ha rappresentato, in larga parte, mancanza di regole e di trasparenza, fino a divenire un vero e proprio elemento distorsivo del mercato turistico-alberghiero. La nuova legge, inoltre, favorisce l’emersione proprio di quegli stessi B&B che hanno operato sempre con correttezza nello spirito originario dell’accoglienza di tipo familiare”.

“Solo qualche mese fa – prosegue Caizzi - abbiamo denunciato questo strano mondo che fa concorrenza sleale alle imprese alberghiere e non ha mai avuto grande dimestichezza con le formalità e le regole. E’ nota la posizione contraria dei b&b al Sistema Puglia per l’Osservatorio Turismo (Spot), realizzato dall’assessorato regionale al Turismo, per il trasferimento dei dati delle presenze in tutte le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere. Ieri il Consiglio ha approvato anche una norma (inserita nella legge di assestamento di bilancio) che prevede una sanzione a tutte le strutture ricettive che non si adeguano a tale procedura”. “In virtù della nuova legge – conclude Francesco Caizzi – la Federalberghi è pronta ad accogliere al suo interno le strutture di B&B in regola con la normativa approvata”.

B&B

Il disegno di legge si occupa di disciplinare essenzialmente due tipologie di bed&breakfast: quella a conduzione familiare (non continuativa) e quella imprenditoriale (continuativa). Per quanto riguarda il B&B a conduzione familiare, l’attività ricettiva deve essere svolta dal titolare nella stessa unità immobiliare in cui abita stabilmente per l’intero periodo di attività, che varia da un minimo di 90 ad un massimo di 270 giorni. Alloggio e prima colazione possono essere forniti per non più di 3 camere e 9 posti letto, senza servizi aggiuntivi. All’interno dei borghi e dei comuni inferiori a 10mila abitanti, nei borghi rurali (ex art. 1 del Regolamento regionale 22 marzo 2012) e nei centri storici, l’ospitalità può essere esercitata anche in unità immobiliari distinte, ma che non siano distanti tra di loro oltre 100 metri. Non è necessaria l’iscrizione nel Registro delle imprese.

L’attività di B&B in forma imprenditoriale può essere svolta invece sia dal titolare dell’impresa, che da un suo familiare, o in alternativa dal socio. Alloggio e prima colazione possono essere forniti per non più di 6 camere e 18 posti letto, che possono trovarsi in non più di due appartamenti nello stesso stabile o in massimo due unità immobiliari lontane tra loro non oltre 100 metri. Necessaria l’iscrizione nel Registro delle imprese.

Il provvedimento introduce l’istituto della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) da presentare al Comune, corredata delle certificazioni stabilite dai decreti nazionali. Per tutti i B&B già esistenti sarà possibile optare per la scelta a tipologia familiare o imprenditoriale entro il 31 dicembre del 2016.

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