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La 'fòcara' di Novoli (Le) L'intervista a Kounellis

Inizia a bruciare il fuoco del Salento. Mancano pochi giorni alla notte più luminosa del Mediterraneo, quando, tra il 16 e il 17 gennaio di ogni anno, il fuoco della Focara di Novoli (LE) tornerà ad infiammare una tradizione che si tramanda da secoli, ricalcando i passaggi nodali di una prassi culturale che è ormai traccia indelebile sulle pagine più belle della storia del Salento.

Focara Kounellis BN
 

Circa 80 mila fascine di tralci di vite secchi provenienti dalle terre del negroamaro danno forma, ogni anno, al grande falò di 25 metri di altezza e 20 di diametro, che brucia in onore di Sant’Antonio Abate nella notte d'inverno più lunga del Salento, mescolando la devozione cristiana con la musica, l’arte, il folklore e la tradizione culinaria.

Un fuoco che è innanzitutto cristiano, partorito da una Focara che non ha bisogno di abbellimenti perché brilla di luce propria, come ha voluto sottolineare il protagonista internazionale a cui è affidata la definizione artistica dell’edizione 2015 del monumentale falò.

Si tratta dello scultore greco Jannis Kounellis, che a proposito del coniugare la sua arte povera con il fuoco novolese ha detto: “Quando si parla di fuoco, si parla inevitabilmente di una grande attrazione, che è parte dell’esistenza umana sin dalla preistoria.

La presenza di un artista è solo collaborativa rispetto al fuoco stesso, già grande protagonista della vita”. Il suo operato si esprime attraverso una simbologia densa di significato, a partire dai grandi massi posti alla base del falò che formano una grossa croce greco-bizantina e che saranno visibili solo quando delle migliaia di fascine adagiate l'una sull’altra sarà rimasto solo un ammasso di cenere.

novoli focara
 

Una tradizione, quella di Novoli, che attraversando e riconfermando secoli di devozione, sceglie, da qualche anno a questa parte, di coniugarsi con i più grandi maestri dell’arte contemporanea (tra cui, nelle passate edizioni, Mimmo Paladino e Hidetoshi Nagasawa).

“La tradizione contadina del Salento – spiega il primo cittadino di Novoli Oscar Marzo Vetrugno – emerge attraverso il fuoco, che è per antonomasia simbolo dell’accoglienza, di quel dialogo e di quella apertura che da sempre caratterizzano le nostre terre. Legare la Focara alla più bella arte contemporanea significa attualizzarla, renderla oggi, così carica di tradizione, comprensibile anche alle nuove generazioni, divenendo a tutti gli effetti volano di crescita per il nostro territorio”.

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