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Il futuro dell'ex Caserma Rossani resta al centro del dibattito elettorale relativo alla tornata amministrativa che vedrà eleggere il nuovo sindacio di Bari, dopo la decennale esperienza di Michele Emiliano. La sua destinazione e la tipologia di interventi, per il suo recupero e valorizzazione, sono i temi - tra i più toccati - che lo animano.

“Con sogni e visioni futuristiche sulla ex caserma ‘Rossani’ potremmo riempire i capannoni presenti al suo interno, ma mentre i cittadini aspettano di vedere il nuovo parco urbano, che ancora non sappiamo se e quando sarà realizzato, le piazze e i giardini della città vengono abbandonati e non sono più al centro della vita sociale”. Lo spiega Giacomo Olivieri, candidato sindaco e presidente di Realtà Italia, denunciando la situazione in cui versano buona parte dei punti di ritrovo dei cittadini a cominciare da Parco 2 giugno, spesso al buio, con strutture ricreative insufficienti, senza cestini per la differenziata, con il wi-fi non funzionante, con pochi giochi per i più piccoli, e per finire con le piazze vittime del disinteresse della politica e diventate ormai meta preferita dei vandali, di giorno e soprattutto di notte.

foto cs Olivieri
 

“Prima di pensare in grande – prosegue Olivieri - bisogna partire dal basso. Ipotizzare un nuovo parco urbano va bene, ma servono fondi che il Comune deve trovare in accordo con la Regione e per i quali manca ancora un progetto definitivo. Serviranno anni prima di vedere l’inizio dei lavori e nel frattempo i nostri bambini non sanno dove correre e giocare, i nostri ragazzi sono chiusi in casa davanti alle play station quando potrebbero godere del verde ed essere i protagonisti di attività sportive o culturali organizzate all’aria aperta. I nostri anziani sono sempre più soli perché non in tutti i quartieri ci sono punti di ritrovo. Basta farsi un giro nelle periferie dove c’è solo cemento e degrado. Perché allora non puntiamo sul progetto Agorà, che prevede una pianificazione condivisa con i cittadini utile a ripensare giardini e piazze per farli rivivere trasformandoli in luoghi di socializzazione? Spazi aperti, non recintati, adeguatamente illuminati e sorvegliati, con servizi di ristoro e aree per animazione facilmente fruibili da chiunque, con rampe-scivoli e percorsi adeguati alle esigenze dei diversamente abili, delle mamme con i passeggini, di chi porta a spasso il cane”.

Rossani Urban
 

“Ai cittadini di Japigia, del San Paolo, di Carbonara o del Libertà – prosegue Olivieri - non interessa nulla della ‘Rossani’. Loro si aspettano invece che il Comune investa in luoghi ricreativi vicino casa, inserisca nuovi giochi per i bambini, risistemi le panchine e illumini le strade limitrofe, per evitare atti vandalici e aggressioni. A tutti noi piacerebbe che le piazze fossero più aperte e ospitali, che gli spazi a disposizione si trasformassero in aree dedicate allo sport (skateboarding, pallacanestro, ping pong, pattinaggio) o alle attività culturali e di intrattenimento, magari con un piccolo palco per spettacoli e concerti anche improvvisati dai tanti ragazzi baresi che amano la musica e lo spettacolo o dai tanti artisti di strada, un gazebo con libri e fumetti da scambiare, alcune pareti sulle quali disegnare murales. Va bene parlare della Rossani ma le priorità in questo momento sono altre”. Giacomo Olivieri lancia poi una sfida: “Nei primi 100 giorni faremo rinascere gli spazi aperti della città affinché in ogni quartiere ci sia un punto di ritrovo, un luogo dove i baresi possano radunarsi e tornare a parlare anche di vera politica. Il Comune non può più chiudere gli occhi davanti alle richieste dei cittadini. Le agorà vanno ripensate, le idee ci sono e necessitano di un investimento contenuto. E’ ora di agire. A Bari si deve”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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