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Minervini: 'L'Università pugliese poco attraente'

Trasparenza nel reclutamento, per esempio reale accessibilità ai bandi, efficienza gestionale, cura della didattica, qualità della ricerca. E’ ciò che il governo Minervini esigerebbe dall’università pugliese.

Di questa mattina l’incontro con i giornalisti e i cittadini nel Nodo zero di via Putignani a Bari, quartiere generale de #La Forza dello staff che sostiene la candidatura alle primarie del centrosinistra di Guglielmo Minervini.

“Vogliamo una università migliore – ha detto Minervini -  più accogliente verso i ragazzi e che faccia emergere i talenti”.

E subito ha snocciolato dati importanti relativi ai finanziamenti che la Regione si impegna a erogare all’università: 17,6 milioni annui per il bilancio ordinario finalizzati a sostenere il diritto allo studio; 25 milioni per Future research, 45 milioni per dottorati (4 avvisi in 4 anni).

“Da qui in poi vogliamo che l’università reagisca. Quindi, stop a risorse date a pioggia, ma percorsi universitari di cambiamento. Soldi ai ragazzi e ai progetti di ricerca anche se nascono al di fuori dell’università”.

Tante le provocazioni lanciate da Minervini a partire da Parentopoli e dalle numerose pagine di cronaca giudiziaria che interessano l’università e di cui riferiscono i media.

“La Puglia è coinvolta nelle sfide della conoscenza. E dovrà sviluppare sempre più una economia fondata sulla circolazione fertile e dinamica delle conoscenze e dei saperi. La Puglia ha bisogno di una buona università. Ne ha bisogno il tessuto delle imprese. Non possiamo rassegnarci a una università dequalificata”.

E qui il riferimento ai dati di Almalaura sono stati esaustivi. “Il 33% dei ragazzi pugliesi sceglie di continuare gli studi universitari va fuori perché non si fida del sistema universitario pugliese e il 70% di chi va via non torna più”.

“Il sistema universitario in Puglia è in grossissima sofferenza, arranca – ha proseguito Minervini - Almalaura ci riferisce di una università che ha perso prestigio sociale e sembra essere diventata inospitale agli studenti e i talenti figli di nessuno, quelli che arrivano senza percorsi nepotistici.

Una università che appare in sofferenza con un pessimo livello organizzativo e bassa qualità della ricerca”.

Un lento declino cui il governo Minervini non intende rassegnarsi.  “E metto subito le mani avanti anticipando reazioni – chiosa - Sappiamo che all’interno dell’università non è tutto così drammatico. Ci sono oasi di ricerca e attività di grande pregio con punte di eccellenza”.

Articolo in fase di completamento

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