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Il ddl sulla violenza di genere Le donne e il valore aggiunto

“Il disegno di legge che oggi presentiamo alla stampa è un punto di arrivo perchè la Regione Puglia in questi anni ha affrontato con coraggio il tema dei diritti delle donne sapendo che le donne, nella vita pubblica e nel mercato del lavoro, portano un valore aggiunto fanno crescere la ricchezza del territorio”.

Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenendo in Aula consiliare, insieme con l’assessore Elena Gentile,  per la presentazione del disegno di legge, già approvato in Giunta, su “Norme per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, il sostegno delle vittime, la promozione della libertà e dell’autodeterminazione delle donne”.

“Il tema della violenza alle donne – ha aggiunto Vendola - è un tema globale e universale e investe, in forme dure e fondative, le responsabilità del genere maschile. Oggi siamo di fronte a dati di violenza alle donne in Europa che denunciano un fenomeno devastante, 60 milioni di donne denunciano di aver subito violenza e molestia da parte degli uomini. Questi dati ci dicono che il problema non è nel codice penale italiano o di altri paesi europei, ma ci dicono che il problema è nel simbolico del maschile e nella grammatica e nella sintassi delle relazioni tra genere maschile e genere femminile. In Italia la violenza è giunta fino a configurare un killer seriale, il femminicidio è un fenomeno devastante che assedia la vita quotidiana”.

vendola gentile
 

Vendola ha poi sottolineato come oggi la Puglia attraverso la creazione di 19 centri antiviolenza e di  case rifugio per le donne della tratta che denunciano i loro sfruttatori, “stia cominciando a dotarsi di una rete di servizio che aiuta concretamente le donne che vogliono uscire dal tunnel”.

“Noi con questa legge  - ha detto Vendola - vogliamo compiere le operazioni necessarie, quelle del monitoraggio costante del fenomeno e della formazione perchè bisogna rompere il silenzio e parlarne”.

“Noi siamo impegnati oggi anche a far partire una battaglia culturale perché ogni donna capisca che se subisce violenza quello non è un modo sbagliato di amare ma quello è un reato – ha sottolineato il Presidente - le donne che sono vittime di violenza, talvolta si colpevolizzano e noi dobbiamo aiutare queste donne a rompere il senso di colpa e ad uscire allo scoperto. Denunciare uomini stupratori e violenti è un diritto e aiuta tutti quanti a vivere in un clima di convivenza”.

Vendola ha quindi concluso sottolineando come “questa battaglia cammini su due gambe, una gamba è quella della costruzione di una cultura reattiva alla violenza e l’altra è quella della realizzazione della parità di genere e della pienezza dell’esercizio del diritto di cittadinanza”.

“Che il consiglio regionale – ha concluso Vendola - si occupi quindi non soltanto di lotta contro la violenza sulle donne, ma anche di lotta per i diritti delle donne e mi auguro che la riforma del sistema elettorale pugliese possa assumere la parità di genere come un criterio fondamentale, altrimenti si rischia davvero di essere sempre in affanno con gli appuntamenti della storia”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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