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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un operaio Bridgeston​e licenziato.

Gentilissimo Direttore,

sono Antonio Coppola (nato e vissuto fino a tre anni fa a Castellammare di Stabia (NA) Le scrivo per fornirle maggiori dettagli in maniera tale da consentirle di avere un quadro completo ed esauriente della questione. Come le accennavo in oggetto sarò l'unico dipendente della Bridgestone che grazie alla mia condizione contrattuale abbandona una nave che riuscirà a superare la tempesta (lo spero per i miei amici e colleghi)...

Iniziamo dal principio... io sono dipendente della Bridgestone dal 22 giugno 2010 tramite contratto a tempo determinato stipulato con l'agenzia interinale Randstad filiale di Lecce. In sede di collloquio mi hanno "promesso" che dopo un periodo di 4-6 mesi sarei stato assunto a tempo indeterminato (dopotutto non andavo ad incrementare il numero di dipendenti in essere in quanto sostituivo un infermiere argentino che per motivi personali si dimetteva per fare ritorno nel paese natio); ma come lei ben sa: verba volant, scripta manent. Ovviamente, ciò non è avvenuto, ma nonostante tutto continuavano a prorogarmi il contratto in maniera semestrale, riferendomi che non dovevo preoccuparmi in quanto la mia stabilizzazione sarebbe presto avvenuta e l'infermiere era una figura professionale di cui non potevano fare a meno, in quanto essendo solo in quattro per poter ricoprire l'intera turnazione già facevamo sistematicamente 2- 3 giorni di straordinario mensili. Inoltre verso ottobre 2010 i miei colleghi infermieri che svolgono il mio stesso lavoro hanno avuto il passaggio di qualifica da operaio ad impiegato con conseguente aumento retributivo.

Veniamo ai giorni nostri...ho continuato in questi a lavorare correttamente e professionalmente, non assentandomi mai neanche dopo intervento di unghia incarnita al piede destro. Nonostante il periodo di crisi e l'annunciata, ma non irrevocabile, chiusura, l'infermiere in fabbrica resta un ruolo fondamentale per il primo soccorso tanto che essendo io giunto al limite contrattuale previsto dalla legge per i contratti a termine, l'azienda al posto di stabilizzare me (come promesso) sta in questi giorni facendo nuovi colloqui per assumere un altro infermiere al mio posto. Questa decisione improvvisa nei miei confronti mi ha recato ulteriori danni, in quanto oltre alla perdita del lavoro (che in questo periodo è difficile da trovare), ho dovuto disdire la casa in affitto nella quale mi era trasferito con mia moglie (peraltro in dolce attesa), entrambi da Napoli, con la conseguenza di dover affrontare un nuovo trasloco e senza un lavoro. Quello che vorrei chiederle e per la quale mi sono rivolta a lei è: - Possono senza motivazione valida sostituirmi?? - Oppure possono usare come motivazione che ho lavorato per 33 mesi continuativi senza mai un'interruzione e che quindi non potendomi stabilizzare prendono un altro???

Inoltre in base all'articolo 23 comma 1 e comma 6 del decreto legislativo 10 settembre 2003 e s.m.i. (che le invio in allegato) che dice: 1. I lavoratori dipendenti dal somministratore hanno diritto a un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello dei dipendenti di pari livello dell'utilizzatore, a parità di mansioni svolte. Restano in ogni caso salve le clausole dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulate ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della Legge 24 giugno 1997, n. 196. 6. Nel caso in cui adibisca il lavoratore a mansioni superiori o comunque a mansioni non equivalenti a quelle dedotte in contratto,l'utilizzatore deve darne immediata comunicazione scritta al somministratore consegnandone copia al lavoratore medesimo. Ove non abbia adempiuto all'obbligo di informazione, l'utilizzatore risponde in via esclusiva per le differenze retributive spettanti al lavoratore occupato in mansioni superiori e per l'eventuale risarcimento del danno derivante dalla assegnazione a mansioni inferiori. si può impugnare causa per danni retributivi?? So che lei ha coraggio, e si tuffa a favore dei cittadini nelle battaglie contro lo sfruttamento sociale... mi hanno lasciato solo, e sto trovando notevoli difficoltà, la prego nel caso si possa fare qualcosa anche per me di aiutarmi.

Distinti saluti.
Antonio Coppola

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