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PugliaItalia
Elena Gentile: "Figli di un Dio minore? Il riscatto passa dalle regole"

"Non appena in possesso, leggerò come sempre con attenzione il rapporto Svimez 2014 sull’andamento dell’economia nel Mezzogiorno, anche se le prime anticipazioni confermano quanto – prima ancora dell’aridità dei numeri - ci trasmette in filigrana l’esperienza di tutti i giorni", afrferma l'europarlamtare pugliese del PD, Elena Gentile.

"E cioè che – al netto di alcune oasi virtuose – la terribile recessione di questi anni ha colpito il Mezzogiorno più del resto del Paese in termini di potere d’acquisto e consumi, investimenti privati, occupazione, accesso all’istruzione, tasso di natalità".

"Destino ineluttabile? Personalmente sono certa di no, se è vero che, di pari passo con la recessione, verso il Mezzogiorno è diminuita anche la spesa per investimenti pubblici in favore delle infrastrutture materiali e immateriali, e non solo".

"Su questo troppo spesso, e a sproposito, abbiamo assistito a tentativi di interpretazioni storico/sociologiche, a volte antropologiche, quasi che a spiegare tutto fosse il nostro modo di essere, di pensare e di agire. E’ così? Io credo di no".

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"Penso piuttosto, pur ammettendo di non essere una studiosa della materia ma solo una osservatrice della realtà, che (almeno) una parte della verità abbia residenza altrove, e cioè nel fatto che da troppi anni la guida del Paese è espressa da esponenti altri dalla nostra classe dirigente politica e che le stesse regioni del centro e del nord si sono sentite, ed hanno agito, come figlie di un dio maggiore".

"Quante volte non solo il nostro Presidente - continua l'ex Assessore alla Sanità peugliese - ma io stessa ho dovuto battere i pugni sul tavolo per ottenere non privilegi e/o agevolazioni, ma semplicemente ciò che spettava alla nostra come alle altre regioni del Mezzogiorno".

"Per questo, in vista delle elezioni regionali dell’anno prossimo, mi sto sforzando di sottoporre all’attenzione di tutti l’esigenza di anteporre la discussione su regole, linee politico/programmatiche e perimetro delle alleanze politiche e sociali alla disputa (purtroppo già in atto soprattutto a livello mediatico, ma per me poco appassionante) sulle candidature".

"Perché tutto ciò renderebbe più forte e credibile la nostra proposta politica e, quindi, più autorevole il nostro futuro Presidente anche nei confronti del governo nazionale. Tutto il resto, compresa la determinazione delle candidature, è storia futura".

(gelormini@affaritaliani.it)

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