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La vicenda delle esercitazioni militari nel Parco dell'Alta Murgia ha molto a che fare con l'intransigenza di altre forze militari, come l'Aeronautica nel Gargano, che oppone ogni sorta di veto alla presa in considerazione dell'utilizzo, seppur temporaneo, anche della pista più periferica dell'aeroporto di Amendola, per rispondere alle annose esigenze ricettive di una parte vitale per le sorti turistiche ed economiche della Puglia.

Fino a quando i Corpi Militari non saranno messi nelle condizioni di consapevolezza, nonchè di farsi una ragione, di essere al servizio degli interessi del Paese e non viceversa, il paradosso continuerà ad imperare e sacche intoccabili di privilegi e prerogative obsoleti costituiranno una zavorra insopportabile per l'intera nazione.

"Non sono interessato a rinfocolare le ataviche diatribe tra pacifisti e militari", ha affermato il Presidente del Parco dell'Alta Murgia, Cesare Veronico, "Sono un presidente di parco e non un leader politico e ritengo improponibili delle esercitazioni militari in area parco. Penso debbano cessare definitivamente e questo è il nostro unico obiettivo".

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"Ho chiesto a Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi, l'organizzazione che unisce i parchi italiani, di sostenerci nella nostra 'battaglia' - ha aggiunto Veronico - per portare le esercitazioni militari fuori dalle nostre aree protette. Lui ha offerto la piena disponibilità e ha convocato un'assemblea di tutti i presidenti dei parchi italiani su questo tema che si terrà - per la prima volta - nell'Alta Murgia, nel corso degli eventi di Up".

Di questi temi, infatti, se ne parlerà il prossimo 19 luglio, a Castel del Monte (Andria), durante la conferenza “Verso gli stati generali delle aree protette”, coorganizzata da Federparchi e dal Parco nazionale Alta Murgia, in cui si parlerà appunto di servitù militari e conservazione della biodiversità, nel calendario di Up, il festival del Parco nazionale dell'Alta Murgia, giunto quest'anno alla seconda edizione. Una manifestazione itinerante finalizzata alla promozione del territorio e alla valorizzazione di nuovi stili di vita all'insegna della sostenibilità.

(gelormini@affaritaliani.it)

 

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Esercitazioni militari nel parco - Lettera aperta del Presidente Veronico

Cinquant’anni fa, il 21 giugno 1963, veniva ordinato lo smantellamento delle basi di missili a testata nucleare IRBM “Jupiter” installate nel nostro territorio nel pieno della guerra fredda, scongiurando il timore di un conflitto nucleare. L’Alta Murgia è stata sede e continua ad ospitare gli scheletri di cemento di alcune di esse. Nelle stesse ore è ancora di grande attualità il tema del disarmo, come confermato dal recente appello del presidente Barack Obama per la riduzione degli armamenti nucleari.

Quest’occasione è più che opportuna per sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica una questione non più eludibile che riteniamo di primaria importanza per il futuro del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e di tutto l’altopiano.

Nella primavera che si è appena conclusa il Parco è stato sede di un’esercitazione militare, per molto tempo “a fuoco”, durata diverse settimane, che ha visto lo spiegamento di ingenti mezzi e di circa 3.000 soldati, con l’impiego di notevoli risorse finanziarie e logistiche.

L’esercitazione si è svolta in un periodo molto delicato per gli equilibri ecologici che si instaurano nelle fasi biologicamente significative quali quelle della riproduzione e dell’allevamento della prole della fauna selvatica e della ripresa del periodo vegetativo della flora del Parco. Ha inoltre determinato spiacevoli conseguenze per la fruizione del Parco: numerosi visitatori sono stati impossibilitati ad accedere a luoghi di interesse naturalistico, archeologico e paesaggistico a causa della presenza di militari impegnati sul campo che, per ovvi motivi di sicurezza, hanno precluso gli accessi sulle strade carrabili. Ed ancora, il disturbo arrecato alle attività economiche agro-zootecniche nel Parco, con perdita di reddito ed implicazioni anche a lungo termine per allevamenti costretti a spostarsi ovvero a restare immobilizzati sotto i tiri incrociati di artiglieria, ci viene confermato da continue denunce di chi nel Parco opera e vive.

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Riteniamo che la presenza dei poligoni di esercitazione delle Forze Armate nel Parco sia incompatibile con le sue finalità e riteniamo, altresì, che sia necessario individuare aree alternative per lo svolgimento di tali attività al di fuori delle aree naturali protette in tutto il territorio nazionale.

Questo giudizio, espresso nel pieno riconoscimento del lavoro quotidiano delle Forze Armate, non è maturato per l’occasione ed è stato ribadito nel corso dell’ultima riunione della Comunità del Parco (l’Assemblea degli Enti territoriali che afferiscono al Parco) alla presenza dei rappresentanti della Regione Puglia, delle Province Bari e BAT, dei 13 Comuni e dei Parlamentari del territorio del Parco.

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A seguito di tale riflessione, la stessa Comunità, presieduta dal Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, ha posto in essere una serie di iniziative politiche su più livelli, dalle Amministrazioni comunali al Parlamento, incaricando il sottoscritto ed alcuni suoi componenti di chiedere specifici incontri ed audizioni. In particolare è stato deciso di chiedere un’audizione al Comitato Misto Paritetico (Co.Mi.Pa.) Forze Armate-Regione Puglia che, tra i suoi componenti, non prevede quello dell’area naturale protetta interessata da servitù militari e da poligoni addestrativi. In quella sede, e preliminarmente nelle Commissioni consiliari permanenti del Consiglio Regionale pugliese, intendiamo porre con forza quanto finora detto a partire dalle esercitazioni programmate per il secondo semestre di quest’anno sulle quali si dovrà esprimere in modo vincolante il Co.Mi.Pa.

Ma non basta. Intendiamo farci promotori e sostenitori di iniziative che coinvolgano tutte le aree naturali protette del Paese affinché possano essere “liberate” dalle servitù militari e dai poligoni addestrativi che mettono a rischio la biodiversità, gli ecosistemi ed un’economia sostenibile fondata su turismo ed agro-zootecnia qualificati.

Utilizzeremo tutti gli strumenti che le attuali norme ci assegnano e riteniamo importante avviare un percorso partecipato arricchito dalle proposte dell’opinione pubblica e dei cittadini, memori delle iniziative già messe in campo sul nostro territorio fin dagli anni ’80 con le marce per la pace organizzate dai Comitati Alta Murgia, forti di una convinzione: le aree naturali protette rappresentano un patrimonio unico per il nostro pianeta e per il genere umano e vanno difese per il bene delle future generazioni coinvolgendo – senza distinzioni ideologiche o localistiche - le istituzioni, l’associazionismo e la società civile.

Cesare Veronico

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