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Latiano (Br), Davide Chionna Il jazz dallo swing gitano

La sua musica è un viaggio di note tra il swing e il blues, con arpeggi che lasciano ricordare un percorso gitano della chitarra con suoni che spaziano tra il gypsy jazz, il  jazz mediterraneo e le atmosfere arabo andaluse. Davide Chionna, per la critica è ormai una giovane promessa del jazz Italiano. La cui ricerca musicale tende a una raffinata creazione di fraseggi d'eccellente sonorità, dalla tecnica virtuosa e originale.

Venerdi 6 Marzo, alla Taberna Libraria a Latiano (Br), in cartellone la presentazione del progetto musicale di Davide Chionna e del trio Swing Gitano: Davide Chionna & trio Gitanswing, composto da Francesco Longo virtuoso fisarmonicista e Leonardo Chionna alla chitarra ritmica. La loro musica è fatta di seducenti melodie gitane con intrecci ritmiche di swing, creando piacevoli e suggestive atmosfere musicali. 

LOCANDINA TABERNA
 

Gli appassionati della musica conoscono il potere magico del jazz Gitano e le potenzialità espressive delle sue varianti tecniche, spesso istintive. Le stesse si ritrovano nella genuina naturalezza del giovanissimo Davide Chionna, che suona la sua chitarra spesso interpretando l’istante in cui sta suonando, esplorando - tra infiniti fraseggi - le affascinanti melodie della ricca cultura tzigana. 

 

Le sue note sembrano saltellare sulla tastiera della chitarra come simolate dal tocco deciso. Musicalmente Davide Chionna vuole essere interprete di un linguaggio pulito dello strumento, evitando sofisticazioni ed effetti sonori. La chitarra a cui è più legato è quella costruitagli su misura dal padre all'età di 8 anni, Leonardo Chionna, pittore, scultore e musicista jazz con la passione per la liuteria.

 

Il suo amore per il jazz nasce ascoltando la musica sul vinile con amplificatore valvolare, rimanendo affascinato dai grandi chitarristi Django Reinhardt e Charlie Christian, e la sua prima esibizione in pubblico fu all’età di 12 anni in un festival di gypsy jazz. Affaritaliani.it lo ha intervistato:

 

Cosa ti ha spinto ad essere un chitarrista Jazz alla tua giovane età?

L’atmosfera della mia casa. Sì, credo sia stata quella ad influenzarmi fortemente. In ogni stanza vi erano degli strumenti, spesso guardavo mio padre dipingere e lui, come sottofondo, ascoltava sempre musica jazz. Sicuramente è lì che mi sono affezionato a quei suoni. 

 

Perché la scelto della chitarra?

In casa avevo anche il pianoforte, ma l’amore per la chitarra è stato più forte.  Poi quando mio padre ne ha costruita una per me non mi sono più staccato.

 

Dal punto di vista musicale chi sono i tuoi punti di riferimento come chitarristi?

Io amo ascoltare molto la musica, ma non cerco di somigliarmi a nessuno.

Django Reinhardt e Charlie Christian è da tempo che mi fanno compagnia e non mi stanco mai di ascoltarli.

 

Il 6 Marzo hai in programma la presentazione di un concerto alla TABERNA LIBRARIA di Latiano (Br), vuoi parlaci di questo evento e del tuo progetto musicale?

È un progetto di musica a cui lavoro da tempo. Presenterò alcune mie composizioni con testi e musica. Ho preferito la Taberna Libraria perché amo portare la musica in questi ambienti colti.

 

Cosa pensi del jazz italiano?

Personalmente non credo che la musica abbia confini. Credo che la musica appartenga a chi la suona e a chi l’ascolta, è un dialogo magico che non ha confini, un vero linguaggio universale.

 

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