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FI, commissariamenti e fittiani in fermento: “Vitali come Attila”

Bari – Forza Italia sempre più verso il punto di non ritorno e ad alzare l’asticella dello scontro ci pensano i nuovi commissariamenti, voluti dal coordinatore regionale Gino Vitali: “Vitali come Attila”, azzarda il brindisino Nicola Ciracì sui social, dopo l’annuncio delle nomine a Corato, Martina Franca e San Vito dei Normanni. Sono le città rispettivamente di Gino Perrone, Gianfranco Chiarelli e Vittorio Zizza, fedelissimi di Raffaele Fitto, la cui candidatura in solitaria a Governatore contro il già designato dalla coalizione - Francesco Schittulli - resta in campo, è più di un’ipotesi e potrebbe prendere il largo già ad inizio settimana. E l’ex Sottosegretario francavillese non incassa: “FI non è più cosa loro, Forza Italia ora è la casa di tutti. Se lo mettano bene in testa”.

Showdown FI, Fitto pronto a candidarsi Governatore/ Vitali attacca, Schittulli: “Io candidato del centrodestra”.

La mediazione di Altero Matteoli e degli sherpa berlusconiani pare avere poco spazio di manovra e la promessa di mancate epurazioni last minute dalle liste non rassicura, tanto che gli effetti del risiko pugliese potrebbero ottenere risultati affini anche in altre regioni, con la veneta Cinzia Bonfrisco e il campano Vincenzo D’Anna pronti a seguire le orme dell’europarlamentare salentino. “A che pro questo commissariamento? Per l’esigenza improvvisa di rinnovare in nome dell’avventurosa linea imposta in Puglia dall’homo novus Vitali? La nostra unica colpa è aver chiesto convintamente l’avvio di una autentica ricostruzione nel partito. Il sottoscritto, il Gruppo Consiliare e il Gruppo Dirigente di Forza Italia Corato lo farà senza abbassare la testa ed elemosinare “considerazione” o “certificati meritocratici” da parte di chi, non riconosciamo né a livello regionale né a livello locale”, rispedisce al mittente Perrone, aspettando la deadline di mercoledì, oltre la quale la macchina elettorale dei Ricostruttori potrebbe accendersi a pieno regime. Lasciando al Vicerè di Maglie la testa di serie di un gruppo di due o tre liste destinate a scardinare l’intero centrodestra.

“Le nuove nomine si sono rese necessarie non perché io sia un tagliatore di teste, così come dicono, ma perché dopo la mia investitura a commissario sono stati loro a dimettersi in blocco. I ricostruttori devono capire che l'aria è cambiata, che il partito e la nostra gente non saranno più sacrificati sull'altare dei soliti giochi di potere”, sbotta il neo numero uno azzurro del Tacco, con l’effetto del sale sulle ferite e forte della benedizione dell’ex Cavaliere, pur confermando di non avere alcuna preclusione nei confronti degli uomini dell’ex Ministro. “Tutto ciò che si chiede agli aspiranti candidati è di rispettare le procedure di Forza Italia, avanzando la richiesta della propria candidatura, così come avviene ovunque ed è sempre avvenuto, al coordinatore regionale del partito, quindi in Puglia al sottoscritto”, tiene la barra dritta. “Per candidarsi in FI bisogna - come credo ovvio che sia - riconoscere tanto la leadership di Berlusconi quanto il mio ruolo di coordinatore regionale”, ribadisce in mattinata.

Alla finestra, l’oncologo gravinese, intenzionato a non fare passi indietro neppure se l’ex main sponsor leccese dovesse andare alla resa dei conti: “Come Fratelli d’Italia abbiamo avuto fiducia per primi nel prof. Schittulli e la nostra parola rimane quella data a lui e alla coalizione che attorno a lui si è formata già da tempo”, gli garantisce Adriana Poli Bortone, seguendo a ruota gli alfaniani di Massimo Cassano e il Nuovo Psi di Michele Simone. La polveriera e la miccia ci sono. E le scintille per accenderla rischiano di non mancare.

(a.bucci1@libero.it)

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