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Parco acquatico dei Trulli

Pur trattandosi di una notevole opera, il progetto della LEO 3000 s.p.a. per la realizzazione del parco acquatico è “non assoggettabile” – quindi escluso – a Valutazione di Impatto Ambientale.

A stabilirlo è il Comitato Regionale VIA in data 2 ottobre 2012.

Per questo, poco prima del 2013, l’UTC monopolitano (Ufficio Tecnico Comunale, ndr) ha potuto rilasciare il permesso di costruire alla società in questione. I lavori partiranno quindi presumibilmente a breve.

Si sblocca così la situazione che aveva fatto palpitare il cuore della spa, legata per la realizzazione del parco ad un finanziamento ottenuto con L.488/92, DM del 19.03.07, con scadenza all’estate 2012.

Al fine di accelerare l’iter, e consentire alla Leo 3000 di usufruire del finanziamento, la giunta comunale approvò infatti con urgenza (nel novembre 2011) la delibera relativa al progetto, dando mandato al sindaco «di rappresentare tale esigenza, nei modi consentiti dalla legge, a tutti gli Enti coinvolti nell’iter approvativo affinché assicurino la massima sollecitudine e collaborazione».

«Elevato – scrivevano – è il rischio che la società perda l’agevolazione richiesta e non possa procedere all’investimento in oggetto».

Il 23.11.2011 la LEO 3000 ha presentato la documentazione del progetto per la verifica di assoggettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale. 

Si è arenata qui la corsa del “leone” verso la realizzazione del parco.

I tempi dell’istruttoria tecnica - rimbalzata tra richieste di integrazione da parte della Sopraintendenza ai beni archeologici, per i Beni Architettonici e Paesaggistici, pareri della Provincia, dell’Arpa, dell’A.Q.P., pubblicazioni sul BURP ed osservazioni (pervenute da parte di privati e del WWF) – hanno trascinato il comitato regionale VIA ad esprimersi in data 7.06.2012.

In quella data il Comitato, seguita e valutata l’istruttoria, ritenne di dover “assoggettare” a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale il progetto del parco acquatico. Conseguente la determina del dirigente. Un nuovo iter attendeva dunque il progetto del parco, destinato ad essere analizzato palmo per palmo dal Comitato per verificare l’impatto ambientale della struttura.

La situazione, però, si ribalta improvvisamente a meno di un mese di distanza: il 31.07.2012, infatti, lo stesso Comitato a fronte di una nuova audizione da parte del tecnico progettista e di alcune modifiche progettuali, visti i vari pareri, decide che non è necessario verificare oltre: il progetto è non assoggettabile a procedura di VIA.

Cosa è cambiato in 30 giorni?

Il parere del Comitato in data 7 giugno 2012: «I lotti sono ubicati in immediata contiguità con aree di notevole importanza archeologica ed in continuità territoriale con il percorso della via Minucia (…) La tutela dell’area occupata del Parco Archeologico costituisce motivazione, insieme ad altre non meno importanti, di ulteriore vincolo di natura paesaggistica. La prevista realizzazione degli acquascivoli e delle connesse strutture in elevato (torre faro) può infatti interferire pesantemente con le preesistenze al contorno e configurare alterazioni alla godibilità pubblica ed alla percezione visiva originaria dello skyline archeologico (…) E’ di tutta evidenza che, se è vero che il vincolo archeologico e paesaggistico non si estende all’area interessata dall’intervento, non si può negare l’evidenza che l’impatto atteso dall’intervento stesso sulla leggibilità e sulla conservazione dell’area archeologica non sia affatto trascurabile».

A preoccupare era anche la risorsa idrica, oltre il rumore ed il traffico.

«Il progetto – scriveva il Comitato – come proposto, merita inoltre una valutazione puntuale degli impatti derivanti

parco acquatico

sulle singole componenti ambientali; in particolare si rende necessario un approfondimento sull’utilizzo delle risorse idriche e sul suolo (…) Particolare attenzione si chiede nell’affrontare i non meno importanti aspetti del rumore e del traffico (…) ci si aspetta che la frequentazione sia di tipo massivo con un notevole impatto sonoro ed un non trascurabile aumento del traffico veicolare».

Dubbi risolti, a quanto pare, con l’audizione del progettista ed il riesame. Questo il parere successivo che libera il progetto dalla procedura di VIA:

«La richiesta veniva avanzata in quanto il progetto inizialmente valutato dal Comitato VIA aveva subito delle modifiche e degli approfondimenti sugli impatti, in particolar modo quelli connessi al sito archeologico di Egnazia. In particolare le variazioni riguardano:

-          L’eliminazione delle tensostrutture e la riduzione dell’altezza del faro in ingresso al parco al fine di ridurre l’impatto visivo,

-          L’eliminazione della rotatoria sotto la quale potrebbero essere presenti resti archeologici e la sua sostituzione con svincolo a raso,

-          La riduzione dei posti auto a favore di una maggiore naturalizzazione dell’area parcheggio

A seguito di tali modifiche è stato espresso il parere favorevole della Sovrintendenza».

Scomparso il problema della risorsa idrica, dell’impatto sonoro e del traffico.

Il 27 dicembre 2012 l’UTC di Monopoli ha così potuto rilasciare permesso per costruire alla LEO 3000. Monopoli avrà il suo parco acquatico...o viceversa.

(di Incoronata Silvestri - Monopolipress.it 2/1/2013)

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