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PugliaItalia
La truffa del ‘barattiere’

di Pino De Luca

Non depone bene l’aggettivo. Assai probabilmente deriva dalla “baratta” nel senso di zuffa, indica una persona corrotta, un truffatore, un gaglioffo, un malvivente.

Tre volte, nella quinta bolgia dell'ottavo cerchio, li nomina Dante. Immersi nella pece e soggetti alle torture della ciurma di Barbariccia … Trafficanti di pubblici uffici, insomma quelli che approfittando di un pubblico impiego lo usavano per trarne profitto. Lo so a che cosa state pensando, che Malacoda ha da fregarsi le mani pensando al tempo odierno. Ma qui si discute di buoni alimenti e non di pessimi elementi.

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Storicamente, assunto il ruolo di biscazzieri, ebbero anche una corporazione e un gonfalone.

Un famoso barattiere era tale Ciampolo da Navarra, prototipo di “prole scorti” di fatto e di diritto.

Perché allora ad uno degli ecotipi, forse il migliore, della specie Cucumis melo, si è meritato questo nome?

I due ecotipi commestibili sono il carosello e, per l'appunto, il barattiere. Il barattiere è un prodotto tipico pugliese ma la sua patria è la zona di Fasano, di Montalbano e di Pezze di Greco, anche se si coltiva un po' ovunque. Spesso si confonde, almeno linguisticamente, con la “mulunceddhra”, la “spuleddhra”, il “cucumbarazzu” e così via. In realtà sono proprio entità differenti sia dal punto di vista botanico che gustolfattivo e, finanche, nutrizionale.

Il Barattiere ha forma tondeggiante, superficie glabra e colore che va dal grigio al verde, il peso varia dai 200 grammi a chilo per ogni popone.

Di sapore freschissimo e con una leggerissima nota dolce è un vero sollievo nelle calde giornate estive. Croccante e dal profumo tenue e gradevolissimo diventa il compagno ideale quando si consumano le orecchiette al ragù sia che si opti per il cacioricotta sia che si scelga un cucchiaio di ricotta forte.

Oppure, tagliato a fette, per gustare un puré di fave inzuppandolo nella crema gialla e mordendolo ricoperto dalla medesima ...

Ovviamente non contiene calorie ma solo acqua e sali minerali e, a differenza dei cetrioli, è privo di cucurbitacina e ciò lo rende molto più digeribile.

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Ma resta il mistero del nome … qualcuno che vuole sbrigarsi lo ha attribuito alla possibilità di essere facilmente barattato. Chissà quante cose avremmo dovuto chiamare “barattiere” , almeno le cose con cui il barattiere veniva barattato.

In realtà il “barattiere” è una truffa, infatti esso va consumato assolutamente acerbo, quando matura diventa giallo e assume tutt'altro sapore e tutt'altre specificità, quindi è un frutto che va venduto (e acquistato) acerbo per godere delle sue caratteristiche precipue.

Il barattiere maturo non ha praticamente mercato. Lo si riconosce facilmente perché diventa giallo all'esterno, la polpa diventa dolce, soffice e molto più profumata di colore quasi rosato.

Ma non compete certo con un buon cantaluopensis o un reticulatus … ma qui siamo alla frutta e della frutta ne parleremo un'altra volta mentre il “barattiere” è e sarà sempre e solo un “sopratavola”.

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