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PugliaItalia
Lettieri e Liuzzi (FI) visitano carceri pugliesi

Lentamente migliora la situazione del sovraffollamento nelle carceri pugliesi, seppure ancora lontana dagli standard di regolarità;  entro un anno i penitenziari di Trani, Taranto e Lecce potranno disporre di altri 600 posti (200 a testa) grazie ai fondi ministeriali che consentiranno a brevissimo l'apertura di tre cantieri; restano critici carenza degli organici e profili sanitari: è questa in sintesi la situazione che i senatori di FI, Luigi d'Ambrosio Lettieri e Piero Liuzzi, hanno trovato durante la visita ferragostana ai penitenziari di Bari e Taranto.

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"La situazione si presenta a macchia di leopardo", afferma d'Ambrosio Lettieri, che è capogruppo di FI nella Commissione Sanità del Senato, "a Bari, dopo la sentenza Torreggiani e il ripristino della seconda sezione che è tornata ad essere fruibile dopo un periodo di ristrutturazione, il divario tra capienza regolamentare ed effettiva è nettamente migliorata. Gli spazi sono certamente più adeguati a quello che prescrivono le leggi. Su 300 posti disponibili, i detenuti oggi sono 320. Mentre resta piuttosto difficile la situazione a Taranto dove, su una capienza regolamentare di 306 posti, si ha una presenza pari a 549 detenuti. Non solo. Di questi 549 detenuti, 200 sono in terapia psichiatrica, 12 i casi conclamati psichiatrici e  275 i tossicodipendenti. Nove i detenuti affetti da HIV".

"In questo quadro", continua d'Ambrosio Lettieri, "non aiuta certo il fatto che purtroppo si deve registrare, in senso generale, l'assenza di una governance integrata del sistema, considerato che il pieno trasferimento delle competenze al ssn come da normativa ancora non c'è stato".

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I penitenziari pugliesi al momento contano complessivamente la presenza di 3300 detenuti rispetto ad una capienza regolamentare di 2500.

In questo contesto, il senatore Liuzzi sottolinea come "la buona notizia sia  certamente l'apertura a breve dei tre cantieri che daranno alle carceri di Trani, Taranto e Lecce altri 200 posti a testa per garantire ai detenuti una maggiore vivibilità degli spazi, ma anche agli operatori penitenziari condizioni di lavoro più adeguate all'obiettivo fondamentale della detenzione che comprende non solo l'espiazione della pena, ma la realizzazione di un disegno concreto di recupero personale e formativo al fine della reintegrazione sociale".

"Naturalmente", concludono i due senatori, "occorre insistere anche sul fronte dell'adeguamento degli organici, in virtù del fatto che gli operatori penitenziari esercitano un'attività delicata, complessa e usurante sotto diversi profili. Il nostro impegno continuerà ad essere costante e concreto perché si cambi passo".

(gelormini@affaritaliani.it)

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