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Mussida Emiliano
 

E' stato il sindaco di Bari, Michele Emiliano, a inaugurare la mostra esperienziale di Franco Mussida “Cambiare di stato - il mistero che trasforma la musica in sentimenti”, nella sala Murat, alla presenza del maestro e dell’assessore al Marketing territoriale Antonio Maria Vasile.

Dopo il grande successo ottenuto dalla sua prima mostra esperienziale “L’altro mondo”, tenutasi presso il Museo di Arte Contemporanea di San Marino, e dopo il Premio Lorenzo il Magnifico assegnatogli dalla IX New Biennale di Firenze, Franco Mussida presenta questa nuova mostra esperienziale sul tema dei misteri che governano il mondo vibrante. Misteri che congiungono l’elemento sonoro musicale al nostro complesso sistema di emozioni e sentimenti.

Un lavoro di oltre trent’anni di ricerca, svolto anche in luoghi di particolare disagio sociale come carceri e comunità, che Franco Mussida propone alla città di Bari, attraverso questo grande evento: un viaggio tra i poteri dell’intervallo musicale, affrontando in modo artistico-scientifico uno dei problemi più scottanti e misteriosi che uniscono le figure degli ascoltatori e dei musicisti. Cambiare di stato emotivo, attraverso il semplice ascolto di due comunissimi suoni musicali.

Mussida Emil
 

La mostra “Cambiare di stato” è caratterizzata da 4 distinte opere che interagiscono tra di loro. La prima, la più importante, è costituita da “17 Stazioni di ascolto con vista sulla Musica” disposte tutto attorno allo spazio espositivo che consentiranno al pubblico, attraverso un sistema tecnologicamente complesso, di vivere preziose suggestioni e visioni delle sculture. Su ciascuna di queste è incisa una simbologia che rimanda al potere evocativo di ogni singolo “intervallo musicale”. La visione è accompagnata dalla possibilità di sperimentare il suono di ciascuna opera scultorea semplicemente avvicinandosi ad ognuna di esse.

La seconda opera consiste in un modello di “Teatro Balera n. 2” posto al centro dello spazio espositivo che rappresenta visivamente il misterioso compiersi dell’incanto che consente a musicisti e ascoltatori di sentirsi parte di un medesimo piano emozionale ultrainvisibile.

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La terza opera è la composizione musicale dal titolo “Rintocchi”, un susseguirsi di rintocchi, appunto, costituito dalle sonorità ricavate dalle sculture ceramiche. Il salone sarà quindi pervaso da suoni che si manifestano ogni 25 secondi e che ripercorrono in sequenza tutti i gradi della scala cromatica. La composizione ha la durata ad anello di 33 minuti. Assieme ad essa verranno immessi nello spazio ulteriori elementi sonori registrati che rappresentano il ricordo di suono di precedenti momenti vissuti in questa stessa mostra. L’ultima opera è una scultura che cala dall’alto a simboleggiare lo spirito e le virtù che accompagnano la particolare ricorrenza della Festa di San Nicola. Essa verrà sospesa nello spazio, il suo titolo “Aura dei Santi a Nove Virtù” è stato ispirato proprio da una famosa icona di San Nicola sulla cui aureola sono presenti nove simboli di forza.

L’insieme di queste suggestioni artistiche, il cui epicentro è composto dalle 17 sculture poste in cornici con una sofisticata tecnologia, ha un suo obbiettivo preciso. Non a caso tutte le sculture sono di materiale ceramico ricoperto di metalli preziosi: oro, platino e rame con al centro un’archetipica unità di memoria (CD) che ne raccoglie e conserva l’identità sonora. Si vuole infatti comunicare con forza la preziosità e la sacralità insita nella comunicazione musicale. Sacralità che si avverte osservando la simbologia dei poteri di ogni singolo intervallo impressi sulle sculture.

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La visione di questa preziosità, l’atmosfera incantata che si vive attraverso suoni e vibrazioni all’interno del grande spazio in cui è alloggiata la mostra, sono gli elementi che Franco Mussida vuole far vivere al pubblico per orientare i pensieri sulla Musica e i suoi poteri portandoli oltre il concetto di elemento di intrattenimento ed esibizione. Un concetto in questi anni molto diffuso che relega la Musica, specie quella popolare, ad una condizione di mero elemento decorativo.

La mostra, a ingresso libero, rimarrà aperta al pubblico nella Sala Murat fino al 6 gennaio 2014.

Conosciuto come uno dei fondatori della PFM, autore di alcune tra le più belle canzoni della musica italiana, Franco Mussida è in realtà un artista a tutto tondo. Egli ritiene che non ci sia una linea di demarcazione netta tra arti visive, musica e performance. Questa visione estetica, condivisa anche da altri artisti della sua generazione, lo ha portato a considerare le sue installazioni, con le sue particolari forme, un tramite espressivo-concettuale da percepire con gli occhi e con le orecchie.

(gelormini@affaritaliani.it)

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