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Il conflitto sociale

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Così mi scrive Silvio Maselli: "Conflitto sociale che, di per sé sarebbe necessario, oggi più che mai. Ma senza una forza politica di sinistra che sappia guidarlo, orientarlo, aiutarlo a raggiunger obiettivi generali rimangono solo forconi e violenza."

Già il conflitto. Sociale. Dopo averlo mitizzato per decenni come motore di ogni fenomeno, lo abbiamo totalmente accantonato. Dal conflitto come principio di tutto, al conflitto evaporato. Dalla società conflittuale a quella pacificata.

In realtà sappiamo che il conflitto tra capitale e lavoro, nella forma vecchia, per molti versi è finito, almeno nella sua forma assoluta e centrale. In questi giorni la rabbia esplode non solo tra gli operai ma anche tra i padroncini di azienda, quel ceto medio sprofondato nel rancore di cui ha scritto Aldo Bonomi. Al posto del vecchio conflitto sono sorti molti altri conflitti. Nuovi. Inediti. E vecchi.

C'è il conflitto ambientale, ad esempio, determinato dalle nuove sfide della sostenibilità. Taranto ne è un esempio drammatico.

In un tempo di crisi, risorge il conflitto sulla distribuzione della ricchezza, sull'equità sociale. In un tempo di scarsità, è giusto ridiscutere come si guadagna e quanto. Poi, il conflitto, ancora, tra beni pubblici e logiche predatorie, interessi comuni e quelli lobbistici.

Siamo attraversati da conflitti, Silvio. Non più da un conflitto, ma da molti conflitti. Aggrovigliati e intersecati tra loro.

E questi possono trovare una risposta non sulla punta di un forcone o nelle pagine nostalgiche delle vecchie teorie ma nell'immersione nelle sfide di questa crisi che stiamo attraversando.

Questa crisi sta producendo strappi tra passato e futuro. E questo è un altro conflitto. Forse il principale.

L'Italia è un paese prigioniero della sua inerzia, della sua pigrizia, dei suoi privilegi, del suo conformismo. Un paese conservatore strattonato dalla necessità di cambiare.

C'è un mondo migliore che può nascere, se accettiamo di rivedere tutto. Risolvere un conflitto significa, lottare con tutte le energie, per comporre gli interessi in una prospettiva comune di lunga durata.

La sintesi per uscire dai conflitti è li: in un'idea forte di futuro.

La politica che galleggia è parte del conflitto.

E i conflitti, anche quelli sociali, esplodono, quando la politica arranca.

(di Guglielmo Minervini)

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