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"Spero di aver chiarito tutto, ho chiesto - ha dichiarato l'ex procuratore di Bari Antonio Laudati, attualmente alla Procura generale della Corte d'appello di Roma - che mi venga restituito l'onore e la dignità, che mi sono stati sottratti per accuse inesistenti". "La carriera me l'hanno rovinata", ha insistito Laudati dopo aver parlato per più di un’ora davanti al gup Cinzia Vergine.

Al termine della requisitoria il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta, ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ex procuratore di Bari, Antonio Laudati, imputato per abuso d'ufficio e favoreggiamento nei confronti di Giampaolo Tarantini. Imputato anche l'ex pm - attualmente sostituto pg a Bari - Giuseppe Scelsi, accusato di abuso d'ufficio per avere illecitamente intercettato l'ex collega Desirèe Digeronimo e la sua amica Paola D'Aprile, e che sarà giudicato con il rito abbreviato a a partire dal 21 febbraio.

L'ex pm Desirèe Digeronimo, costituitasi parte civile, ha dichiarato: “E’ un mio diritto partecipare al processo per verificare cosa viene detto dal momento che sono stati inseriti verbali su dichiarazioni che mi riguardano che non corrispondono al vero”. Ed ha precisato: “Anche io devo difendere la mia dignità”.

tarantini © TM NewsInfophoto 2

Il quadro generale. L'inchiesta “colpevole” di aver scatenato non pochi veleni in Procura ha una storia lunga e complessa: il caso scoppia quando l’allora Procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, viene accusato da un suo ex pm, Giuseppe Scelsi, di aver rallentato l'indagine sulle escort invitate da Gianpaolo Tarantini a partecipare ad alcune “cene eleganti” presso la casa dell’ex premier, Silvio Berlusconi, tra il 2008 e il 2009. La discussione, da subito respinta al mittente da Laudati, raggiunge il Consiglio Superiore della Magistratura per poi essere archiviata.

L'istruttoria pre-disciplinare del procuratore generale della corte di Cassazione, intanto, procede e porta la Procura di Lecce a formalizzare nei confronti di Laudati l’accusa di favoreggiamento personale per aver aiutato “sia Gianpaolo Tarantini e sia altri indagati'', eludendo le indagini ''dirette ad accertare l'eventuale concorso nei suddetti reati''.

Digeronimo

Ed ancora sul procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, la Procura di Lecce guidata da Cataldo Motta: “Nello svolgimento delle funzioni di procuratore avrebbe intenzionalmente arrecato ingiusto danno ai magistrati Giuseppe Scelsi e Desirèe Digeronimo, consistito nella indebita aggressione alla sfera della personalità per essere stati i due magistrati illecitamente sottoposti da parte della guardia di finanza ad investigazioni e ad abusivo controllo della loro attività professionale e della loro immagine”.

A Laudati la Procura salentina contesta di aver sospeso le indagini sul filone escort due mesi e mezzo prima dell’assunzione dell'incarico come procuratore di Bari, non permettendo “l'assunzione di sommarie informazioni dalle altre escort non ancora ascoltate” e causando, quindi, “ritardo ed intralcio nello svolgimento delle investigazioni per la maggiore difficoltà di accertamento di fatti e circostanze conseguente alla maggiore distanza temporale del momento investigativo dal loro verificarsi”.

Cosa accadrà. Motta ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio, inoltre, anche per i sei giornalisti imputati di diffamazione, in seguito alle denunce sporte da Laudati. L'udienza è stata aggiornata all'11 dicembre, data in cui inizieranno le discussioni degli avvocati difensori, che proseguiranno il 9 gennaio.

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