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PugliaItalia
Grillo, la speranza di Mimmo Di Paola (di A. Gelormini)

di Antonio V. Gelormini

Parte il conto alla rovescia per l’appuntamento dell’8 giugno col “ballottaggio”: afferrato per i capelli o mancato per un capello, a seconda dei punti di vista, e la prima mossa è di Mimmo Di Paola, che convoca d’urgenza una conferenza stampa.

Qualcuno aveva pensato alla comunicazione di qualche accordo o apparentamento, in vista del testa a testa con Antonio Decaro, nel rush finale della corsa verso Palazzo di Città a Bari. L’incontro, invece, è stato l’occasione per puntualizzare lo strano movimento di voti, a detta di Di Paola, registrato tra il conteggio relativo alle Elezioni Europee e quello successivo, relativo alle Comunali e ai Municipi. Per evidenziare la trasmigrazione di circa 30.000 consensi (il 17-18%) e mettere l’accento sulla fidelizzazione di un voto, che al ballottaggio potrebbe non ripetersi a favore di Decaro.

Diciamo subito che se il messaggio che a via Calefati 175 volevano passasse, ha una sua valenza di prospettiva - anche solo per essere una delle poche strade in salita a disposizione, per tentare di sovvertire la piega degli eventi per il centrodestra - la forma utilizzata non solo è apparsa alquanto indefinita, ma ha anche avuto la sventura di contrapporsi agli umori di una parte dei giornalisti: soprattutto quelli le cui testate sono state additate da Di Paola come le più propense a cavalcare l’effimero della cronaca banale, piuttosto che il concreto della disputa programmatica ancor prima che elettorale. Forse una revisione degli input di regia si renderà necessaria, per affrontare con più efficacia giorni di contesa accesi e niente affatto facili.

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Quello che è emerso, tra varie attestazioni e interpretazioni dei flussi elettorali, è che per Di Paola la chance per il ballottaggio si chiama Grillo e Movimento 5 Stelle. Qual è, infatti, il discorso tra le righe del’ex manager di Aeroporti di Puglia?

In sintesi questo: “Domenica scorsa chi si è recato alle urne, a Bari, ha ricevuto tre schede. Avessero votato tutti in coerenza d’intenti i risultati delle tre competizioni, Europee, Comunali e Municipi, sarebbero stati omogenei. Invece si è riscontrato, rispetto agli esiti delle Europee: 36% centrodestra, 34 % centrosinistra, 24% M5S e 6% altri, un’impennata anomala per Decaro, che alle Comunali ha quasi toccato la soglia del 50%. Mentre lo stesso Di Paola ha confermato il dato europeo anche al Comune”.

La riflessione, che vuol farsi provocazione politica, è tutta rivolta ai grillini, per chiedere loro e soprattutto al loro leader che se nella prima tornata sono stati attratti dalla presenza nelle liste di Decaro di parenti, amici, conoscenti e quant’altro, al ballottaggio - venuta meno questa attrazione - cosa intendono fare? Appoggiare ancora Decaro?

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Il ragionamento, in effetti, è piuttosto consistente. Nessuno lo confermerà mai, ma più che un appello al voto sembra un sottaciuto invito alla desistenza. Ipotesi del tutto legittima, tanto più che in passato lo stesso centrosinistra ne ha fatto perno di svolte epocali. Vedremo, i prossimi giorni saranno testimoni della validità e dell’efficacia dell’azione.

Se questo era quanto si voleva evidenziare nell’improvvisa conferenza stampa, convocata nella tarda e accaldata mattinata del primo giorno del secondo round di campagna elettorale, la formula di comunicazione, però, poteva essere più esplicita e decisamente più lineare. Si sarebbero evitati malintesi, tensioni e recuperi di temi banali: perché stavolta ri-lucidare il tema delle scarpe probabilmente non serviva!

(gelormini@affaritaliani.it)

 

 

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