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PugliaItalia

La replica di Dario Stefàno a Michele Emiliano diffusa in una nota trasmessa alla stampa:

Michele,
ci sono questioni che non possono essere liquidate in una contesa dai pensieri brevi da 140 battute.
Come quella da te posta nello scambio di battute seguito alla mia richiesta di chiarimenti sulle possibili alleanze PD-FI alle prossime provinciali a Taranto e Brindisi. Della quale si parla anche sui media nazionali e che molte preoccupazioni sta alimentando nella nostra coalizione e dentro il tuo stesso partito. Le parole di Guglielmo Minervini ed Elena Gentile esprimono il mio stesso stato d'animo. Bene: piuttosto che chiarire nel merito e sgombrare il campo da ogni ipotesi di questo genere - come è normale pretendere dal segretario regionale del PD - tu preferisci lanciare accuse pesanti nei miei confronti. Che non posso lasciare cadere, né considerare dal "sen fuggite"; né trattare alla stregua di una delle tue tante battute. 

È questione di sostanza politica.

Bene. Ti ricordo che sono dal 2005 nella coalizione che governa la Puglia. Prima da consigliere, poi da assessore. Sono stato rieletto nel 2010 in una lista civica promossa da me in appoggio a Vendola. Mi sono candidato da indipendente con SEL alle politiche nell'alleanza Italia Bene Comune. 
Di "occulto e trasversale" - come scrivi - nella mia storia personale e biografia politica non c’è nulla. Tutto, sempre, s'è consumato alla luce del sole. E chiedendo il conforto delle mie scelte agli elettori. 

emilianostefano
 

Io ho posto una questione politica generale. E tu mi rispondi con gli insulti personali. Forse non ti rendi conto: quelle parole non offendono solo me, ma i miei sostenitori, il partito che mi ha voluto capolista in Puglia, la giunta di cui ho fatto parte insieme a diversi colleghi del "tuo PD", Nichi Vendola che mi propose di diventare suo assessore.

Ti ho già invitato, nelle settimane scorse, a frenare la tua irruenza che ti porta a stravolgere il senso delle Primarie. Non ti considero avversario, corriamo con la stessa maglia, per raggiungere lo stesso risultato: fare vincere il centrosinistra in Puglia nel 2015.

Siamo competitori che hanno deciso di affidare ai propri elettori la scelta di chi dovrà rappresentarli. Se continui a buttarla in rissa finisce, inconsapevolmente e inevitabilmente, per screditare la nostra alleanze e confondere i nostri sostenitori.

Mi rimproveri di non essere cresciuto nella sinistra e nei partiti. 

È vero, provengo da una storia diversa. Forse più simile a quella di Renzi, per dire, che tu legittimamente consideri una speranza per il Paese. A conferma che non sono le provenienze ma le competenze, le capacità, le idee, le proposte a definire il profilo politico di ciascuno di noi.

Rinnovo l'invito: confrontiamoci sul merito dei problemi rispettandoci. Io l'ho sempre fatto. Tu no. Tu mi sfidi a giocare a rugby, ma la politica è altra cosa. Abbiamo davanti 90 giorni di campagna elettorale. Non sprechiamoli.

 

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