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Olivieri
 

Lungo il tracciato verso le primarie, per la candidatura a Palazzo di Città a Bari, si divarica il percorso di Giacomo Olivieri iniziato insieme al magistrato Desirèe Digeronimo.

Un percorso che punta a stimolare il centrosinistra a un confronto lungimirante, capace di rinnovare e rivitalizzare una guida amministrativa, che prenda per mano la città e la conduca con coraggio, convinzione e determinazione verso i traguardi prossimi, come Expo 2015 e il rilancio di un potere d'attrazione economico e turistico in linea con quello della Regione Puglia.

Ma anche verso quelli più lontani e articolati della Città Metropolitana e di un polo propulsore di sviluppo, nonché crocevia di rotte commerciali ancora poco esplorate.

Si è presentato in periferia, in capannoni industriali, e quando parla del centro di Bari la sua attenzione è a quei carrefour di fermento commerciale che da tempo segnano il passo: come via Manzoni, che conserva un potenziale inespresso, per diventare nel capoluogo pugliese quello che a Roma rappresenta via Cola di Rienzo. A testimonianza di un’attenzione concreta verso i gangli nevralgici urbani, per una svolta al contempo: produttiva e propulsiva della città.

“Da candidato Sindaco di Bari non partirò dai programmi, ma dalle Persone, è un sentimento che sento forte e per me sarà irrinunciabile”, afferma con convinzione Giacomo Olivieri. "Sono ben conscio di quanto sta accadendo nelle famiglie e nelle imprese baresi - aggiunge -, del grande disagio economico e sociale. E voglio essere al loro fianco. Sono ben conscio di quanto ha bisogno la città; sono ben conscio dei tanti problemi che si devono affrontare. Ritengo quindi poco utili, anzi credo sia solo vuota retorica, i tour dell'ascolto o le officine di pensiero, o ancora cantieri d’idee. Questo fa parte del passato. Troppo il divario da quanto si annuncia nei programmi, a quanto poi si realizza, con profonda e legittima delusione dei cittadini. Credo, invece, che questo sia il momento della verità, della concretezza e del qui ed ora".

"Ecco perché, partendo dalle persone - sottolinea con determinazione - realizzerò nella città la più grande rete di solidarietà d'Italia, garantendo all'Assessorato ai Servizi Sociali una straordinaria centralità. Oggi il nostro paese (e la città di Bari) riesce ancora ad arginare una crisi così devastante, perché ha in sé la più grande rete di welfare del mondo: si chiama famiglia, si chiama volontariato.

Punto cardine del riscatto di una città come Bari, che della sua levantinità ne fa elemento d’identità marcato e qualificante, non può che essere il perseguimento di un taglio decisamente più internazionale dei suoi rapporti, dei suoi riferimenti e dei suoi caleidoscopici giochi di sponda. Il famoso refrain popolare che accomuna questa città a Parigi, per esempio, va sfruttato e utilizzato come stimolo a una trasformazione che non si fermi alla battuta, ma che tragga forza per una nuova e adeguata consapevolezza, che riesca a tradursi in crescita e maturità finora sfuggite.

olivieri conferenza
 

Anche sul fronte culturale la criticità della situazione esige uno sforzo corale, per posizionare la città in maniera adeguata e relativa, sia alla presenza di un tessuto universitario importante e all’avanguardia, sia in funzione del ruolo storico garantitole da presenze prestigiose come quella di eminenti Case Editrici o dello stesso Teatro Petruzzelli.

Magari partendo proprio dall’affievolirsi di una vivacità teatrale, che vede chiudersi uno dopo l’altro gli spazi scenici diffusi nella città. Magari puntando proprio sulla riqualificazione di questi spazi, per accompagnare la crescita culturale e di interesse di tutte le platee della città, a far capo da quelle più giovani riunite nelle scuole di ogni ordine e grado.

Il suo obiettivo è anche promuovere impegno sociale, che produca “capitale sociale” da mettere a disposizione della città e di tutti, perché “il sindaco da solo non risolverà alcunché o risolverà poco”, e perché la consapevolezza diffusa dell’impegno sarà il miglior antidoto a qualsiasi tipo di crisi.

Per fare tutto questo si affiderebbe volentieri ad una squadra di sole donne, ma forse l'auspicio è un po' troppo ottimista.

(gelormini@affaritaliani.it)

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