di Antonio V. Gelormini
Maria Concetta aveva atteso a lungo questa domenica di fine giugno, per tornare a respirare il profumo del mare e a riscaldare le ossa ai raggi salati e iodati della spiaggia ri-generante di Margherita di Savoia.
Troppo lunghi, maledettamente capricciosi e insistentemente piovosi, si erano rivelati quest’anno l’inverno senza freddo e questa malferma primavera senza sole.
Maria Concetta aveva una gran voglia di mettere i piedi in acqua e di sentire il massaggio rassodante delle onde sulle sue gambe. Per questo, appena arrivata si è spogliata, ha riposto i vestiti sotto l’ombrellone e non potendolo abbracciare tutto – quel mare tanto desiderato – ha cominciato la sua passeggiata.

Maria Concetta non lo sapeva, ma questa volta la passeggiata si sarebbe rivelata più lunga del solito. Improvvisamente troppo più lunga. Sarebbe stata una passeggiata verso l’infinito.
Maria Concetta è stata ritrovata poco più in là delle Terme. Troppo lontana dal suo ombrellone. Riversa sull’acqua, nel chiaro gesto di un abbraccio impossibile da contenere. Qualcosa si è inceppato e quell’abbraccio, quasi disperato, le si è rivelato fatale. A nulla sono valsi i soccorsi, l’insistente massaggio cardiaco e l’azione rianimante dell’ossigeno.
Maria Concetta sembrava appagata, il suo viaggio verso l’infinito non era più di questo mondo. Chissà se qualcuno verrà a cercarla e se mai ci dirà il vero nome di Maria Concetta. Il suo sorriso ora profuma di mare, ha il sapore del sale e i riflessi sereni di un’identità senza tempo.
(gelormini@affaritaliani.it)
