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Contro le trivelle in Adriatico Gioco di sponda intereuropeo

Un tavolo internazionale per affrontare con Croazia e Slovenia il futuro dell’Adriatico: il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna ha scritto al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per confermare il proprio apprezzamento e ribadire, allo stesso tempo, “la contrarietà della Puglia alle trivelle. Ho commentato con favore fin dall’inizio il progetto del ministro e nel manifestargli la mia condivisione ho auspicato che da questi contatti possa scaturire una bella notizia per i nostri mari: la scelta di buon senso di lasciare sul fondo gli idrocarburi sottomarini. Non valgono lo sforzo di estrarli e i rischi che le torri petrolifere rappresentano per l’ambiente e l’economia delle acque e dei litorali, delle popolazioni e delle imprese”.

Nei giorni scorsi, il responsabile del dicastero di via Cristoforo Colombo, com’è noto, ha proposto di dar vita, attraverso la Commissione mista Italia-Croazia-Slovenia, ad uno scambio di dati e informazioni per un percorso intereuropeo condiviso, in tema di ricerca e coltivazione di idrocarburi nei fondali marini.

trivelle adriatico no petrolio
 

“Si tratta dell’iniziativa più opportuna per ogni utile ed anche urgente riflessione comune coi Paesi oltre Adriatico”, si legge nella nota del presidente al ministro Galletti. Per Introna, è poi “evidente che il confronto andrà esteso a tutti i Governi balcanici e alla Grecia, oltre che allargato alle Regioni italiane che si affacciano tanto sul bacino adriatico che sullo Ionio”.

Regioni che già si sono schierate a difesa di mari e coste dalle trivelle. Sulla base di documenti condivisi dalla Conferenza nazionale dei Parlamenti regionali, ben cinque Consigli regionali hanno approvato proposte di legge di iniziativa regionale alle Camere, per vietare la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi in mare (la Puglia nel 2011, il Veneto, l'Abruzzo e il Molise nel 2012, le Marche nel 2013).

Introna O
 

Al ministro dell’Ambiente è stata trasmessa la lettera aperta consegnata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, nella cerimonia inaugurale della Fiera del Levante. “Vi sono riassunte le fasi di cinque anni di battaglie interistituzionali e interregionali NO petrolio in mare”.

E la posizione sempre unanime del Consiglio regionale della Puglia contro le trivelle è riaffermata nel più recente ordine del giorno, approvato nella seduta consiliare del 23 settembre e allegato alla nota inviata a Galletti dal presidente Introna.

“Nel documento unitario della nostra Assemblea, si richiama il pieno rispetto costituzionale del rapporto Stato-Regioni in una materia di legislazione concorrente, qual è quella energetica e si chiede di attivare un confronto con le Amministrazioni regionali interessate, secondo i principi di leale collaborazione e di sussidiarietà, per un’intesa in tema di impatto ambientale, economico e sociale della ricerca ed estrazione di idrocarburi”.

In precedenza sullo medesimo tema era intervenuto il consigliere regionale Pd, Giovanni Epifani: "Il percorso di collaborazione che l'Italia ha avviato con la Croazia sul tema delle trivellazioni in Adriatico mi porta ancora una volta a sollecitare i parlamentari europei e italiani affinché la questione approdi sui tavoli di Bruxelles e l'Ue definisca una volta per tutte le regole comuni all'intero delle quali i singoli Paesi possono muoversi".

epifani giovanni
 

Ha spiegato Epifani: "La decisione del ministro all'Ambiente Galletti di incontrare il ministro all'Ambiente croato per definire un percorso condiviso sulla questione trivelle attraverso lo strumento della Commissione mista Italia, Croazia e Slovenia rende ancora più evidente quanto indispensabile sia l'intervento dell'Europa su di un tema così decisivo e quanto sia impossibile per qualsiasi Paese decidere in autonomia senza un terreno giuridico comune. La questione è semplice: se l'Italia decide che le trivellazioni in Adriatico non sono convenienti, ma la Croazia a pochi chilometri di distanza autorizza l'estrazione di idrocarburi, chi può stabilire la legittimità delle due decisioni se non l'Europa?"

"L'incontro di Galletti con il collega croato  è un segnale importante – ha concluso Epifani – perché dimostra la disponibilità del governo italiano a considerare ogni singola scelta in campo ambientale all'interno di una normativa più ampia di quella nazionale. Mi auguro che il governo italiano e che i nostri parlamentari europei, soprattutto ora durante il nostro semestre di presidenza, facciano pressioni per spingere l'Ue a definire in campo ambientale un quadro normativo certo che contemperi fabbisogno energetico e sostenibilità dei territori".

(gelormini@affaritaliani.it)

Tags:
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