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PugliaItalia
Finanza: BPPB, valore e territorio. La zampata di Michele Stacca

di Antonio V. Gelormini

Michele Stacca conosce il variegato e articolato mondo delle banche popolari come pochi. Ci è cresciuto, lo ha guidato, ne ha segnato i momenti di qualificazione, di espansione e di dura competizione col mondo della finanza “alta”.

Le sue radici altamurane non hanno mai smesso di avvertire i fermenti altalenanti di quelle della banca a lui più familiare, la Banca Popolare di Puglia e Basilicata, espressione di una realtà territoriale di confine aperto, nell’entroterra appulo-lucano più intraprendente. Una sorta di mini triangolo industriale murgiano, racchiuso tra Altamura, Matera e Santeramo in Colle.

Un ambito territoriale ricco di piccole imprese e di artigianale tradizione locale, dove - tra l’altro - sono nati anche colossi imprenditoriali di prim’ordine, ma dove la forza e la caparbietà del tessuto economico sono racchiuse nelle PMI e nelle famiglie, che ne caratterizzano il taglio organizzativo e quello cosiddetto manageriale.

BPPB   26 settembre 2014 (1)
 

L’uscita da questo alveo naturale di intervento e le spinte verso frontiere sconosciute, anche se giustificate dall’esigenza di assumere forma e peso capaci di competere con le dimensioni sovranazionali dei nuovi soggetti della finanza internazionale, ha portato tante realtà locali in processi di crescita non compatibili, a fare il “passo più lungo della gamba”, e spesso a snaturare la propria vocazione territoriale. E’ successo anche alla BPPB e la cosa ha assunto l’effetto del piombo nelle ali di una compagine finanziaria snella e plurale di circa 30.000 soci.

Per questo Michele Stacca era stato “richiamato a casa”, per rinvigorire la salute della BPPB, attraverso un sapiente lavoro di rizollatura e potatura, che le consentisse di ritrovare e tornare ad assicurare linfa vitale a un catalizzatore di micro processi produttivi: che come un alveare tornasse a caratterizzarsi di vivace operosità, per favorire effetti virtuosi di crescita delle comunità in cui è chiamato ad agire.

“Missione compiuta”, si potrebbe dire, almeno nella sua prima e decisamente non facile fase di intervento. L’azione di Stacca ha seguito due linee maestre, per certi versi indicate dagli stessi organi di controllo dell’ordinamento bancario, per recuperare e consolidare gli obiettivi-capisaldi di una delle 19 banche popolari italiane.

BPPB   26 settembre 2014 (2)
 

Ricapitalizzazione e inversione delle tendenze critiche di bilancio, per poter dedicarsi alla “creazione di valore sostenibile” nel medio periodo e al rafforzamento del ruolo di “banca del territorio”. In pratica, tornare all’abc della natura stessa di banca popolare, che nell’assetto finanziario del Bel Paese costituisce un patrimonio unico, materiale ed immateriale, fatto di lavoro, voglia di rischiare, sentimenti umani e rapporti interpersonali solidi.

“Il leone docile” delle Banche Polari Italiane fa sentire il suo ruggito discreto e chiude con successo l’operazione di aumento di capitale della Banca Popolare di Puglia e Basilicata con l’integrale sottoscrizione del controvalore di 69,5 milioni di euro offerti in opzione.

“Il successo dell’operazione - dichiarato il Presidente di BPPB Michele Stacca – evidenzia come la nostra Banca rappresenti, a pieno titolo, una tra le più importanti realtà creditizie del territorio con una compagine sociale estremamente coesa. I risultati dell’operazione confermano che i nostri soci e clienti, che ringraziamo per la fiducia riposta nell’iniziativa, condividono appieno il nostro progetto di rilancio”. “Questa operazione di rafforzamento patrimoniale - continua - ci consente di affrontare il futuro con serenità e con rinnovata energia, proseguendo il cammino intrapreso per consolidare la nostra presenza e la nostra funzione di sviluppo del territorio, a sostegno delle famiglie e delle PMI. A queste ultime la Banca, utilizzando i recenti strumenti messi a disposizione dalla BCE, metterà sin da subito a disposizione linee di credito per 130 milioni di euro”.

