L’Aeroporto Grottaglie è destinato a divenire un’infrastruttura di rilevanza europea nel settore dell’aerospazio, proprio grazie alla decisione di fare dello scalo il banco di prova per i velivoli a pilotaggio remoto. “La stretta collaborazione tra Adp, Distretto tecnologico aerospaziale, Enac ed Enav che stanno operando in funzione dello sviluppo di una struttura che vanta favorevoli condizioni logistiche ed è provvista di un corridoio di volo per velivoli non pilotati, sta creando le condizioni per attrarre e radicare la crescita di importanti realtà produttive e scientifiche”, ha sottolineato Giuseppe Acierno, presidente del Distretto tecnologico aerospaziale pugliese.

La dichiarazione di Acierno fa seguito all’annuncio di Leonardo Spa che presso l’aeroporto di Taranto-Grottaglie è stato effettuato il primo volo senza pilota a bordo per testare l’elicottero a controllo remoto SW-4 Solo. L’elicottero è rimasto in volo per 45 minuti “Soddisfacendo le attese e mostrando eccellenti doti di controllabilità dei sistemi e di manovrabilità”, secondo quanto ha comunicato il gruppo Leonardo. L’SW-4 Solo ha raggiunto una quota di circa 450 metri e una velocità di circa 110 km all’ora.
L’avvio delle campagne sperimentali a Grottaglie risale al dicembre 2016, intervallate da varie attività di prova in Polonia, con l’obiettivo di verificare le caratteristiche di condotta del velivolo e validarne le procedure di volo, sia in condizioni normali sia di emergenza. Le prime attività in Italia sono state svolte nell’ambito di una collaborazione avviata nel 2015 tra Leonardo, Aeroporti di Puglia (AdP) ed il Distretto Tecnologico Aerospaziale (DTA) per il “Grottaglie Test Bed”, che si candida così a diventare la soluzione italiana alla richiesta dell’industria nazionale ed europea per la sperimentazione di velivoli ‘unmanned’. Tra gli obiettivi, anche la validazione di procedure e normative per l’impiego di velivoli senza pilota. Le prove effettuate hanno beneficiato della forte collaborazione assicurata da Enac ed Enav.

Proprio negli anni in cui lo stesso Acierno è stato anche presidente della società Aeroporti di Puglia (dal 2013 al febbraio 2017) è stato avviato un progetto di infrastrutturazione ed ampliamento dello scalo che tiene conto delle esigenze espresse dai partner industriali coinvolti in questo ambizioso programma di insediamento produttivo, in armonia con la programmazione del Distretto Tecnologico Aerospaziale Pugliese, che emerge tra i distretti italiani per gli eccellenti risultati raggiunti e per l’alto livello di crescita. Si tratta di un percorso di valorizzazione che “rientra in una logica di integrazione del valore e detta funzione tra attività aeroportuale e attività aerospaziale fortemente voluta dall’Amministrazione Regionale”.

Grazie all’importanza strategica che l’industria aeronautica, la ricerca e la sperimentazione rivestono per il sistema Paese, il Piano Nazionale degli Aeroporti ha classificato l’aeroporto di Taranto Grottaglie come aeroporto di interesse nazionale destinato a svolgere funzioni di piattaforma logistica integrata a supporto della ricerca e dello sviluppo industriale.
Si stanno localizzando presso l’aeroporto, oltre a Leonardo da tempo impegnata nel settore aeronautica per la produzione di fusoliere destinate ai velivoli 787 di Boeing, importanti aziende del settore aerospaziale, impegnate nella produzione di satelliti e radar da utilizzare per iniziative nel settore della protezione civile, dei servizi alla pubblica amministrazione e nel sostegno all’agricoltura di precisione.
Grottaglie, grazie al lavoro sinergico di Adp, Dta, Enac ed Enav può diventare un centro di servizi di livello europeo, non solo uno scalo cargo. In questa direzione vanno le autorizzazioni per i test bed per i velivoli senza pilota a bordo. In questa direzione vanno anche i progetti di ricerca, alcuni già completati e altri presentati dal Distretto tecnologico aerospaziale in collaborazione con vari partner industriali.

