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Giornata della Memoria - Dovere del discernimento e ricordo delle radici

“La memoria non è soltanto sfogliare un album di foto o una cronologia, non è solo ricordare date e nomi. La memoria è ricordare la radice dell’umanità e non smarrire quel sentimento dell’umanità che ci deve far reagire ad ogni bruttura e ad ogni barbarie, sempre recuperando il primato di una idea di civiltà fondata sulla convivenza e sulla convivialità delle differenze”.

Lo ha detto, in un videomessaggio, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, in occasione della celebrazione della Giornata della Memoria.

“La memoria non è soltanto l’album dei ricordi o il dovere di non dimenticare, di non seppellire sotto una montagna di oblio il senso di ciò che è stato e di ciò che è accaduto – ha continuato Vendola - la memoria è anche il dovere del discernimento e del giudizio, la capacità di distinguere il bene dal male. La memoria è un bussola che serve per orientarci nel presente e per poter avere l’ambizione di un futuro che non proietti ancora quelle sequenze di orrore, di barbarie che abbiamo visto proiettati sugli schermi di un secolo, di un’era che era partita con le promesse di sviluppo e benessere ed è finita invece con il filo spinato, i forni crematori, le camere a gas, i luoghi dello sterminio in quella vicenda incredibile della sventura di milioni e milioni di ebrei, la shoah”.

Mese della Memoria5 2015
 

“Abbiamo la necessità di tornare a riflettere su quella che fu negli anni trenta la costruzione, in Germania e nei paesi dell’Europa continentale, della più grande industria dello sterminio che sia mai stata messa in piedi nella storia dell’umanità. Abbiamo bisogno di riflettere su quale fosse la ragione per la quale figure stigmatizzate come gli ebrei, come i rom e i sinti, come le varie minoranze etniche e le dissidenze politiche, i gay, questo infinito e variegato popolo di reietti potesse essere deportato e finire dentro questa gigantesca macchina della negazione della vita e delle ragioni degli altri. Tanto più oggi, nel momento in cui tornano quei fantasmi ad abitare l’Europa in un momento di smarrimento e di crisi. In tutta Europa l’antisemitismo  è tornato come una lingua parlata dalle classi dirigenti. Antisemiti riempiono parlamenti nazionali. Ci sono formazioni politiche che costruiscono il proprio radicamento sulla base della predicazione dell’odio etnico, dell’intolleranza. Torna il disprezzo nei confronti dei zingari. Torna in mille forme un dispositivo di mutilazione della dignità e della voce degli altri”.

Mese della Memoria4 2015
 

“Per questo è importante interrogarci su come è potuto accadere che nel cuore più avanzato e evoluto d’Europa nel secolo della modernizzazione, potesse determinarsi quello strappo nella storia umana che è stato il nazifascismo. E abbiamo bisogno di farlo per capire come nell’oggi e nel presente le varie forme di integralismo e di semplificazione della complessità rischino di portarci a deragliare, a regredire ad una dimensione di violenza barbarica”.

“Ecco questo è la memoria – ha concluso il Presidente Vendola - la memoria è necessaria per ricostruire una idea alta di convivenza e oggi l’antisemitismo e l’islamofobia rischiano di essere due facce della stessa medaglia. Tutto ciò che viene consegnato al mito negativo rischia di predisporci ad un atteggiamento di guerra, ad una ricerca di morte dell’altro. Solo l’esercizio carico di senso storico e di passione civile, l’esercizio della memoria, può consentirci di avere speranza e di coltivare la speranza in un mondo plurale, in un mondo in cui la convivenza tra le differenze sia la bellezza del genere umano che si scambia reciprocamente il dono delle mille cose che costituiscono la mensa della fraternità, la tipicità degli essere umani dei popoli delle loro culture e delle loro tradizioni”.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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