“L’esito positivo di questa operazione - aggiunge il direttore generale Alessandro Maria Piozzi - testimonia la forza della nostra rete commerciale. Siamo soddisfatti, non solo per la massiccia partecipazione della compagine sociale, ma anche per l’adesione di numerosi nuovi soci in tutti i territori in cui operiamo. Oltre 6.000 nuovi soci, ci permettono di superare la soglia di 36.000, a dimostrazione della condivisione di obiettivi e della crescente fiducia riposta”.

Ma Stacca guarda al futuro: “Il positivo esito dell’aumento di capitale ci consente di alimentare il percorso di rilancio della BPPB, che intende rafforzare sempre più il suo ruolo di banca del territorio, attraverso la creazione di valore sostenibile nel medio periodo”.

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Il CdA del 25 settembre ha deliberato la semestrale 2014 che presenta un risultato lordo di 3,15 milioni di euro, frutto di una gestione incentrata su criteri di prudenza e sul rafforzamento del presidio dei rischi.

I dati tecnici presentano una raccolta globale pari a 6,2 miliardi di euro, che fa segnare un incremento complessivo del 3,53% rispetto al 31 dicembre 2013, e conferma la buona tenuta dei volumi garantendo il rispetto degli obiettivi di funding e dei desiderati margini di liquidità. In particolare la raccolta diretta da clientela è cresciuta del 3,18% passando da 3,5 a 3,6 miliardi di euro, mentre la raccolta indiretta è pari a 2,6 miliardi di euro (+ 4,04%).

Nel contempo, gli impieghi nei confronti della clientela sono stati pari a 3 miliardi di euro (-3,57% rispetto al 31 dicembre scorso) per effetto della minore propensione all’assunzione di impegni da parte della clientela e della maggiore prudenza della Banca nella valutazione dei rischi.

Per cui a fronte di un patrimonio contabile a giugno 2014 pari a 257 milioni di euro, sostanzialmente invariato, con l’applicazione dei nuovi criteri di vigilanza prudenziale il Tier 1 (rapporto tra il patrimonio di base e il valore delle attività ponderate per il rischio) raggiunge l’8,24% rispetto al 7,32% del 2013, mentre il Total Capital Ratio (rapporto tra il patrimonio di vigilanza e il valore delle attività ponderate per il rischio) è cresciuto dall’11,85% del 2013 al 12,57%.

Peraltro il successo dell’operazione di aumento di capitale consente di incrementare di 69,5 milioni la dotazione patrimoniale e di migliorare significativamente tutti gli indicatori di vigilanza, raggiungendo un CET1 (Capitale di qualità primaria) del 10,50%.

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A tal proposito, è utile rilevare che il margine di intermediazione, pari a 79,5 mln di euro, è in calo per effetto della riduzione del margine di interesse e del saldo netto delle commissioni. Mentre le rettifiche di valore su crediti, pari a 22,7 milioni di euro, sono superiori a quelle di giugno scorso e consentono di migliorare gli indicatori di copertura del cosiddetto “credito deteriorato”.

Infine, le spese del personale evidenziano un minore costo per 7,5 milioni di euro per effetto dell’uscita di circa 100 dipendenti nel 2013 a seguito degli esodi volontari e incentivati connessi all’accordo con le sigle sindacali sottoscritto nel mese di agosto dello scorso anno, mentre le altre spese amministrative sono rimaste sostanzialmente stabili.

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La BPPB nata nel 1883, diventa nel 1972 Banca Popolare della Murgia. Successivamente, nel 1995 cambia denominazione in Banca Popolare di Puglia e Basilicata, a seguito della fusione della Banca Popolare della Murgia e della Banca Popolare di Taranto.

Rappresenta una delle 19 banche popolari autonome, conta 137 sportelli, circa 1.200 dipendenti e circa 270.000 clienti, distribuiti su tutto il territorio nazionale, con una forte presenza in Puglia e Basilicata.

(gelormini@affaritaliani.it)

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