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PD, Botta e risposta Blasi - Antonica

Il Consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi replica a Sandra Antonica, vicesegretaria del Pd pugliese, che “ha reso pubblica su Facebook una lunga lettera allo stesso Blasi in relazione alla presa di posizione politica espressa ieri e riportata oggi dai media regionali”.

Cara Sandra,

che fai, mi cacci? C’è una allusione finale nella tua lettera, da cui traspare una concezione proprietaria del partito che è esattamente quello di cui parlavo nel mio intervento sui nodi politici – e dico politici – di questa stagione che si sta chiudendo in Puglia. Spero di sbagliarmi, ma è proprio quel motto “qui ora comandiamo noi” che ho riconosciuto e che non mi ha mai ispirato, neanche quando anch’io, come te adesso, ho ricoperto ruoli apicali nel partito regionale. Un atteggiamento di questo genere è sbagliato, anche perché chi scrive non ha mai poggiato il suo consenso sulla fedeltà verso qualcuno, ma sulle cose fatte e realizzate. E, soprattutto, sull’incoraggiamento delle persone, di quelle che per strada ti incontrano e ti chiedono non a quale corrente appartieni o a chi sei fedele, ma soluzioni ai problemi, speranze di futuro e di sviluppo.

Sono certamente su posizioni politiche diverse sia da chi – temporaneamente – occupa il ruolo di segretario regionale, sia di chi occupa il ruolo di segretario nazionale. La differenza rispetto a tanti altri è nel fatto che io non mi nascondo, né mi accodo per convenienza. Tutt’altro: non rinuncio a condurre la mia battaglia politica nel partito, come è giusto che sia nei confronti di chi mi sostiene e della mia stessa coscienza.

Un altro passaggio che fai finta di fraintendere è quello sulla struttura del partito. Che Emiliano – e la tua missiva ne è almeno in parte conferma – ha militarizzato in queste primarie per il sostegno a sé. Ebbene tutto ciò non ha a che fare con gli iscritti, con i militanti, con gli elettori. Anzi, è la negazione del loro ruolo e della loro importanza, per la quale mi batto. Quindi lascia stare gli iscritti. Nel nostro partito – ad ogni livello – coesistono oggi visioni differenti sul ruolo dei leader e sulla democrazia interna. Fare finta che non esistano visioni diverse, o pretendere di normalizzare ogni discussione politica con i “volemose bene” o peggio con “o ti adegui o non ti candidiamo” non è rispettoso per la nostra storia, che progredisce proprio grazie alla discussione e alla dialettica interna.

Per quanto riguarda i temi concreti da portare in campagna elettorale sono alla conclusione di un mandato da consigliere regionale cominciato, nella prima riunione del Consiglio, con la proposta di legge per la riduzione dei costi della politica con la riduzione del numero di consiglieri da 70 a 50, poi andata a buon fine, e continuato con una attività legislativa che ha segnato risultati sulla tutela delle minoranze linguistiche, sulla promozione delle tradizioni musicali pugliesi (che come tuti sanno possono essere fonte di ricchezza e turismo), sulla promozione della lettura, sulla sperimentazione della cannabis terapeutica, sulla regolamentazione regionale delle cooperative di comunità e sull’incentivazione di unioni e fusioni di comuni e  tanto. Insomma, io di temi da trattare ne ho a iosa, se qualcuno ha bisogno di confrontarsi.

Ma non rinuncio a condurre la mia battaglia politica in ogni sede, fedele agli ideali della mia gioventù e non a rimorchio delle transitorie fortune di questo o quel capo o di questa o quella segreteria.

Con rispetto

Sergio

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La nota di Sandra Antonica

Caro Sergio,

non posso che esprimere stupore e perplessità in merito alle tue dichiarazioni di oggi apparse sulla stampa locale. Mi colpisce in particolare la veemenza con cui ti scagli contro il segretario regionale del tuo e nostro partito e contro il presidente della giunta regionale che abbiamo scelto e sostenuto lealmente per dieci lunghi anni.

Sia ben chiaro che non è il sostegno a Guglielmo Minervini, dirigente politico ed amministratore di riconosciuta capacità e competenza, espressione di un pluralismo interno al nostro partito da salvaguardare e tutelare, a costituire elemento di critica nei tuoi confronti quanto, invece, il tuo voler intendere la competizione delle primarie come una resa di conti interna in un Partito che ha ormai definitivamente archiviato la vicenda congressuale.

La tua storia, politica e umana, non ti consente, permettimi, di denigrare il corpo diffuso del Partito definendolo “comitato elettorale” costituito da “vassalli” al servizio del Segretario.

Ciò mortifica lo spirito di servizio e abnegazione che caratterizza tutti i militanti e gli iscritti del PD e sterilizza lo sforzo, credimi faticosissimo, che stiamo compiendo tutti nel rinnovare profondamente, nel merito e nel metodo, il nostro partito.

Credo, inoltre, che tale acredine allontani i tanti cittadini ed elettori desiderosi di vedere un confronto vero, autentico, senza infingimenti, ma incentrato sui problemi e le possibili soluzioni ad essi. Il mio, come il tuo popolo chiede unità e compattezza intorno ad una nuova visione progettuale di cambiamento della Puglia e a questa richiesta abbiamo il dovere, morale prima ancora che politico, di corrispondere le nostre posizioni e le nostre dichiarazioni anteponendo, sempre e comunque, l’interesse globale del PD e del centrosinistra ai nostri personalismi.

Penso, consentimi di dirtelo con umiltà e franchezza, che il tuo “errore politico” sia nell’interpretare lo spirito delle Primarie. Esse costituiscono per il popolo del centrosinistra pugliese un’occasione straordinaria per selezionare, liberamente e democraticamente, la migliore leadership in grado di sconfiggere il centrodestra, vero nostro avversario, e governare al meglio la Puglia per i prossimi cinque anni.

Tutto ciò dovrebbe essere vissuto in un clima di rispetto e serenità d’animo, approfondendo le urgenti questioni di merito e le proposte di miglioramento dell’azione governativa e, soprattutto, preservando quella tensione unitaria che ha da sempre contraddistinto la classe dirigente del nostro Partito.

A testimonianza di ciò vorrei ricordarti lo sforzo unitario profuso dai compagni del Partito di Lecce quando ti candidasti al consiglio regionale da segretario regionale del Partito.

Le tue parole, così dure ed estreme, sembrano invece voler intendere che se a vincere la competizione non dovesse essere Guglielmo Minervini, per coerenza verso tali posizioni nette ed intransigenti e per la tua totale non condivisione del progetto di governo che in questi giorni Emiliano va definendo, potresti scegliere di non essere coinvolto con un impegno in prima persona nella battaglia elettorale. E se così fosse penso sia doveroso, da parte tua, manifestarlo apertamente.

Con affetto

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