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Industrie storiche, trabucchi e litorali La salvaguardia di identità locali

Il Consiglio regionale pugliese ha approvato all’unanimità il disegno di legge “Norme per la conoscenza, la valorizzazione e recupero dei trabucchi”  che ha lo scopo di salvaguardare, tutelare, valorizzare un manufatto storico, caratterizzante, in modo particolare, il paesaggio costiero del basso Adriatico e che costituisce elemento del patrimonio identitario della Regione Puglia.

“La valenza storica del “trabucco” – si legge nella relazione del presidente della sesta Commissione, Francesco Ognissanti - è data dall’essere strumento di una particolare tecnica di pesca, consistente nell'intercettare, con le grandi reti, i flussi di pesci che si spostano lungo gli anfratti della costa, sfruttando favorevolmente le correnti”.

Trabucco sunset
 

“L’indubbio valore identitario del “trabucco” – continua Ognissanti nella relazione di accompagnamento dalla legge - deriva, quindi, dall’essere non solo testimonianza della tradizionale attività di pesca praticata in alcune zone della Puglia, ma anche dalla circostanza che tali strutture fragili, esposte a degrado naturale e bisognose di ripetuti interventi di manutenzione, rappresentano, ormai, una componente stabile del paesaggio costiero”.

L’articolato normativo del disegno di legge risponde allo spirito degli articoli 2 e 12 dello Statuto regionale, in quanto il “trabucco” rappresenta una componente ambientale, paesaggistica, architettonica e storico culturale da tramandare alle “future generazioni”.

Il disegno di legge, che non è il solo approvato sul tema, Salvaguardia dell'identità territoriale, si propone il perseguimento di tre concrete finalità:

- la preservazione del bene “trabucco”, anche attraverso la previsione all’art. 1, comma 2, di una norma sanzionatoria, la cui applicazione viene demandata all’ente comunale sul cui territorio insistono i “trabucchi” e che procederà all’irrogazione della sanzione nei confronti di chi li danneggia, degrada o rimuove anche parzialmente, in assenza delle dovute autorizzazioni;

- la dettagliata definizione del bene “trabucco” all’art. 2, comma 1, nonché il censimento degli stessi, sia quelli ancora esistenti sia quelli scomparsi all’art. 2, comma 2;

- la valorizzazione del bene “trabucco” sia con la previsione di linee guida per il recupero o il ripristino, la conservazione e valorizzazione dei trabucchi, indicandone anche le attività compatibili e includendo la valorizzazione e il recupero dei trabucchi fra gli obiettivi e i piani di valorizzazione e gestione compresi negli Strumenti della programmazione regionale di cui al Titolo II della l.r. 17/2013. 

Puglia trabucco
 

“Non è per ragioni propagandistiche, ma per ragioni di politica e di cultura che consideriamo necessario fare il punto sul complesso di tre leggi che sono state approvate e che sanciscono un punto di svolta culturale nella nostra regione. Sono tre leggi infatti che ci aiutano  a capire che siamo in un tempo differente in cui la cura del territorio, della bellezza, della storia e della memoria serve anche per produrre buona economia, un’altra idea di ricchezza che mette insieme i valori economici con i valori spirituali e i valori identitari”.

Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, dopo l’approvazione in consiglio regionale di tre leggi (“Norme per la valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale”, “Norme per la conoscenza, la valorizzazione e il recupero dei trabucchi” e “Norme per la salvaguardia degli habitat costieri di interesse comunitario”) ha convocato una conferenza stampa insieme con gli assessori alla Qualità del territorio Angela Barbanente e al Demanio Leo Di Gioia.

“All’indomani della firma con il ministro Franceschini dell’accordo sul PPTR, il primo Piano che si sia fatto in Italia – ha aggiunto Vendola - queste tre leggi, lette insieme, rappresentano davvero lo sviluppo di una straordinaria rivoluzione nella cultura del territorio e del paesaggio nella nostra regione. Sono molto, molto orgoglioso di queste norme che fanno della Puglia una terra di avanguardia”.

