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Fiera del Levante – 77° edizione

 

         Discorso Inaugurale

del Presidente Ugo Patroni Griffi

 

 

Signor Presidente del Consiglio,

Onorevoli parlamentari,

Ministro Koka,

Signori Ambasciatori,

Presidente della Regione,

Presidente della Provincia

Signor Sindaco,

Presidente della Camera di Commercio,

Delegazioni estere

Autorità civili, militari e religiose,

Signore e signori,

 

         porgo a tutti il mio più cordiale benvenuto.

 

Signor Presidente del Consiglio,

desidero esprimerLe, il più vivo ringraziamento per aver voluto, con la sua presenza, riconfermare l’interesse del Governo verso l’Ente che solo dal 6 agosto mi onoro di presiedere.

         Una tradizione, quella della presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri che, salvo rare eccezioni, si rinnova anno dopo anno, sin dalla prima edizione.

Da allora sono trascorsi molti decenni, ma la sua presenza  questa mattina  testimonia ancora una volta l’attenzione del Governo verso il nostro territorio.

         Mi piace ricordare –per farle mie- le parole pronunciate nel corso della prima cerimonia di inaugurazione dell’Ente.

Considerazioni che si riferivano soprattutto alla funzione che avrebbe dovuto avere la Fiera del Levante, ma che offrono, al tempo stesso, ampi spunti di riflessione sul sistema delle fiere e sulla necessità di adeguare l’offerta economica ai mutamenti del mercato.

“Troppe sono le Fiere – fu detto- che si susseguono nel mondo; e grande, ormai, la stanchezza degli industriali e dei commercianti di tutti i Paesi che riconoscono sempre meno la convenienza di parteciparvi”. Il mercato premia infatti solo “le Fiere indispensabili, quelle che corrispondono a un’inderogabile necessità dei traffici tra i vari Paesi. Tra queste ultime va, senza alcun dubbio, annoverata la Fiera del Levante di Bari che (…) ha una funzione europea, insieme, e italiana”.

Oggi rispetto ad un contesto economico e geopolitico assai differente – fortunatamente - da quello degli anni ’30, la Fiera del Levante è chiamata ad interrogarsi sulla propria funzione economica, per trovare in sé stessa la scintilla dell’innovazione che possa riportarla al suo genetico primato nell’era della globalizzazione dell’economia e delle conoscenze.

Siamo convinti che la Fiera del Levante abbia in sé questa potenzialità.

Ma oggi – come avvertito anche nel discorso della prima inaugurazione – le principali fiere mondiali hanno conquistato la propria posizione di preminenza economica e la conservano grazie ad una fitta rete di accordi con altri operatori del settore, ampliando la propria offerta e la propria presenza oltre che sui mercati interni sui mercati esteri, integrando l’offerta fieristica con la proposta al mercato di eventi di ogni genere e per ogni pubblico, superando lo steccato della episodicità della fruizione del quartiere fieristico.    

Noi cerchiamo di trarre insegnamento dai ‘migliori’. E a tal fine stiamo tessendo uno stretto ordito di relazioni con altre fiere, italiane ed estere, al fine di  strutturare una offerta fieristica e di eventi in grado di suscitare l’interesse del mercato. Nel fare ciò sfruttiamo al massimo le naturali straordinarie potenzialità della Fiera: per la sua posizione geografica, al centro della macroarea del mediterraneo,  e per la sua posizione logistica (il quartiere è in un’area ancora non del tutto antropizzata a pochi minuti dall’aeroporto, di fronte al porto, a dieci minuti dal centro cittadino e dalla ferrovia). La Fiera ha dimostrato – grazie ai recenti insediamenti imprenditoriali – che la città di Bari può essere (al pari di ogni grande città) policentrica e che è possibile elidere la cesura tra porto e città dotando finalmente Bari di un vivace waterfront.

Insomma, la Fiera del Levante può e deve essere un luogo d’incontri – una agorà - aperto tutto l’anno.

Fiera, dunque, come contenitore e incubatore di innovazione. E in questo senso il rapporto con i soci fondatori, con la Regione Puglia e con le istituzioni del territorio (penso all’Università) può fornire straordinaria fertilità. Anche a ragione della messa a regime e dell’ottimale sfruttamento delle strutture all’avanguardia realizzate negli ultimi anni e che si prestano ad un utilizzo polifunzionale del quartiere e che permettono di ospitare quei grandi eventi che sinora sono stati prerogativa delle sole regioni italiane settentrionali.

Sono personalmente persuaso  che oggi, la scintilla dell’innovazione, l’idea imprenditoriale, assuma una importanza maggiore rispetto al capitale, nello start up di ogni impresa. E che a questo principio non si sottragga certo la Fiera del Levante. Per molti aspetti oggi non dissimile da una start-up.

 E come ogni start-up il lievito della crescita è affidato all’ottimale sinergia di due risorse:  una idea originale e i capitali necessari per realizzarla.

Ciò presuppone il confronto con il mercato. In questo si sostanzia la privatizzazione. Non svendita di un luogo simbolo che è e deve rimanere di proprietà pubblica. Ma gestione economicamente efficiente dello stesso. Al fine di consentire di affrancare potenzialità (anche professionali, e mi riferisco ai dipendenti dell’Ente) a lungo represse e rendere nuovamente la Fiera al contempo volano dello sviluppo di un territorio e vetrina delle eccellenze locali, nazionali ed estere.

Con questi intendimenti, Presidente Letta, La invito ad inaugurare ufficialmente la 77° edizione della Fiera del Levante. Grazie

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