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Pasta di grano duro 'nutraceutica' La fibra è il "meccanico" del cuore

Pasta non solo buona e simbolo della dieta mediterranea ma anche, e soprattutto, “nutraceutica” grazie al beta-glucano d’orzo, una fibra idrosolubile che stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni, in presenza di uno stress ossidativo, e può dunque aiutare le persone infartuate a "riparare" il cuore.

Una conferma importante in questa direzione giunge dalla Spagna: nei giorni scorsi si è tenuto il Congresso della Società Europea di Cardiologia dove è stato presentato il risultato del primo studio appena pubblicato sul "Journal of cellular and molecular medicine" condotto dal Laboratorio di Scienze mediche dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, coordinato dal Prof. Vincenzo Lionetti e sviluppato in collaborazione con l’azienda pugliese Granoro.

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La ricerca ha dimostrato che il trattamento delle cellule endoteliali cardiache con beta-glucano d’orzo aumenta i livelli di un enzima essenziale, la Manganese superossido dismutasi (MnSOD), già noto per aumentare le difese antiossidanti e l’abilità rivascolarizzante (riparatrice) delle cellule progenitrici endoteliali. L’incremento dell’enzima aumenta la produzione endoteliale di ossido nitrico, noto vasodilatatore e potenzia la capacità di rigenerare i vasi sanguigni.

Lo studio dimostra che l’orzo, uno dei cereali più usati nella dieta mediterranea, è una ricca sorgente naturale di una sostanza, il beta-glucano idrosolubile, che stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni, in presenza di uno stress ossidativo, e può dunque aiutare le persone infartuate a riparare il cuore.

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Forte di questa convinzione l’azienda Granoro, da diverso tempo ferma sostenitrice delle proprietà “nutraceutiche” della pasta, ha già avuto modo in questi anni di sperimentare e mettere in commercio la pasta CuoreMio ottenuta da semola di grano duro e farina di orzo naturalmente ricca di fibre solubili  (appunto, i betaglucani) che, mantenendo il gusto e la bontà della pasta tradizionale, aiuta anche a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.

La formula rivoluzionaria non ha lasciato indifferenti i ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, i quali hanno stretto nel 2012 un accordo triennale con l’azienda pugliese che ha finanziato il prestigioso progetto finalizzato a confermare le promettenti caratteristiche nutraceutiche.

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“L’endotelio che riveste le coronarie di un uomo adulto – ha spiegato il Prof. Vincenzo Lionetti - difficilmente genera nuovi vasi in un cuore infartuato. La scarsa capacità angiogenica delle cellule endoteliali adulte è anche alla base della scarsa capacità auto-riparativa del cuore adulto. I meccanismi alla base di tale insufficienza sono oggetto di intensa ricerca da parte della comunità scientifica internazionale. Il risultato del nostro studio è stato raggiunto mediante un approccio non invasivo e l’utilizzo dello stato dell’arte della modellistica sperimentale, anche in collaborazione con l’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa e della Fondazione Toscana G. Monasterio".

"Fino ad oggi, tuttavia, non era noto – aggiunge Vincenzo Lionetti - se un’aumentata espressione dell’enzima Manganese superossido dismutasi nelle cellule endoteliali mature riuscisse a incrementare la capacità di generare nuovi vasi sani, senza richiedere l’intervento di cellule progenitrici endoteliali o di cellule staminali, e se questo risultato fosse possibile conseguirlo mediante il trattamento con composti naturali di tipo vegetale. La natura spesso offre i rimedi per molte malattie, come il danno cardiaco da infarto, ma occorre cercarli. I risultati – conclude Vincenzo Lionetti - incoraggiano lo sviluppo di nuovi approcci rigenerativi ed anti-invecchiamento di tipo nutraceutico”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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