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PugliaItalia
L'Europa in stato confusionale Il non sense del Patto di Stabilità

“Vorrei comunicare ufficialmente che, per assicurare prima di tutto l’incolumità dei cittadini ed i livelli minimi di assistenza sociale, la Regione Puglia non è più in condizione di garantire il cofinanziamento dei fondi comunitari e pertanto è obbligata a rallentare la spesa dei fondi comunitari. Pur avendo nuovamente dimostrato il 30 maggio scorso di essere la Regione d’Italia con il più elevato livello di spesa comunitaria in termini assoluti, noi da oggi invertiamo la tendenza con il conseguente rischio di non assicurare a ottobre e dicembre prossimi il conseguimento degli obiettivi di spesa”.

Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola al termine della Giunta straordinaria, che ha visto la discussione, tra le altre cose, sul Patto di stabilità e sulla mancata nettizzazione della spesa comunitaria.

“Siamo stati in paziente attesa di un provvedimento più volte annunciato dal Governo – ha aggiunto Vendola - per la nettizzazione del cofinanziamento comunitario che avrebbe allentato la stretta sui pagamenti. Ringraziamo il Sottosegretario Del Rio per la costante attenzione che ci ha rivolto, ma ci vediamo costretti a comunicargli che in assenza di un riscontro tempestivo e concreto, dinanzi alla perversa alternativa tra la garanzia oggi di alcuni servizi essenziali e inderogabili per i cittadini pugliesi, e l’impegno ad accompagnare il futuro sviluppo sociale ed economico della nostra comunità, abbiamo il dovere di scegliere la prima. Questa è un’alternativa che noi riteniamo assolutamente irrazionale da ogni punto di vista, compreso quello delle politiche per la ripresa. Costringere le istituzioni a  scegliere tra l’immediato e il futuro significa negare ad una comunità il diritto a vivere. E in fondo, significa negare gli stessi principi che hanno fondato l’Europa”.

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“La Regione Puglia – ha ribadito Vendola - da oggi non è più in grado di assicurare le spese minime di funzionamento, così come i livelli essenziali delle prestazioni nel campo dell’istruzione, dell’assistenza, del trasporto pubblico locale. La situazione è così paradossale che non emerge ancora il suo carattere tragico, ma il dato nella sua crudeltà è molto semplice. Oggi non riusciamo a guardare al futuro, mentre la Puglia sta morendo per soffocamento”.

“E non possiamo neanche tacere – ha aggiunto il Presidente - l’ulteriore inasprimento della sofferenza del sistema delle imprese che, a causa dei ritardi nei pagamenti, determina fatalmente la precipitazione economica e occupazionale della loro crisi”.

Vendola ha poi sottolineato come “nelle prossime settimane, così come lo siamo stati nelle precedenti, saremo obbligati ad affrontare spese improrogabili che riguardano l’incolumità e la sopravvivenza dei cittadini, come quelle per la protezione civile e la prevenzione  e repressione degli incendi boschivi, i servizi di  assistenza e pronto intervento sociale, il diritto alla casa, il sostegno al reddito e le politiche del lavoro”.

“Il limite del patto di stabilità del 2014 – ha concluso Vendola - non ci consente di assolvere ai compiti che il Titolo V della Costituzione ci ha assegnato. Basta ricordare che dal 2009 ad oggi il limite di spesa annua per la Regione è progressivamente crollato da 1,667 miliardi di euro a 1,305 miliardi di euro del 2014, con una riduzione di 362 milioni all’anno. Vale a dire che negli ultimi cinque anni la Regione Puglia ha visto una riduzione della propria capacità di spesa pari a circa 1,5 miliardi di euro per nuove opere talora già finanziate, capaci di fare ripartire economia ed occupazione. Interventi peraltro sottratti a Province, Comuni ed altri enti attuatori. Con il conseguente incremento dei livelli di liquidità giacenti presso le nostre casse”.

 

 

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