Incidente all’Ilva: Cisl, ancora morti. Necessaria più formazione. Il Consiglio regionale offra il proprio contributo approvando la Legge popolare che ha raccolto 19.000 Firme
“La Cisl esprime un profondo cordoglio alla famiglia di Ciro Moccia e si sente vicina all’operaio ferito Antonio Liti”. Sono i Segretari confederale e regionale della Cisl, Fulvio Giacomassi e Giulio Colecchia, appresa la notizia dell’incidente sul lavoro allo stabilimento Ilva di Taranto, ad interrompere i lavori del XIV congresso della Cisl di Lecce chiedendo qualche momento di silenzio all’assise.
“E’ necessario – osserva Giacomassi – dopo questo ulteriore e tragico evento interrogarsi all’interno dell’Ilva sull’azione diretta della organizzazione del lavoro, della sicurezza e della formazione nella prevenzione al rischio: tre incidenti in pochi giorni sono un segnale che non possiamo ignorare. La formazione dei lavoratori sulla sicurezza – aggiunge – è un anello prioritario nella catena gerarchica che gira attorno alla organizzazione del lavoro”.
“Ogni volta che giungono notizie di morti sul lavoro – incalza Colecchia – misuriamo l’insufficienza delle iniziative, sia pure importanti, che l’intera societá ha finora messo in campo. La cultura e la prassi della prevenzione, evidentemente, non hanno ancora raggiunto un livello di consapevolezza e condivisione sociale sufficiente da evitare dolorosi drammi per le vittime e per le loro famiglie”. Secondo il Segretario della Cisl di Puglia “tutti evidentemente, devono fare di piú, mettendo in campo iniziative suppletive, straordinarie. Anche la Regione Puglia puó dare un grosso segnale ed un sostanzioso contributo al radicamento di un diverso modo di produrre con l’approvazione del disegno di legge popolare che aspetta di essere sottoposto al voto del Consiglio regionale. Oltre 19.000 pugliesi lo hanno sottoscritto, ma tanti altri ne condividono gli obiettivi di tutela della salute e sicurezza e si aspettano che il Consiglio dia una positiva e responsabile risposta alle loro sensibilità su questa dolorosa questione”.