“La prima legge approvata – ha spiegato la Vicepresidente e assessore alla Qualità del territorio, Angela Barbanente - riguarda la valorizzazione del patrimonio dell’archeologia industriale. Un patrimonio che in Puglia ha delle testimonianze di grandissimo valore, dai tabacchifici alle cave, agli opifici che non avevano alcuna forma di tutela né tantomeno una sede nella quale poter documentare gli avanzamenti della ricerca e della catalogazione in questo campo".

"La legge – ha specificato la Barbanente - è strettamente integrata alla legge regionale in materia di beni culturali. Nell’ambito quindi del patrimonio culturale della regione si inserisce anche il patrimonio di archeologia industriale. Noi siamo molto contenti di aver approvato questa legge nell’anno internazionale del patrimonio di archeologia industriale. E ci tengo a sottolineare anche che questa è la seconda legge in Italia, dopo quella dell’Umbria”.

La seconda legge approvata – hanno poi spiegato gli assessori Barbanente e Di Gioia – riguarda i trabucchi, macchine da pesca che, in Puglia, costituiscono un elemento fortemente identitario del Gargano”.

trabucchi adriatico
 

“E’ un patrimonio con facile deterioramento e quindi con necessità di manutenzione costante – hanno ribadito gli assessori – e noi, per far questo, abbiamo previsto nella legge non solo dell’inclusione della conoscenza (realizzando un censimento) del patrimonio dei trabucchi, anche quelli scomparsi, ma anche la valorizzazione del patrimonio con contributi finanziari ai proprietari, da parte della Regione, se però coerenti con l’uso del trabucco quale macchina da pesca”.

Infine la terza legge riguarda la salvaguardia degli habitat costieri, quali ad esempio le dune, che sono già tutelati da una serie di norme regionali e dal piano paesaggistico.

“Questa legge – ha concluso la Barbanente - rafforza il sistema sanzionatorio previsto per chi distrugge e compromette questi habitat, prevede la possibilità di revoca della autorizzazioni e infine rende obbligatorio il ripristino e il risarcimento, secondo quanto previsto da legge statale in materia ambientale”.

"L’approvazione del disegno di legge sulla tutela dei trabucchi è un provvedimento importante", ha detto il consigliere regionale Franco Pastore (Misto - Psi), "perché codificare sul piano legislativo questo intervento vuol dire affermare la volontà di tutelare un pezzo di identità della cultura marinara e costiera pugliese. A Barletta esiste uno degli ultimi e pochissimi esempi di trabucco, fra quelli più a sud dell’Italia. Negli ultimi anni è stato danneggiato e quasi ridotto al nulla anche dalle fiamme, appiccate tempo fa da vandali purtroppo rimasti ignoti".

trabucco Maggi
 

"Quel luogo, dove generazioni di giovani barlettani hanno trascorso ogni giornata di sole che potesse essere rubata alla scuola o al lavoro, sta scomparendo".

"Io spero - prosegue Pastore - che grazie a questo intervento legislativo del Consiglio Regionale, di cui in occasioni come queste, sono davvero felice di fare parte, si possa intervenire per salvare il trabucco, il nostro trabucco e, certo, migliorare le condizioni degli altri manufatti simili, molti sul Gargano, come a Peschici".

"Per questo è importante, prima di tutto, il loro censimento. A tale scopo, al comma 2 dell’articolo 2, ho proposto un emendamento, “la Regione promuove il censimento georeferenziato dei trabucchi, sia quelli ancora esistenti sia quelli scomparsi, includendolo nella Carta dei beni culturali”, proprio perché si possa intervenire e monitorare lo stato dei trabucchi, costantemente e con facilità".

"E’ previsto che la regione possa anche erogare contributi per finanziare interventi finalizzati a tutelare questo patrimonio, garantendone la fruizione pubblica, perché i trabucchi sono e appartengono al nostro paesaggio costiero e non è escluso che li si possa, un giorno, tornare a utilizzare per la pesca, non fosse altro che per tramandare ai giovani una tradizione e un mestiere che oggi si svolge in modo completamente differente".

(gelormini@affaritaliani.it)

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